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Routine sempre più lunghe, acquisti continui e prodotti anti-età utilizzati già da bambine: la pressione estetica dei social sta coinvolgendo fasce d’età sempre più basse. Gli specialisti di Asst Lariana spiegano quali sono i campanelli d’allarme psicologici e i rischi dermatologici di retinolo, acidi esfolianti e trattamenti non adatti alla pelle giovane.

Cos’è la cosmeticoressia e quando la skincare diventa problematica

Prendersi cura della pelle e utilizzare il make-up possono essere gesti piacevoli e compatibili con un rapporto equilibrato con il proprio corpo. Il confine cambia quando il rituale estetico diventa rigido, genera ansia e condiziona la vita quotidiana.

Il termine “cosmeticoressia” viene utilizzato per descrivere un rapporto alterato con i cosmetici: acquisti difficili da controllare, uso eccessivo di sieri e trattamenti, preoccupazione costante per l’aspetto e convinzione di aver bisogno di nuovi prodotti per correggersi.

Non si tratta di una diagnosi clinica riconosciuta dai manuali di psichiatria. È piuttosto un’espressione giornalistica e divulgativa che raccoglie comportamenti diversi, da valutare in base alla loro intensità e alle conseguenze sulla persona.

Secondo Isabella Cardani, responsabile della Psicologia Clinica di Asst Lariana, una routine sana rimane flessibile. Diventa problematica quando interromperla provoca ansia, quando tempo e denaro investiti risultano sproporzionati o quando il valore personale viene legato quasi esclusivamente all’aspetto fisico.

Il criterio decisivo è l’impatto sulla qualità della vita. La skincare non è più una libera scelta se diventa una necessità alla quale la persona sente di non potersi sottrarre.

L’approfondimento completo con gli specialisti è pubblicato sul sito di Asst Lariana.

Social, filtri e acquisti: perché sono coinvolte anche le bambine

Il fenomeno preoccupa soprattutto per il progressivo abbassamento dell’età. Bambine e preadolescenti chiedono prodotti anti-età, retinolo e acidi esfolianti, pur non presentando i problemi cutanei per i quali questi trattamenti sono stati formulati.

I social network hanno un ruolo rilevante. Gli algoritmi propongono contenuti simili a quelli già visualizzati, moltiplicando tutorial, sponsorizzazioni, routine di bellezza e immagini di volti apparentemente privi di imperfezioni.

Il confronto continuo con fotografie filtrate o ritoccate può rendere “anormali” caratteristiche fisiologiche della crescita. Pori, piccoli brufoli e cambiamenti legati alla pubertà rischiano così di essere interpretati come difetti da eliminare immediatamente.

Alla base degli acquisti ripetuti può esserci una fragilità personale. Un nuovo prodotto genera una temporanea sensazione di speranza e controllo: la persona crede di avere trovato la soluzione per sentirsi più sicura o accettata. Quando l’effetto emotivo svanisce, torna però l’insicurezza e ricomincia la ricerca del trattamento successivo.

La cosmeticoressia non conduce necessariamente a un disturbo da dismorfismo corporeo, ma può rappresentare un fattore di rischio quando è accompagnata da una forte insoddisfazione per il proprio corpo.

Nel dismorfismo, la preoccupazione riguarda difetti minimi o inesistenti e arriva a organizzare gran parte della vita della persona. In presenza di sofferenza intensa, isolamento o comportamenti persistenti è opportuno rivolgersi a uno psicologo, a un neuropsichiatra infantile o al pediatra.

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Retinolo e acidi sulla pelle giovane: i rischi dermatologici

L’uso di prodotti anti-età su bambini e preadolescenti non offre benefici automatici e può danneggiare la barriera cutanea. La pelle giovane è più delicata e può reagire con rossore, bruciore, secchezza, desquamazione o dermatiti irritative.

Sebastiano Recalcati, responsabile della Dermatologia-IST di Asst Lariana, richiama in particolare l’attenzione sui trattamenti esfolianti. Ridurre eccessivamente lo strato protettivo della pelle può favorire secchezza, discromie, irritazioni e una maggiore sensibilità al sole.

Anche l’American Academy of Dermatology raccomanda a preadolescenti e adolescenti di evitare, salvo indicazione specialistica, attivi anti-età come retinolo e acidi esfolianti, perché destinati a problemi che normalmente non appartengono a questa fascia d’età.

Un altro errore frequente è l’autodiagnosi dell’acne. I trattamenti devono essere scelti in base al tipo e alla gravità del disturbo. Prodotti inadatti o usati in quantità eccessive possono aggiungere una dermatite irritativa al problema iniziale e lasciare macchie.

Questo non significa che retinoidi o acidi non possano mai essere prescritti a un adolescente. Alcuni retinoidi, per esempio, vengono impiegati contro determinate forme di acne, ma devono essere inseriti in un percorso indicato dal dermatologo e non copiati da una routine vista online.

Per i lattanti sotto i 6 mesi, le autorità sanitarie consigliano come prima protezione dal sole ombra e indumenti adeguati; prima di applicare una crema solare è indicato consultare il medico.

I campanelli d’allarme e cosa possono fare i genitori

Non è il possesso di alcuni cosmetici, da solo, a indicare un problema. I genitori dovrebbero osservare soprattutto eventuali cambiamenti nel comportamento e nella vita quotidiana.

Tra i segnali segnalati dagli specialisti ci sono routine estetiche sempre più lunghe e rigide, spese fuori controllo, controlli ripetuti davanti allo specchio, evitamento della propria immagine e forte sofferenza per piccoli difetti cutanei.

Può destare attenzione anche la richiesta insistente di trattamenti estetici non necessari in età molto precoce, soprattutto quando si accompagna a isolamento, ansia sociale o perdita di interesse per scuola, amicizie e attività abituali.

La risposta più utile non è necessariamente vietare ogni prodotto. Cardani suggerisce di ascoltare senza colpevolizzare, spiegare come funzionano pubblicità, filtri e algoritmi e aiutare i ragazzi a riconoscere i contenuti commerciali.

È importante anche valorizzare le altre dimensioni dell’identità: capacità, relazioni, interessi, creatività e sport. Più numerosi sono gli elementi sui quali un adolescente costruisce la propria autostima, minore è il rischio che il suo valore dipenda soltanto dall’aspetto.

Sul piano dermatologico, la regola pratica è scegliere prodotti semplici, adatti alla fascia d’età e acquistati attraverso canali affidabili. In presenza di acne, irritazioni o altri problemi persistenti bisogna evitare il fai da te e chiedere una valutazione al pediatra o al dermatologo.

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