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Il consigliere regionale del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti, difende il voto favorevole alla legge sul recupero dei sottotetti a fini abitativi. «Una scelta ambientale e sociale che può aumentare l’offerta di alloggi senza nuove edificazioni», afferma, chiedendo anche una riforma della normativa urbanistica regionale.

Il recupero dei sottotetti come strumento per favorire l’accesso alla casa, ridurre il consumo di suolo e promuovere la rigenerazione urbana. È questa la posizione espressa dal consigliere regionale del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti, dopo l’approvazione in Consiglio regionale della modifica alla normativa che disciplina il recupero dei sottotetti a fini abitativi.

Secondo l’esponente dem, il voto favorevole del Partito Democratico rappresenta «un atto di coerenza» con il programma del centrosinistra e con i principi di tutela ambientale introdotti nel nuovo articolo 9 della Costituzione, oltre che con le modifiche allo Statuto della Regione Marche approvate nelle precedenti legislature.

Cosa cambia con la nuova legge

La modifica approvata interviene sull’articolo 13 della legge regionale 17/2015, introducendo una variazione limitata ai sottotetti con coperture a falde inclinate.

In particolare, la norma riduce l’altezza minima interna richiesta per il recupero abitativo da 1,40 metri a 1 metro, mantenendo però invariata l’altezza media ponderata di 2,20 metri e tutti gli altri requisiti previsti per garantire la qualità degli spazi abitativi.

L’obiettivo del provvedimento è ampliare le possibilità di recupero del patrimonio edilizio esistente, evitando nuove edificazioni e favorendo la riqualificazione degli immobili già presenti sul territorio.

«Meno consumo di suolo e più opportunità per i giovani»

Per Cesetti, il recupero dei sottotetti rappresenta una misura con importanti ricadute ambientali e sociali.

«Ogni metro quadrato recuperato all’interno del patrimonio edilizio esistente è un metro quadrato sottratto alla necessità di nuove costruzioni», afferma il consigliere regionale.

Secondo l’esponente del Partito Democratico, la norma può contribuire a ridurre la pressione sul territorio marchigiano e, allo stesso tempo, aumentare la disponibilità di abitazioni.

«In questo modo si limita il consumo di suolo e si offre una risposta ai giovani e alle giovani coppie che faticano ad accedere al mercato immobiliare», sostiene.

Cesetti sottolinea inoltre come il diritto alla casa rappresenti una delle principali emergenze sociali, evidenziando che il recupero del patrimonio edilizio esistente può contribuire ad aumentare l’offerta abitativa senza compromettere l’ambiente.

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«Serve una riforma più ampia e attenzione ai borghi»

Pur esprimendo apprezzamento per il provvedimento, Cesetti ritiene che sarebbe stato necessario un intervento più organico sulla pianificazione urbanistica regionale.

Tra le priorità indicate dal consigliere figura il sostegno ai borghi storici e ai piccoli comuni delle aree interne, dove il recupero degli edifici potrebbe rappresentare uno strumento per contrastare lo spopolamento.

«Il recupero del patrimonio edilizio nei piccoli centri non è soltanto una questione urbanistica, ma una politica di coesione territoriale», osserva.

Per questo il consigliere invita la Regione ad avviare una revisione complessiva della legge urbanistica marchigiana.

«È arrivato il momento di dare seguito all’impegno di aggiornare la normativa regionale per affrontare le nuove sfide del territorio. Il futuro delle Marche passa dalla capacità di valorizzare le città esistenti, i borghi e il paesaggio, coniugando sostenibilità ambientale e giustizia sociale», conclude Cesetti.

Il dibattito sul recupero dei sottotetti si inserisce nel più ampio confronto sulle politiche abitative e sulla rigenerazione urbana, temi sempre più centrali anche alla luce della crescente domanda di alloggi e della necessità di contenere il consumo di nuovo suolo.

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