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E’ stata inaugurata, nel Chiostro di Sant’Agostino di Ascoli Piceno, la mostra “Armonie di pietra. Il paesaggio delle Marche nelle sculture di Giuliano Giuliani”. Questa è la seconda tappa, dopo quella romana al Parco Archeologico del Colosseo, del percorso espositivo che dà spazio alle opere dell’artista ascolano. In esposizione sculture dalle linee morbide e fluttuanti, proprio come le colline marchigiane che ne ispirano le forme. Tutte realizzate in travertino, la bianca pietra calcarea che è anche il simbolo del territorio ascolano.

Armonie di pietra. Il paesaggio delle Marche nelle sculture di Giuliano Giuliani

Le opere di Giuliano Giuliani nascono e si plasmano nel travertino, roccia sedimentaria calcarea indissolubilmente legata alla città di Ascoli Piceno. Si tratta di una materia viva profondamente legata anche alla storia personale dello scultore. Giuliani, infatti, nasce ad Ascoli Piceno e tutt’oggi opera là dove un tempo suo padre e suo zio diedero vita all’attività di famiglia, una cava a Colle San Marco, pochi chilometri sopra la città di Ascoli. Un luogo, la cava, che oggi si è trasformata in uno studio a cielo aperto che racconta oltre che il passato dell’artista, anche le origini delle sue opere.

Armonie di pietra

Ascoli Piceno, Chiostro di Sant’Agostino

Armonie di pietra: la mostra ascolana

Nel Chiostro di Sant’Agostino sono esposte, in particolare, le ultime opere. Recentissime e inedite, sono ispirate all’archeologia romana e sono state realizzate dallo scultore in occasione della mostra presso il Parco del Colosseo. Tra queste, si distinguono Condotta uno e Condotta due: l’ispirazione e il titolo delle sculture fanno riferimento alla loro forma tubolare che ricorda la fistula aquaria, capolavoro dell’ingegneria idraulica romana che permetteva la realizzazione di complesse reti idriche sotterranee. Cogliendo lo spunto dalle antiche condotte, Giuliani le trasforma da rigide geometrie in sinuose forme organiche. Integrando la naturalezza della rotondità con l’incisività dei tagli geometrici. E ancora Oltre Q di Quadro, risultato di un imprevisto che rivela le fragilità del travertino ma che lo scultore utilizza a suo favore utilizzando la partecipazione della materia alla creazione dell’opera stessa.

Armonie di pietra

Ascoli Piceno, Chiostro di Sant’Agostino

Poi Smerillo – gioco di parole tra il nome di un borgo marchigiano e l’azione di levigatura o finitura dell’opera – in cui la solidità della pietra è controbilanciata dalla leggerezza della forma. In V Ranna, mutuando un termine dialettale che significa grande, il paesaggio dei Sibillini è protagonista. In particolare il suo suono, a cui l’artista dà forma armonizzando l’eco tra i monti con i suoni della natura e degli abitanti del luogo.

Giuliano Giuliani

“La caratteristica del mio lavoro – racconta l’artista – è che si nutre di una diretta e personale manualità e di un fare per sottrazione dal blocco intero. L’uso del travertino, la più sacra tra le pietre, materiale arcaico e assoluto del mio lavoro, contribuisce a mantenere e inserire forme contemporanee in luoghi diversificati, sia in ambito archeologico sia in ambito urbano moderno. È un fare generato da una necessità di essenziale, un togliere il superfluo. Un ‘fare spazio’ per lasciare il risultato: segno di definizione alla restante fragilità; senso di valore alla leggerezza. Ovvero spiritualità”.

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