Articolo
Testo articolo principale

È sempre più difficile resistere al fascino dell’Oman, devono averlo pensato anche i 530.758 turisti che nei primi 3 mesi di quest’anno si sono recati presso il sultanato arabo facendo schizzare i numeri del turismo omanita, parliamo di un fragoroso +41,2% rispetto al 2017 (considerando ovviamente lo stesso periodo di rilevamento).

D’altronde è difficile resistere alla bellezza di siti storico culturali come Nizwa o Jabrin, il fascino delle wadi (oasi) come quella di Arbeen o Bani Khalid o la riserva delle tartarughe di Ras Al Jinz. Il paesaggio dell’Oman è variegato, passa dai monti di Jabal Akdar alle spiagge di Bandar Al Khayran, ma è fatto anche di vita pullulante come quella del souq della capitale Muscat con le sue 3 grandi moschee tra le più affascinanti del mondo islamico.

Insomma, non stupisce che la bellezza dell’Oman, così trasversale nel suo manifestarsi, sia senza dubbio fortemente attrattiva, ma non sarebbe giusto ritenere questi numeri qualcosa di normale, che non meriti un plauso al lavoro svolto.

Ecco, proprio da questo bisogno partire, dal 1970 e dall’inizio del sultanato di Qaboos, figlio “illuminato” del vecchio sultano Sa’id bin Taymur, sotto il quale in un Oman medioevale vigeva ancora la schiavitù. Il neo sultano impose un’uscita dall’isolazionismo globale riallacciando i rapporti internazionali con gli altri stati. Questo è stato il vero oro dell’Oman, piuttosto che quello nero del petrolio che ha fatto le fortune degli altri paesi del Golfo.

Ad oggi infatti i giacimenti più remunerativi non sono quelli del greggio ma del gas naturale, l’economia del paese però va ben oltre il semplice sfruttamento delle risorse naturali.

Secondo il Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo lo stato che ha registrato il miglior sviluppo socio-economico degli ultimi 40 anni è l’Oman. Il paese è anche al quarto posto nella classifica dei più sicuri al mondo, uno di quelle presenti nel dossier “The Travel and Tourism Competitiveness Report” redatta nel 2017 dal World Economic Forum.

Economia fiorente, livelli di sicurezza da paese scandinavo (l’Oman è al quarto posto preceduto da Finlandia, Emirati Arabi che confinano a nord-est con il paese, e l’Islanda), potrebbe bastare questo alla ricetta omanita. Ma non finisce qui.

Il governo si è anche messo in testa di trasformare la capitale Muscat in uno dei venti scali aeroportuali migliori del globo e a questa ambizione è seguita l’inaugurazione, il 20 marzo, del nuovo aeroporto della capitale.

Parliamo di una modernissima struttura che conta 335mila metri quadri di superficie, le piste sono escluse dalla conta ma non i due gate principali suddivisi in 40 finger e 29 aree confort. Il duty free è di oltre 6mila metri quadri, i posti auto sono circa 2.300, ovunque intorno crescono hotel a 4 stelle e numerose nuove strutture o semplici arredi urbani come la nuova promenade in centro città.

Ci sono gli aeroporti, ma anche un’ottima compagnia di bandiera: in occasione dell’ultima edizione dei World Travel Awards la compagnia Oman Air è stata eletta miglior compagnia mediorientale sia nella categoria business che in quella economy.

Piccolo appunto anche per lo snellimento burocratico: la procedura è stata completamente spostata on line per decisione della Royal Oman Policy, organo di sicurezza del sultanato, evitando così le lunghe code per l’ottenimento del documento. I costi sono: 5 rial per meno di 10 giorni di permanenza (circa 11 euro); 20 rial per un soggiorno dai 10 ai 30 giorni (circa 44 euro).

E se tutto questo non vi ha ancora lasciato un qualsivoglia senso di stupore, non resta ritornare sui dati del turismo in riferimento allo stesso periodo temporale, ma stavolta riferendoci alla sola realtà italiana.

Il numero dei nostri connazionali recatisi in Oman nei primi 3 mesi del 2018 ha fatto registrare un +131,2% rispetto all’anno scorso, confermando l’Italia come terzo mercato per il turismo omanita.

“Questa crescita è il risultato di una strategia a più livelli, finalizzata a promuovere la destinazione verso la clientela leisure individuale e verso i gruppi di medio/alto profilo culturale” commenta Massimo Tocchetti, Rappresentante per l’Italia dell’Ufficio del Turismo del Sultanato dell’Oman.

In effetti i nostri tour operator, tra i pochi operatori internazionali a vantare sedi fisiche in Oman, oggi propongo un ventaglio di offerte per viaggi nel paese per tutti i gusti e per tutte le tasche. A prescindere o meno dallo stupore un tentativo varrebbe la pena di farlo, se non altro prima che, grazie a quanto spiegato finora, l’Oman non diventi davvero una meta oggetto del turismo di massa.

TAG: , ,