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Con le Geografie Musicali la Form martedì 9 aprile porta il suo pubblico nell’Europa centro-occidentale, nel cuore del vecchio continente. Il concerto Viaggio sul Reno si terrà al Teatro Lauro Rossi di Macerata.

Form, due grandi musicisti per il Viaggio sul Reno

Torna sul podio dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana un musicista di livello internazionale: Luigi Piovano, primo violoncello dell’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia. Nonchè direttore musicale dell’Orchestra ICO della Magna Grecia di Taranto.

Sul palco insieme alla Form, il pianista russo Boris Petrušanskij, l’ultimo allievo di Heinrich Neuhaus. Il pianista moscovita rappresenta una sorta di icona della grandissima tradizione pianistica russa. Una tradizione vivente che vanta un rapporto strettissimo con il nostro Paese, al punto che si può considerarlo italianizzato a tutti gli effetti. Petrušanskij, infatti, insegna stabilmente all’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro” di Imola da quasi 35 anni.

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Boris Petrušanskij

Cocerto della Form: il programma

Il programma Viaggio sul Reno inizia dal Concerto per pianoforte e orchestra n. 2 in si bemolle magg. Op. 83 di Johannes Brahms. Per la sua difficoltà tecnica viene considerato uno dei più difficili di tutto il repertorio concertistico: fu terminato nel 1881 mentre il compositore tedesco trovava a Pressbaum, vicino Vienna. Eseguito per la prima volta a Budapest, fu un successo di pubblico che successivamente si estese anche nei paesi di lingua e cultura tedesca.

Dopo Brahms si passa a Robert Schumann con la Sinfonia n. 3 in mi bemolle magg. Op. 97 “Renana”, composta nel 1850 mentre il musicista viveva a Düsseldorf, città tedesca situata sulle rive del Reno, dove era stato nominato direttore municipale della musica. Viene di fatto considerata l’ultima sinfonia composta da Schumann ed è probabilmente la più amata delle quattro Sinfonie, la più unitaria e compiuta nel suo pensiero creativo. Fin dal primo movimento traspare l’interesse del musicista per l’effetto pittorico. Così come il desiderio di evocare l’atmosfera dell’amata terra renana.

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