Paura nel parco divertimenti di Castelnuovo del Garda, dove martedì 28 luglio 2026 un incendio ha avvolto una struttura in legno sotto il percorso delle montagne russe Raptor. Il rogo è stato spento dai Vigili del fuoco: nessun visitatore o dipendente è rimasto ferito.
Una colonna di fumo nero visibile tra le attrazioni e alte fiamme provenienti da una struttura dell’area Far West. Sono le immagini dell’incendio divampato nel primo pomeriggio di martedì 28 luglio all’interno di Gardaland, in provincia di Verona.
L’allarme è scattato intorno alle 13.50. Il personale addetto alle emergenze del parco è intervenuto immediatamente, mentre sul posto sono arrivati i Vigili del fuoco con due mezzi provenienti dal distaccamento di Bardolino.
Il rogo è stato circoscritto e successivamente spento. L’area interessata è stata isolata e sottoposta alle operazioni di bonifica necessarie per evitare la possibile ripresa delle fiamme.
Non risultano persone ferite o intossicate. Il resto del parco è rimasto regolarmente aperto, mentre Raptor è stata temporaneamente chiusa per consentire lo svolgimento delle verifiche in sicurezza.
Dove è scoppiato l’incendio a Gardaland
Contrariamente a quanto ipotizzato inizialmente da alcuni utenti sui social, le fiamme non sarebbero partite direttamente da una delle montagne russe.
L’incendio ha coinvolto una torretta interamente in legno appartenente alla zona tematica Far West. La struttura si trovava sotto o nelle immediate vicinanze del percorso sopraelevato di Raptor.
L’area era chiusa al pubblico perché interessata da lavori di manutenzione. Questo elemento, insieme al rapido intervento delle squadre interne, avrebbe permesso di contenere i rischi per i numerosi visitatori presenti nel parco.
Il legno ha favorito una rapida propagazione delle fiamme, generando una densa colonna di fumo che ha allarmato gli ospiti. Diversi video registrati con gli smartphone sono stati pubblicati sui social e condivisi in poche ore.
Una volta arrivati, i Vigili del fuoco hanno completato lo spegnimento e avviato la bonifica della struttura. Secondo le prime ricostruzioni riportate da Sky TG24, l’intervento si è concluso nell’arco di circa un’ora.
Le cause del rogo non sono state ancora comunicate. Gli accertamenti dovranno chiarire quale sia stato il punto di origine e se l’incendio possa essere collegato alle attività di manutenzione in corso.
Raptor chiusa temporaneamente, il parco resta aperto
Per precauzione Gardaland ha disposto la chiusura temporanea di Raptor, una delle attrazioni più conosciute del parco. I binari delle montagne russe passano infatti sopra la torretta interessata dalle fiamme.
Prima della riapertura sarà necessario verificare l’eventuale presenza di danni provocati dal calore, dal fumo o dalle operazioni di spegnimento. Non sono state diffuse indicazioni definitive sull’esito dei controlli tecnici.
Raptor è un ottovolante nel quale i sedili sono collocati lateralmente rispetto ai binari, lasciando i passeggeri con le gambe sospese. Secondo la scheda ufficiale di Gardaland, l’attrazione raggiunge un’altezza massima di circa 33 metri e una velocità vicina ai 90 chilometri orari.
La vicinanza tra il percorso delle montagne russe e la struttura in fiamme ha reso inevitabile la sospensione dell’attrazione durante l’emergenza. Non risulta invece che Raptor fosse coinvolta nell’origine dell’incendio.
Le altre attrazioni hanno continuato a funzionare. Gardaland non è stato evacuato completamente, mentre le persone presenti nell’area interessata sono state allontanate per consentire l’intervento dei soccorritori.
Chi ha in programma una visita dovrebbe verificare attraverso i canali ufficiali del parco l’effettiva disponibilità di Raptor e le eventuali limitazioni introdotte nella zona Far West.
Il messaggio di Luca Zaia dopo il rogo
A diffondere una delle prime comunicazioni sull’accaduto è stato Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto ed ex governatore della Regione.
«L’incendio è stato circoscritto e la situazione è tornata sotto controllo», ha scritto Zaia sui propri canali social, indicando l’orario dell’allarme e la zona coinvolta.
Zaia ha ringraziato «tutte le squadre dei Vigili del fuoco, le forze dell’ordine, i volontari e tutti coloro che sono intervenuti con tempestività e professionalità».
Il messaggio è stato accompagnato da un video nel quale si vedevano le fiamme sollevarsi dalla struttura di legno e il fumo attraversare la zona delle attrazioni.
Le immagini possono aver restituito una percezione ancora più allarmante dell’accaduto, ma il primo bilancio non segnala conseguenze fisiche per visitatori e dipendenti.
L’episodio rimane comunque rilevante per la sicurezza del parco. Oltre a stabilire le cause, le verifiche dovranno determinare l’entità dei danni e le condizioni necessarie per rendere nuovamente accessibili la zona e l’attrazione vicina.
Cosa sappiamo del precedente stop di Oblivion
L’incendio è stato associato da alcune cronache a un precedente problema tecnico che avrebbe interessato Oblivion: The Black Hole, un’altra montagna russa di Gardaland.
Alcuni video diffusi online mostrano passeggeri fatti scendere e accompagnati lungo le procedure di evacuazione dell’attrazione. Non sono però disponibili informazioni ufficiali sufficientemente dettagliate per stabilire con certezza quando siano state girate tutte le immagini circolate sui social.
Un arresto tecnico di una montagna russa non indica necessariamente una condizione di pericolo. Le attrazioni sono dotate di sistemi che possono interrompere il funzionamento quando viene rilevata un’anomalia, consentendo al personale di applicare le procedure previste.
Non risultano collegamenti tra il presunto problema di Oblivion e l’incendio scoppiato nella zona di Raptor. Si tratta di episodi distinti e non ci sono elementi per attribuire loro una causa comune.
Per il rogo del 28 luglio, le informazioni confermate restano il coinvolgimento della struttura Far West, l’assenza di feriti, la chiusura precauzionale di Raptor e il regolare funzionamento del resto di Gardaland.









