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Il vasto incendio divampato nella regione di Rethymno ha raggiunto la costa meridionale di Creta, provocando l’evacuazione di circa 8.000 residenti e turisti. Le raffiche di vento hanno ostacolato l’impiego dei mezzi aerei. Nelle ultime ore è iniziato il rientro ad Agia Galini, ma diversi fronti restano attivi.

È ancora emergenza incendi in Grecia, dove le fiamme stanno interessando Creta e altre zone del Paese. La situazione più grave si registra nella parte meridionale della regione di Rethymno: il rogo, divampato mercoledì 29 luglio 2026, si è esteso rapidamente tra terreni agricoli, pascoli e centri abitati.

Circa 8.000 persone sono state evacuate dalla località turistica di Agia Galini, affacciata sul Mar Libico. Il dato è stato comunicato alla televisione pubblica Ert dalla vicegovernatrice di Rethymno, Maria Lioni.

Due vigili del fuoco hanno perso la vita durante le operazioni a Creta, mentre un terzo pompiere è morto in un altro incendio nel Peloponneso. Le vittime cretesi sarebbero rimaste intrappolate vicino al villaggio di Krya Vrysi mentre tentavano di contrastare l’avanzata delle fiamme.

Dalla mattina di giovedì 30 luglio il pericolo per Agia Galini si è ridotto e residenti e turisti hanno cominciato a rientrare gradualmente. L’incendio non è però ancora completamente sotto controllo e le autorità mantengono alta l’allerta per possibili riaccensioni.

Evacuata Agia Galini, migliaia di turisti trasferiti

L’evacuazione di Agia Galini è stata eseguita prevalentemente via terra. Buona parte delle persone allontanate è stata trasferita nel palazzetto dello sport del Comune di Festo, nella località di Mires, mentre altre centinaia hanno trovato una sistemazione temporanea in edifici scolastici.

L’amministrazione locale ha attivato il piano di accoglienza d’emergenza, predisponendo letti, lenzuola, acqua, cibo e altri beni di prima necessità. Sul posto sono intervenuti agenti di polizia e volontari della Croce Rossa greca per assistere gli sfollati.

La Guardia costiera ha evacuato via mare 29 persone dalla zona di Agios Pavlos, utilizzando motovedette e imbarcazioni private. L’intervento si è reso necessario perché il fuoco e il fumo rendevano difficili gli spostamenti lungo alcune strade.

Il Comune di Agios Vasilios, che conta circa settemila abitanti, è stato dichiarato in stato di emergenza dalla Protezione civile per tre mesi. Il provvedimento dovrebbe consentire di accelerare gli interventi necessari e le procedure per il ripristino delle infrastrutture danneggiate.

Il sindaco Yiannis Tatarakis ha parlato alla radio locale di «seri sospetti» su una possibile origine dolosa. Al momento, tuttavia, non risultano conclusioni ufficiali sulle cause del rogo: gli accertamenti dovranno stabilire dove e in quali circostanze siano partite le fiamme.

Vento fino a forza 11, impossibile utilizzare gli aerei

Le operazioni di spegnimento sono rese particolarmente difficili dai venti molto intensi. Nella zona meridionale di Rethymno le raffiche avrebbero raggiunto forza 10-11 sulla scala Beaufort, rendendo per alcune ore impossibile o troppo rischioso l’impiego dei velivoli antincendio.

L’intervento è quindi ricaduto soprattutto sulle squadre di terra. Sul campo sono stati mobilitati circa 190 vigili del fuoco, insieme ai mezzi messi a disposizione dalle autorità regionali. Alcuni aggiornamenti parlano di oltre 200 operatori complessivamente impegnati nelle diverse aree.

Il vicedirettore regionale della Protezione civile di Creta, Giorgos Tsapakos, ha spiegato che il fronte rimane molto esteso. La situazione più difficile si sarebbe spostata verso Agia Paraskevi, dove decine di pompieri stanno cercando di contenere l’avanzata del fuoco.

Secondo Kathimerini, il rogo ha già colpito coltivazioni, oliveti, abitazioni, strutture agricole e bestiame. La quantificazione completa dei danni potrà iniziare soltanto quando l’incendio sarà definitivamente circoscritto.

Un vigile del fuoco è rimasto ustionato ed è stato trasportato in ospedale, ma non sarebbe in pericolo di vita. Due mezzi antincendio sono stati distrutti dalle fiamme. La morte dei due pompieri a Creta è stata confermata anche dal Corpo dei vigili del fuoco ellenico.

Iniziato il rientro ad Agia Galini, ma l’emergenza continua

Nelle ultime ore il fronte si è allontanato da Agia Galini, permettendo l’avvio del rientro graduale delle persone evacuate. La località turistica non sarebbe più direttamente minacciata, ma le autorità stanno procedendo con cautela.

I visitatori provenienti da zone nelle quali non è ancora possibile tornare rimangono ospitati negli alberghi e nelle strutture individuate durante l’emergenza. Nel frattempo sono iniziati gli interventi di riparazione della rete elettrica e della viabilità danneggiate dal passaggio delle fiamme.

Il miglioramento non equivale alla conclusione dell’emergenza. Le raffiche possono alimentare nuovi focolai e spingere le fiamme verso aree già evacuate. Per questo le squadre restano operative e la sorveglianza proseguirà anche dopo la delimitazione dei fronti principali.

Un secondo incendio scoppiato nella zona di Sitia, nella parte orientale di Creta, sarebbe invece quasi sotto controllo. Le fiamme sono state confinate sulla cima di un rilievo e, secondo le informazioni disponibili, non minacciano i centri abitati.

Anche a Lesbo la situazione è migliorata: circa 90 vigili del fuoco sono riusciti a contenere il rogo che aveva portato all’evacuazione precauzionale di Plomari.

Incendio anche a Paros: evacuati alcuni villaggi

L’emergenza interessa anche Paros, nelle Cicladi, dove un incendio divampato nella parte meridionale dell’isola ha imposto l’evacuazione precauzionale di diversi insediamenti.

Il rogo, sviluppatosi inizialmente nei pressi di Kambi, si è riattivato durante la notte ed è stato alimentato dalle raffiche di vento. Nell’operazione sono stati impegnati 66 vigili del fuoco e sette mezzi aerei, oltre ai rinforzi inviati via mare da Atene.

La situazione a Paros risulta in miglioramento, ma le squadre restano in allerta per il rischio di nuove ripartenze. La Grecia sta affrontando contemporaneamente numerosi incendi, mentre condizioni critiche vengono segnalate anche nelle regioni turistiche della Turchia, tra Antalya, Alanya, Muğla e Fethiye.

Per gli italiani che si trovano nelle zone coinvolte è fondamentale seguire le indicazioni delle autorità e non tentare di raggiungere le aree evacuate. Il sistema greco di emergenza invia sui telefoni cellulari messaggi tramite il servizio 112, con istruzioni sugli spostamenti e sulle misure di protezione. La Protezione civile greca raccomanda di mantenere la calma e rispettare immediatamente le indicazioni ricevute.

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