Articolo
Testo articolo principale

Miele, apicoltori e un progetto per valorizzare l’unicità del miele marchigiano e difendere la biodiversità. Gli apicoltori marchigiani insieme ai colleghi italiani si battono affinché in etichetta venga inserito l’obbligo di indicare ciascun paese d’origine e la rispettiva quota percentuale nelle miscele. 

Miele, nelle Marche nasce il nuovo marchio per apicoltori

Presentato ufficialmente il nuovo brand denominato “Marche di Miele”. Un progetto che nasce dall’alleanza dei 4 Consorzi apistici marchigiani per valorizzare l’unicità del miele marchigiano e difendere la biodiversità. Il tutto mira ad affermare un’identità territoriale per il miele marchigiano e valorizzarne l’unicità. Obiettivo da raggiungere in un periodo controverso, nel quale la produzione è totalmente compromessa a causa del maltempo e in cui si discute in Commissione europea la Direttiva miele. Gli apicoltori marchigiani insieme ai colleghi italiani si battono affinché in etichetta venga inserito l’obbligo di indicare ciascun paese d’origine e la rispettiva quota percentuale nelle miscele di miele. Per l’Italia si tratta di difendere, ancora una volta, la leadership mondiale nella produzione a denominazione di origine.

Millefiori, di Acacia, di Girasole, di Castagno, di Sulla, di Melata, di Coriandolo: sono queste le tipologie prodotte nelle Marche dagli apicoltori. Oggi le Marche, con 71.497 alveari e 3.386 apicoltori, si classificano tra le prime regioni in Italia per l’apicoltura. Sono seconde nel rapporto tra numero di alveari per chilometri di superficie e quarte nel rapporto apicoltori per abitanti. Nelle Marche la produzione media si attesta intorno alle 2 mila tonnellate l’anno (Osservatorio Miele), in condizioni climatiche normali, sempre più difficili per il cambiamento
climatico.

Il commento

Capofila del progetto è il Consorzio apistico della provincia di Pesaro e Urbino guidato da Frederic Oliva. “E’ arrivato il momento del miele. Dopo il vino e l’olio, con un primato che ci distingue in tutto il mondo, finalmente anche il miele segue un percorso di identità chiara e riconoscibile“.

Nostro dovere – ha dichiarato l’onorevole Mirco Carloni – è dare la possibilità agli apicoltori, settore speciale della zootecnia, di produrre non solo miele, ma fare cultura. Divulgazione, didattica, diminuire l’impatto fiscale nel settore, e riuscire a semplificare alcuni passaggi fondamentali. Da difendere dal falso miele che arriva dalla Cina, primo paese che esporta più prodotto taroccato e dai Paesi Extra Ue, che lo allungano con sciroppi di zuccheri e additivi, per poi venderlo come miele vero”, conclude il deputato marchigiano, Presidente Commissione Agricoltura alla Camera.

 

Leggi anche Agroalimentare, firmata intesa tra Regione Marche e Amap

TAG: , ,