La media ponderata delle intenzioni di voto segnala una flessione di Fratelli d’Italia e una nuova crescita di Futuro Nazionale. Per Lorenzo Pregliasco, avvicinandosi alle elezioni, le decisioni del governo incidono maggiormente sul consenso.
Fratelli d’Italia rimane il primo partito nelle intenzioni di voto, ma perde terreno, mentre continua la crescita della formazione politica guidata da Roberto Vannacci. È il quadro tracciato dalla media ponderata dei sondaggi nazionali presentata durante la trasmissione “L’Aria che Tira” su La7.
Secondo i dati aggiornati al 23 luglio 2026, il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni si attesta al 26,3%, registrando una diminuzione di 1,4 punti percentuali. Futuro Nazionale raggiunge invece il 6,8%, con un incremento di 0,6 punti.
A commentare le variazioni è stato Lorenzo Pregliasco, analista politico e cofondatore di YouTrend. La flessione di Fratelli d’Italia, secondo Pregliasco, deve essere letta anche alla luce delle aspettative dell’elettorato e della crescente attenzione rivolta alle scelte compiute dall’esecutivo.
«Adesso ci stiamo avvicinando alle elezioni. Mentre prima si rifletteva sul consenso del governo, adesso tutto ciò che fa il governo conta di più perché ha un effetto diretto sul consenso elettorale», ha spiegato l’analista durante il suo intervento.
Perché Fratelli d’Italia perde consensi nei sondaggi
Il dato non mette in discussione il primato di Fratelli d’Italia, che conserva un vantaggio significativo sulle altre principali forze politiche. La flessione rappresenta però un segnale da non sottovalutare, soprattutto perché arriva in una fase nella quale le scelte dell’esecutivo iniziano a essere valutate anche in prospettiva elettorale.
Pregliasco ha richiamato, in particolare, il dibattito sulle misure adottate dal governo contro il caro benzina. «L’elettorato vuole sempre interventi più incisivi, poi c’è la realtà del governo che ha a che fare con le risorse a disposizione e la gestione di tante emergenze», ha osservato.
Governare comporta infatti la necessità di trovare un equilibrio tra le richieste dei cittadini, i vincoli di bilancio e le diverse emergenze nazionali e internazionali. Una parte dell’elettorato può considerare insufficienti le risposte adottate, anche quando gli interventi sono condizionati dalle risorse economiche effettivamente disponibili.
L’analisi completa di Pregliasco è stata trasmessa il 29 luglio e pubblicata sul sito ufficiale de “L’Aria che Tira”.
I numeri vanno comunque interpretati con cautela. Una media ponderata non rappresenta una previsione certa del risultato elettorale, ma combina più rilevazioni attribuendo loro un peso sulla base di criteri metodologici. Il vantaggio è quello di ridurre l’effetto delle oscillazioni occasionali di un singolo sondaggio.
Vannacci cresce ancora: Futuro Nazionale raggiunge il 6,8%
Il dato politico più evidente degli ultimi mesi riguarda la crescita di Futuro Nazionale. La formazione di Roberto Vannacci era comparsa nella Supermedia YouTrend nel febbraio 2026 con il 2,9%. In pochi mesi avrebbe quindi più che raddoppiato il proprio consenso potenziale.
La prima rilevazione pubblicata da YouTrend aveva mostrato fin dall’inizio una capacità del nuovo partito di raccogliere voti soprattutto nell’area della destra. A metà luglio la Supermedia lo indicava già al 6,5%, mentre l’aggiornamento presentato da La7 lo colloca ora al 6,8%.
Il risultato assume rilievo perché Futuro Nazionale non è più considerato soltanto una forza marginale. La sua crescita può modificare gli equilibri del centrodestra, sottraendo consensi ai partiti tradizionali della coalizione e aprendo il confronto sulle possibili alleanze future.
Un sondaggio realizzato da YouTrend per Sky TG24 il 24 luglio aveva attribuito al partito di Vannacci il 7,6%. Non si tratta di una contraddizione: il 7,6% proviene da una singola rilevazione, mentre il 6,8% deriva da una media tra più sondaggi e istituti differenti.
Nello stesso sondaggio, Futuro Nazionale risultava vicino a Forza Italia e davanti alla Lega. Inoltre, il 53% degli elettori di Fratelli d’Italia si dichiarava favorevole alla presenza di Vannacci nella coalizione, mentre tra gli elettori di Forza Italia, Lega e Noi Moderati prevalevano le posizioni contrarie.
Cosa può cambiare nel centrodestra verso le elezioni
La crescita di Vannacci pone un problema strategico ai partiti della maggioranza. Da una parte, l’ingresso di Futuro Nazionale nella coalizione potrebbe evitare la dispersione di voti nell’area di destra. Dall’altra, la sua presenza potrebbe rendere più difficile la ricerca di un equilibrio con le componenti moderate.
Fratelli d’Italia deve inoltre capire se la perdita di consensi sia temporanea oppure rappresenti l’inizio di una tendenza più duratura. Le prossime rilevazioni saranno importanti per verificare se il partito di Meloni riuscirà a recuperare terreno attraverso le misure economiche e sociali annunciate dal governo.
La dinamica interessa anche la Lega, che si trova a competere con Vannacci per una parte simile dell’elettorato. Già a giugno Pregliasco aveva definito il sorpasso di Futuro Nazionale sulla formazione di Matteo Salvini come «il nuovo fattore Vannacci», durante un precedente intervento su La7.
Per i cittadini, i sondaggi non hanno conseguenze immediate sulle politiche pubbliche, ma possono influenzare le priorità dei partiti, la comunicazione del governo e la costruzione delle alleanze. Con l’avvicinarsi della scadenza elettorale, temi come costo della vita, salari, carburanti, sicurezza e immigrazione potrebbero acquisire un peso crescente.
La fotografia del 23 luglio rimane quindi provvisoria. Segnala però due tendenze politiche chiare: Fratelli d’Italia resta primo ma arretra, mentre Vannacci consolida uno spazio elettorale ormai superiore al 6%.









