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Ascoli: sono emersi nei giorni scorsi i resti di una domus romana e dell’antico decumano. Il rinvenimento ha avuto luogo a Via Trieste, durante indagini archeologiche effettuate dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio delle Marche a scopo preliminare. A Corso Trento e Trieste, infatti, sono in corso d’opera dei lavori di rifacimento e di ripavimentazione.

I resti tornati a galla ci offrono uno spaccato su quello che poteva essere l’assetto urbanistico di Ascoli 2000 anni fa.

“Una domus romana e un tratto del decumano massimo sono riemersi in Corso Trento e Trieste! I reperti storici sono riemersi nel corso delle indagini per la verifica preliminare di interesse archeologico che stiamo portando avanti per effettuare i lavori di riqualificazione di una delle arterie più importanti della nostra città! Chiediamo un po’ di pazienza a cittadini e lavoratori: faremo il possibile per rispettare i tempi dell’intervento, ma è fondamentale conservare e tutelare anche tutti quei ritrovamenti che raccontano e rappresentano la storia della nostra splendida città!”, sono state le parole del sindaco di Ascoli Piceno Marco Fioravanti.

 

 

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Ascoli, il decumano

La scoperta di antichi resti romani è avvenuta all’altezza dell’incrocio con Corso Mazzini, dopo Piazza Simonetti: sono tornati alla luce resti del basolato con imponenti conci in travertino, che costituivano il manto stradale del decumano, cioè il tratto urbano della Salaria, delimitato, su di un lato, da un marciapiede in laterizio bianco. Interessante anche la presenza di una soglia, che probabilmente introduceva alla bottega di un artigiano che si affacciava sulla via. Tra le altre cose, sono ancora ben visibili i solchi lasciati sul basolato dalle ruote dei carri.

 

 

Il rinvenimento è stato datato ai primi secoli dopo Cristo, presumibilmente tra il I e il IV.

Ascoli, la domus

La vera sorpresa, però, è stata il ritrovamento dei resti di una domus dell’antica Asculum con affreschi su intonaco colorati in Piazza Simonetti, fatto che fa presupporre l’appartenenza della casa a qualcuno in vista nella società di allora. Per ora sono state riportate alla luce porzioni di 6 stanze e sembrerebbe che il basamento originario dell’abitazione risalga al II secolo aC, quindi prima del definitivo assoggettamento di Ascoli sotto il dominio romano.

 

 

Gli archeologi stanno recuperando gli affreschi che presentano diversi temi decorativi, tra cui motivi a trompe l’oeil come cornici o rivestimenti in marmo, elementi vegetali, oggetti di uso domestico e un candelabro. “Temi riconosciuti si confrontano con il cosiddetto II stile Pompeiano, che si caratterizza per la predilezione di temi architettonici e per l’introduzione dell’effetto trompe-l’oeil nel realizzarli, e che datano in parte la vita della domus all’interno del I sec. a.C. Gli intonaci, ancora da restaurare, si presentano in insperato stato di conservazione e i colori si presentano ancora brillanti, mentre sul retro di molti frammenti sono ancora ben leggibili solchi e tracce funzionali alla loro adesione alle pareti”, scrive la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle Marche.

 

 

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