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C’è un calciomercato che fa rumore, quello dei colpi annunciati e delle cifre roboanti, e poi ce n’è un altro, più silenzioso, fatto di osservazioni, dossier aperti e nomi che tornano ciclicamente sui taccuini dei direttori sportivi. Jean-Philippe Mateta e Óscar Mingueza appartengono a questa seconda categoria, quella dei giocatori che non incendiano le prime pagine ma che raccontano molto del calcio che cambia.

Mateta, attaccante francese del Crystal Palace, non è una sorpresa improvvisa. È un profilo che gli addetti ai lavori seguono da tempo, soprattutto per la sua evoluzione in Premier League. Secondo i dati ufficiali della Premier League, nelle ultime stagioni ha aumentato il contributo alla manovra offensiva, diventando meno statico e più coinvolto nel gioco

Mateta, un centravanti che non fa rumore

Nel calcio moderno il centravanti non è più solo finalizzatore. Deve pressare, dialogare, creare spazi. È qui che Mateta ha trovato una nuova dimensione. Non è un goleador da copertina, ma un attaccante che offre soluzioni, fisicità e profondità. Proprio per questo il suo nome è stato accostato, senza clamore, anche alla Juventus, in una fase in cui il club valuta profili funzionali più che mediatici.

Non ci sono trattative ufficiali, ma contatti esplorativi, quelli che anticipano i movimenti veri. Mateta rappresenta il classico nome che emerge quando si parla di alternative credibili, di rotazioni, di equilibrio tra costi e rendimento.

Mingueza, la duttilità che piace ai club

Diverso il percorso di Óscar Mingueza, cresciuto nella cantera del Barcellona e oggi stabilmente nel panorama della Liga. Mingueza non è mai stato una star, ma è diventato una certezza tattica. Può giocare centrale, esterno, adattarsi a moduli diversi. In un calcio sempre più fluido, questa caratteristica vale quasi quanto un gol.

Secondo i dati ufficiali de LaLiga, Mingueza è tra i difensori più coinvolti nella costruzione dal basso, con una percentuale elevata di passaggi progressivi. Nel mercato attuale, giocatori così diventano preziosi proprio perché non hanno bisogno di essere reinventati. Sanno stare dentro la partita.

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