“Due spicci”, la nuova serie di Zerocalcare arriva su Netflix: cosa sapere sul debutto più atteso
Da oggi su Netflix c’è una delle uscite italiane più attese di questa stagione: Due spicci, il nuovo progetto firmato da Zerocalcare, al secolo Michele Rech.
Per il fumettista romano è il terzo capitolo animato dopo il successo di Strappare lungo i bordi e Questo mondo non mi renderà cattivo e l’attesa, questa volta, si è fatta sentire eccome.
Per il lancio della serie Zerocalcare ha riunito al Circo Massimo oltre diecimila persone. Un evento che ha trasformato la presentazione in qualcosa di più di una semplice anteprima. Sul palco anche i live di Giancane e Coez, in una serata che ha confermato ancora una volta quanto Zerocalcare sia diventato una figura unica nel panorama culturale italiano.
Un autore capace di partire dal fumetto e diventare negli anni un punto di riferimento molto più ampio.
Di cosa parla “Due spicci”, la nuova serie di Zerocalcare
La nuova serie rimette al centro i personaggi più amati dell’universo di Zero.
Tornano:
- Zero;
- Cinghiale;
- l’Armadillo.
E proprio l’Armadillo ritrova ancora la voce di Valerio Mastandrea.
La storia segue Zero e Cinghiale alle prese con la gestione di un piccolo locale. Un punto di partenza quotidiano ma, come spesso succede nei lavori di Zerocalcare, dietro la normalità si apre molto altro: difficoltà economiche,rapporti personali che si complicano, vecchi nodi lasciati in sospeso, nuove responsabilità.
Il titolo Due spicci richiama subito il denaro ma il significato raccontato dallo stesso autore è più ampio. Parla di debiti emotivi. Di conti lasciati aperti. Di cose irrisolte che prima o poi tornano ed è proprio qui che la serie sembra affondare di più.
Zerocalcare e Netflix: “Le contraddizioni ci sono, ma non ho tradito i miei contenuti”
Nelle interviste che accompagnano il lancio Zerocalcare ha parlato anche del rapporto con Netflix con grande lucidità, come nel suo stile. Ha spiegato che alcune contraddizioni esistono, ma ha ribadito di non aver mai sentito di aver tradito i propri contenuti.
Un equilibrio non semplice perché il passaggio dal fumetto indipendente a una piattaforma globale avrebbe potuto cambiare molto.
E invece proprio le sue due prime serie hanno dimostrato il contrario: l’identità narrativa è rimasta forte, lo stile riconoscibile, l’ironia tagliente e la capacità di mescolare leggerezza e temi profondi anche per questo “Due spicci” arriva con aspettative altissime.
Zerocalcare, dal fumetto alla serie evento
In pochi in Italia riescono a muovere un pubblico così trasversale. Zerocalcare parte dal fumetto ma da anni ormai è molto di più. Con libri come La profezia dell’armadillo, Un polpo alla gola e Dimentica il mio nome, pubblicati da Bao Publishing, ha costruito un rapporto fortissimo con lettori di età diverse.
Le serie Netflix hanno poi allargato ancora di più il pubblico. Portando i suoi personaggi dentro il linguaggio della serialità contemporanea. Senza perdere il tono originale.
Perché “Due spicci” è già uno dei titoli italiani più discussi
Prima ancora del debutto ufficiale il nuovo progetto era già tra i più cercati online. Perché c’è curiosità, perché il pubblico vuole ritrovare quei personaggi e perché il tema scelto questa volta, tra fragilità personali e debiti interiori, tocca corde molto riconoscibili.
Il debutto del 27 maggio conferma così un dato ormai evidente: Zerocalcare è riuscito a costruire qualcosa di raro. Un universo personale e popolare insieme. Capace di riempire il Circo Massimo, arrivare su Netflix e restare profondamente legato alla sua voce originale e da oggi “Due spicci” entra ufficialmente in quella storia.









