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Il 22 maggio 2010 rappresenta una data storica e importante, per tutti i tifosi dell’Inter. Infatti, esattamente dieci anni fa, la squadra nerazzurra, allenata dal portoghese Josè Mourinho, conquistava la terza Champions League della sua storia (1964-1965-2010).

Ma la “Beneamata”, trionfando per 2-0 contro il Bayern Monaco allo stadio “Santiago Bernabeu” di Madrid, con una doppietta del “Principe” Diego Alberto Milito, divenne anche l’unica squadra italiana a vincere il “Triplete”: una parola fino ad allora sconosciuta in Italia, che sta a indicare la vittoria dei tre trofei più importanti per i club europei (Scudetto, Coppa nazionale e Champions League-Coppa dei Campioni).

Il 22 maggio 2010 l’Inter vinceva il “Triplete”: dieci anni fa il capolavoro sportivo firmato Mourinho, Milito e Moratti

Il 5 maggio 2010, nella finale di Coppa Italia, l’Inter sconfisse la Roma per 1-0, con un preciso destro in corsa, all’incrocio sul secondo palo, del “Principe de Bernal”, Diego Alberto Milito. Il 16 maggio 2010, invece, fu la volta dello Scudetto dell’Inter (il numero 18, l’ultimo finora conquistato dalla compagine milanese): il titolo tricolore arrivò con Milito sugli scudi anche sul campo di Siena, durante l’ultima giornata di campionato.

Poi, nella magica serata del 22 maggio 2010, l’apoteosi nerazzurra nella finale di Champions League, con il 2-0 di Madrid contro il Bayern Monaco, anticipato dal celebre discorso pre-gara dell’attaccante Eto’o (“Una finale non si gioca, si vince…”) e conclusosi con la prestigiosa firma del centravanti Milito. Due gol di pregevole fattura, per il “Bomber” argentino: un preciso pallonetto a mezza altezza; poi, una finta e un preciso destro, diretto all’angolino della porta. A seguire, l’abbraccio tra il Presidente Massimo Moratti e l’allenatore Josè Mourinho: al termine della stagione, il tecnico portoghese lasciò Milano per andare al Real Madrid, chiudendo in bellezza la sua avventura in nerazzurro.

Fu un vero e proprio capolavoro sportivo, quello griffato dalla premiata ditta “Mourinho, Milito e Moratti”. Una grande impresa, mai più realizzata da una squadra di calcio italiana: il “Triplete” di Josè Mourinho e Massimo Moratti, di capitan Javier Zanetti e del “Principe” Diego Alberto Milito (diventato poi “Re nerazzurro” con 30 reti stagionali, comprese le ultime 4 decisive per la conquista di Coppa Italia, Scudetto e Champions League).

Per tutti gli eroi del “Triplete” (tra cui gli italiani Francesco Toldo e Marco Materazzi) è arrivato un piccolo regalo, da parte dell’ex-Presidente Moratti: un portachiavi d’oro, con le miniature dei 3 trofei portati a casa. Il potenziale d’attacco era notevole: Thiago Motta in mediana; Wesley Sneijder trequartista; Samuel Eto’o e Diego Milito in attacco.

“Avevamo una squadra difensivamente fenomenale – ha affermato lo “Special One” Mourinho – e ci serviva maggiore precisione nei passaggi. C’erano giocatori fantastici come Zanetti, Stankovic, Cambiasso… Ma serviva più controllo e più dominio, per questo abbiamo deciso di prendere Sneijder. La chiave di volta per noi. Ricordo tutto, è stata una cosa troppo profonda ed emozionante, andata più lontana di quello che è il calcio”.

La radiocronaca della partita, in diretta su Radio1, fu effettuata da Riccardo Cucchi e Francesco Repice. Quest’ultimo, dopo il secondo gol di Milito, esclamò con enfasi: “E’ una milinga, è un tango, è un passo argentino, che lega Buenos Aires a Milano. La Coppa viaggia verso Piazza Duomo. La Coppa vede sempre più nerazzurro!”. 

“Per noi, il ‘Triplete’ era un sogno – ha ricordato il “Principe” Diego Milito – e questo ci ha dato la forza di realizzarlo. Il ‘Mou’ ci ripeteva che dovevamo sognare, ma senza trasformare il sogno in ossessione”. Rimane nella storia, il momento in cui il capitano Javier Zanetti (ora vicepresidente dell’Inter) alzò la “Coppa dalle grandi orecchie”, attorniato dai compagni di squadra e dai tifosi in delirio. L’arrivo di Coppa Italia, Scudetto e Champions League, tutte in rapida successione e nel mese di maggio 2010, costituiscono un piacevole ricordo, per i tifosi interisti.

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