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Secondo la scrittrice Louisa May Alcott, il violino è “il più umano di tutti gli strumenti”. Questa umanità è rintracciabile anche nel Maestro Alberto Fabiani, considerato uno dei più apprezzati violinisti del panorama italiano, grazie anche alla sua dedizione per la musica, alla sua professionalità e a un importante curriculum.

Il Maestro Fabiani ha partecipato a numerosi concorsi e corsi musicali, ottenendo diversi riconoscimenti ed effettuando molte tournèe in Italia e all’estero. Tra le sue collaborazioni, si possono ricordare quelle con l’Orchestra Filarmonica Marchigiana, l’Orchestra Internazionale d’Italia, la Corale Polifonica Ascolana “A.Clementoni” e l’Orchestra Sinfonica della Marsica.

Ha preso parte, inoltre, a numerose registrazioni con Maestri del calibro di Ennio Morricone e Armando Trovajoli.

Come è nata la passione per la musica e per il violino?

Premetto che, in famiglia, i miei fratelli suonano tutti degli strumenti musicali. Una mia sorella è flautista, mio fratello è violoncellista, mentre un’altra mia sorella suona il pianoforte. Inoltre, c’è stato un equivoco: un giorno, quando ero bambino, mi recai dal liutaio ascolano Cesare Castelli, che aveva realizzato un violoncello in miniatura da regalare a qualcuno. Lo raccontai ai miei genitori e dissi loro che avrei voluto suonare un “violoncello piccolo”; loro interpretarono questa mia espressione come il desiderio di voler suonare il violino, anche se in realtà avrei voluto suonare un vero e proprio violoncello.

Come hai deciso di fare, della tua passione, un lavoro?

Dopo il Liceo Scientifico, nel 1989 mi sono iscritto alla Facoltà di Scienze Statistiche dell’Università “La Sapienza” di Roma; parallelamente, ho continuato a studiare violino con il Maestro Montserrat Cervera. Erano gli anni in cui c’era la protesta del movimento studentesco “La Pantera”, che aveva occupato l’università, impedendo lo svolgimento di lezioni ed esami. Perciò, ho continuato a studiare esclusivamente violino e ho lasciato l’università, per seguire la mia passione. Con la mia insegnante, ho iniziato ad affrontare un repertorio violinistico interessante, piacevole e gratificante.

Per te, suonare il violino è solo piacevole, oppure è anche faticoso?

Come per qualsiasi lavoro, ci vuole passione. Suonare è bello, ma ovviamente richiede anche impegno, serietà e un costante esercizio quotidiano.

Come si svolge la tua attività di musicista?

Nel mio lavoro di musicista, c’è una parte didattica e una parte dedicata all’esecuzione. Dopo il diploma in Conservatorio, ho iniziato ad insegnare in alcuni istituti musicali; ma ho anche avuto un’intensa attività concertistica (sia come solista, sia in diverse orchestre). Attualmente, mi sto dedicando soprattutto all’insegnamento del violino in una Scuola Media a Indirizzo musicale situata vicino Roma, ma ciò che mi diverte maggiormente è suonare nei concerti (pur raccogliendo soddisfazioni e spunti anche nell’attività didattica). Suono anche in due gruppi musicali: gli “Old Ways” (repertorio di musica medievale, celtica e irlandese) e il “Clavis Quartet” (colonne sonore dei film, musica jazz, tango).

Quali sono i tuoi generi musicali preferiti?

Sono abbastanza eclettico, mi piace ascoltare un po’ di tutto: dalla musica classica (da cui provengo), alla musica popolare, celtica, medievale, jazz e rock. Il mio gruppo musicale preferito sono i “Pink Floyd”.

Secondo te, esiste un’età specifica per iniziare a suonare il violino?

L’approccio musicale al violino è molto complesso e non immediato. Ho iniziato a suonare a 7 anni, ma in alcuni casi si può iniziare prima (con un metodo ludico e accattivante). All’inizio, con il violino si deve lavorare soprattutto sul suono, dato che è difficile riprodurre una melodia in modo immediato. E’ molto importante avere un approccio didattico (relativo all’uso dell’archetto) e solo in seguito esecutivo. Inoltre, è richiesta la predisposizione dell’orecchio, ma è una cosa che si sviluppa con il tempo.

Coltivi altre passioni, oltre a quella per la musica?

Mi piace molto passeggiare e andare in bicicletta, ovviamente ascoltando la musica. Inoltre, sono curioso di visitare luoghi a me sconosciuti, dei quali mi piace assaggiare cibi e bevande tipici. Anche se le olive all’ascolana sono sempre le mie preferite!

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