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Dolori addominali, perdita di peso e segmenti bianchi nelle feci possono essere segnali di un’infezione da tenia: ecco quando rivolgersi al medico

Il verme solitario, chiamato anche tenia, è un parassita intestinale che si contrae principalmente consumando carne bovina o suina cruda o poco cotta contaminata dalle larve. Nella maggior parte dei casi l’infezione è lieve o addirittura priva di sintomi, tanto che molte persone scoprono di averla solo dopo aver notato strani frammenti bianchi nelle feci.

Vediamo come riconoscere i segnali più comuni e quali esami permettono di confermare la diagnosi.

Quali sono i sintomi del verme solitario?

Molte persone non avvertono alcun disturbo. Quando invece i sintomi sono presenti, possono comparire:

  • dolore o fastidio addominale;
  • nausea;
  • episodi di diarrea o, al contrario, stitichezza;
  • gonfiore addominale;
  • perdita di peso non spiegata;
  • aumento oppure diminuzione dell’appetito;
  • stanchezza e debolezza;
  • prurito nella zona anale.

Il segnale più caratteristico è però l’espulsione di piccoli segmenti bianchi e mobili, chiamati proglottidi, che possono essere visibili nelle feci o sulla carta igienica.

Come si prende la tenia?

L’infezione si trasmette soprattutto attraverso il consumo di:

  • carne bovina poco cotta (Taeniasi da Taenia saginata);
  • carne suina poco cotta (Taenia solium);
  • alimenti o acqua contaminati, in particolari condizioni igieniche.

Una corretta cottura della carne riduce in modo significativo il rischio di infezione.

Come si fa la diagnosi?

L’esame principale è l’esame parassitologico delle feci, che permette di cercare uova o segmenti del parassita.

Poiché l’eliminazione delle uova può essere intermittente, il medico può richiedere la raccolta di campioni fecali in giorni diversi per aumentare le probabilità di identificare il parassita.

In alcuni casi possono essere necessari ulteriori accertamenti, soprattutto se si sospettano complicanze legate a Taenia solium.

Quanto può vivere il verme solitario?

Se non viene trattato, il verme adulto può sopravvivere nell’intestino umano anche per 10-25 anni, nutrendosi delle sostanze assorbite dall’organismo.

A seconda della specie, può raggiungere anche diversi metri di lunghezza.

Come si cura?

La buona notizia è che la tenia si elimina facilmente con una terapia specifica prescritta dal medico.

I farmaci più utilizzati sono:

  • Praziquantel;
  • Niclosamide.

Il trattamento è generalmente breve ed efficace e consente di eliminare il parassita senza interventi chirurgici.

Dopo la terapia il medico può richiedere un nuovo esame delle feci per verificare la completa eradicazione dell’infezione.

 verme solitario

Quando è il caso di consultare un medico?

È consigliabile rivolgersi al medico se:

  • si notano segmenti bianchi nelle feci;
  • si verifica una perdita di peso inspiegabile;
  • sono presenti dolori addominali persistenti;
  • si soffre di nausea o alterazioni intestinali che non migliorano;
  • si è consumata carne cruda o poco cotta e compaiono sintomi sospetti.

Una diagnosi precoce permette di risolvere rapidamente il problema ed evitare eventuali complicanze.

Come prevenire l’infezione

Per ridurre il rischio di contrarre la tenia è consigliabile:

  • cuocere bene carne bovina e suina;
  • evitare carne cruda o poco cotta di provenienza incerta;
  • lavare accuratamente le mani prima di mangiare e dopo essere andati in bagno;
  • rispettare le norme igieniche nella preparazione degli alimenti.

Con semplici accorgimenti e una corretta cottura degli alimenti, il rischio di infezione da verme solitario è molto basso.

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