Il direttore regionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Europa, Hans Henri P. Kluge, lancia un nuovo allarme: le ondate di calore non sono più eventi eccezionali, ma una crisi sanitaria ricorrente. Secondo l’OMS, i governi dovrebbero affrontare il caldo estremo come fanno ogni anno con l’influenza stagionale, predisponendo piani permanenti di prevenzione.
Le temperature elevate che stanno interessando gran parte dell’Europa potrebbero non esaurirsi con l’estate. Secondo Hans Kluge, direttore regionale dell’OMS Europa, le ondate di calore sono destinate a diventare sempre più frequenti, intense e prolungate, con la possibilità di estendersi fino ai primi mesi dell’autunno.
Per l’Organizzazione Mondiale della Sanità il caldo estremo non può più essere considerato soltanto un fenomeno meteorologico, ma una vera e propria emergenza di salute pubblica che richiede una programmazione strutturale da parte delle istituzioni.
L’OMS: “Il caldo va gestito come l’influenza stagionale”
Nel suo intervento, Kluge utilizza un paragone destinato a far discutere.
«I governi devono trattare il caldo come trattano la stagione influenzale annuale: una sfida ricorrente e prevedibile che richiede sistemi permanenti, non risposte improvvisate», ha spiegato.
Secondo il responsabile dell’OMS Europa, ogni estate i sistemi sanitari si trovano ad affrontare gli stessi problemi: aumento degli accessi ai pronto soccorso, ricoveri per colpi di calore, disidratazione e aggravamento delle patologie croniche, soprattutto tra anziani e persone fragili.
Per questo motivo, l’OMS invita i governi a predisporre piani operativi stabili, proprio come avviene per la gestione dell’influenza stagionale, con ospedali preparati, sistemi di allerta e misure di protezione per le categorie più vulnerabili.
Le ondate di calore saranno sempre più lunghe
Secondo l’OMS, la regione europea si sta riscaldando a una velocità superiore alla media globale.
Le ondate di calore, evidenzia l’organizzazione, non rappresentano più eventi eccezionali, ma stanno diventando fenomeni ricorrenti destinati a durare più a lungo e a verificarsi con maggiore frequenza.
Per questo motivo il direttore regionale parla delle attuali estati come di una sorta di “prova generale” rispetto agli scenari climatici dei prossimi anni, sottolineando che molti Paesi europei non dispongono ancora di piani completi per affrontare le emergenze legate al caldo estremo.
Le città devono cambiare
Oltre all’aspetto sanitario, il tema riguarda anche la progettazione urbana.
Secondo gli esperti della rete internazionale C40 Cities, molte città europee sono state costruite per un clima che oggi non esiste più. Quartieri con poco verde, grandi superfici asfaltate e edifici poco efficienti dal punto di vista energetico amplificano gli effetti delle alte temperature.
Per ridurre i rischi servono interventi strutturali come l’aumento delle aree verdi, la creazione di spazi climatizzati accessibili alla popolazione, una migliore gestione delle risorse idriche e misure di tutela per i lavoratori esposti al sole durante le ore più calde.
I rischi per la salute
Le temperature elevate rappresentano un pericolo soprattutto per:
- anziani;
- bambini;
- persone con malattie cardiovascolari, respiratorie o croniche;
- lavoratori impegnati all’aperto.
Il caldo intenso può provocare disidratazione, colpi di calore, peggioramento delle patologie preesistenti e un aumento della mortalità.
L’OMS ricorda che molte delle conseguenze più gravi possono essere prevenute attraverso semplici misure di protezione, come mantenere gli ambienti freschi, idratarsi regolarmente, evitare l’esposizione nelle ore centrali della giornata e prestare particolare attenzione alle persone più fragili.
Ondate di caldo: perché sono sempre più frequenti e quali rischi comportano nel 2026
Il caldo non sarà più un’emergenza occasionale
Il messaggio lanciato da Hans Kluge è chiaro: il cambiamento climatico impone un nuovo approccio alla gestione delle ondate di calore.
Secondo l’OMS, il caldo estremo dovrà essere affrontato con la stessa programmazione con cui ogni anno vengono organizzate le campagne contro l’influenza stagionale, prevedendo sistemi sanitari preparati, piani di emergenza, informazione ai cittadini e interventi strutturali nelle città.
Una strategia che, secondo gli esperti, sarà indispensabile perché le ondate di calore non rappresentano più un’eccezione, ma una componente sempre più stabile del clima europeo.









