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L’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale (AdSP) di Ancona ha licenziato il Documento di programmazione strategica che delinea le attività che l’Ente, che come noto ha competenza su tutti i porti di rilevanza nazionale compresi tra Pesaro e Vasto, intende portare avanti nei prossimi anni. Per quanto riguarda il porto di San Benedetto del Tronto, sono state recepite le osservazioni che l’Amministrazione comunale aveva presentato in sede di conferenza dei servizi. Il documento è attualmente al vaglio del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

San Benedetto del Tronto: il porto del futuro

Sono 7 gli obiettivi chel’AdSP intende perseguire nei prossimi anni per lo sviluppo dello scalo sambenedettese.

1) Il miglioramento dell’accessibilità marittima e della sicurezza della navigazione. Tale obiettivo si concretizza nella previsione di prolungamento del molo di sopraflutto e di un nuovo molo di sottoflutto. Ma anche di fondali dell’imboccatura del porto superiori a quelli attuali.

2) L’approfondimento/ripristino dei fondali e la gestione dei sedimenti dragati. A tal proposito l’Autorità ha stanziato 22 milioni per una nuova vasca di colmata, l’intervento di dragaggio tuttora in corso, le analisi e le prestazioni necessarie alla realizzazione di un sito di conferimento a largo di materiali di dragaggio. Sito che sarà localizzato tra San Benedetto del Tronto e Porto San Giorgio.

3) Il potenziamento e la riorganizzazione dell’infrastruttura portuale, con la realizzazione delle nuove opere di difesa che configurano la nuova darsena Nord. Ciò consentirà di potenziare le infrastrutture dedicate allo sviluppo delle attività della pesca sostenibile, della cantieristica navale e della nautica diportistica.

4) Il sostegno alla cantieristica navale e nautica.

5) La valorizzazione/sviluppo delle attività di nautica diportistica. Questo destinando parte dei fronti di banchina della nuova darsena all’ormeggio di grandi imbarcazioni e navi da diporto e ai relativi servizi a terra, recuperando a tale destinazione fronti di banchina oggi non pienamente fruibili. Inoltre l’ampliamento delle “aree retroportuali” rispetto a quelle “portuali” con la possibilità di insediare attività e servizi innovativi con destinazioni d’uso tipiche dei waterfront urbani.

6) Il mantenimento della vocazione peschereccia e lo sviluppo della pesca sostenibile. A questo proposito, il Documento prevede l’istituzione di un Centro Pilota e Polo permanente nel campo della biologia marina e della pesca sostenibile. Centro dedicato alla formazione professionale per pescatori e operatori istituzionali, alla realizzazione e sperimentazione di nuovi modelli di pesca con pescherecci e attrezzature di nuova generazione. Nonchè all’individuazione e applicazione di nuove e più efficaci norme di regolamentazione e allo sviluppo di filiere.

7) La sostenibilità ambientale, trasversale a tutti i precedenti obiettivi.

“Tra le linee di sviluppo che l’Autorità indica – commenta il sindaco Antonio Spazzafumomi preme sottolineare la previsione del Centro di ricerche per lo sviluppo di nuovi modelli di pesca sostenibile. Un obiettivo a cui puntiamo sin dal nostro insediamento e che darebbe una svolta epocale al nostro porto e alla città tutta. Questo è un primo passo, ma fondamentale per programmare i passaggi successivi”.

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