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Il mercato dell’usato coinvolge ormai 28,2 milioni di italiani e vale oltre 27 miliardi di euro. Dietro la sua crescita non ci sono soltanto il caro vita e la ricerca di prezzi convenienti, ma anche sostenibilità, interesse per il vintage e un nuovo modo di attribuire valore agli oggetti.

Come è cambiato il settore

Fino a pochi anni fa acquistare un oggetto usato veniva spesso considerato una soluzione di ripiego. Oggi la seconda mano è entrata nelle abitudini di consumo, coinvolgendo persone di età, reddito e interessi differenti.

Secondo l’Osservatorio Second Hand Economy, realizzato da Ipsos Doxa per Subito, nel 2025 il 65% degli italiani ha comprato o venduto almeno un prodotto usato. Si tratta di 28,2 milioni di persone, in aumento rispetto all’anno precedente.

Il mercato dell’usato ha raggiunto un valore di 27,2 miliardi di euro, equivalente a circa l’1,2% del prodotto interno lordo italiano. Il 68% degli intervistati dichiara inoltre di considerare prima la seconda mano e soltanto dopo l’acquisto di un prodotto nuovo.

Il risparmio rimane centrale, ma non è l’unica motivazione. Comprare usato permette di trovare oggetti fuori produzione, modelli particolari e prodotti di qualità che, se acquistati nuovi, potrebbero risultare difficilmente accessibili.

Moda, tecnologia e arredamento

L’abbigliamento è una delle porte d’ingresso principali nel mondo della seconda mano. Abiti, borse e scarpe possono essere fotografati, pubblicati e spediti con facilità. Il successo del vintage ha inoltre trasformato capi di vecchie collezioni in prodotti ricercati per stile e originalità.

La tecnologia rappresenta un altro settore importante. Smartphone ricondizionati, computer, console e fotocamere consentono di ottenere dispositivi ancora validi a prezzi inferiori. In questo caso è essenziale controllare batteria, garanzia, accessori, eventuali riparazioni e compatibilità con gli aggiornamenti software.

Per quanto riguarda la casa, si acquistano mobili, lampade, complementi d’arredo ed elettrodomestici. La seconda mano risponde sia al bisogno di contenere le spese sia alla ricerca di pezzi con materiali e caratteristiche difficili da trovare nelle produzioni standardizzate.

In termini di valore, nel 2025 i veicoli hanno generato 11,1 miliardi di euro, seguiti da casa e persona con 7,4 miliardi, elettronica con 5,5 miliardi e sport e hobby con 3,2 miliardi.

Le piattaforme più utilizzate

Il passaggio decisivo è stato favorito dalle applicazioni, che hanno semplificato pubblicazione degli annunci, pagamenti, spedizioni e comunicazioni tra utenti.

In Italia le piattaforme più conosciute comprendono Subito, utilizzata per numerose categorie e per gli scambi locali; Vinted, particolarmente diffusa nella moda; eBay, attiva anche nel collezionismo e nell’elettronica; e Facebook Marketplace, basata soprattutto sulla compravendita tra persone vicine.

Esistono poi servizi specializzati. Vestiaire Collective si concentra sulla moda di fascia alta, mentre Back Market propone dispositivi elettronici ricondizionati venduti da operatori professionali. Libraccio e altri portali permettono invece di comprare e vendere libri scolastici, narrativa e volumi fuori catalogo.

Non esiste una piattaforma migliore in assoluto. La scelta dipende dalla categoria, dalle commissioni, dalle modalità di pagamento e dalle protezioni previste. Prima di pubblicare o acquistare è opportuno leggere condizioni, costi di spedizione e procedure di rimborso.

I rischi da evitare

La crescita del mercato attira anche truffe, annunci ingannevoli e prodotti contraffatti. Prezzi molto inferiori alle quotazioni normali, richieste di pagamento esterne alla piattaforma e messaggi che spingono ad agire immediatamente devono essere considerati segnali di rischio.

Prima dell’acquisto è importante esaminare fotografie, descrizione e recensioni del venditore. Per prodotti costosi è consigliabile chiedere immagini aggiuntive, numero di serie, prova d’acquisto e informazioni su eventuali difetti.

Particolare cautela serve per dispositivi elettronici, seggiolini per bambini, caschi, materassi e apparecchi che potrebbero avere problemi di sicurezza o igiene. Alcuni prodotti possono sembrare integri ma essere stati sottoposti a urti, usura o richiami del produttore.

Bisogna inoltre distinguere tra venditore professionale e privato. Le tutele riconosciute al consumatore, compreso il diritto di recesso negli acquisti a distanza, non si applicano automaticamente con le stesse modalità alle transazioni concluse tra privati.

L’impatto ambientale

Prolungare la durata di un prodotto può ridurre la richiesta di nuove materie prime e ritardarne la trasformazione in rifiuto. Il vantaggio ambientale è particolarmente rilevante quando l’acquisto usato sostituisce realmente quello nuovo.

Secondo l’Agenzia europea dell’ambiente, nel 2022 ogni cittadino europeo ha acquistato mediamente 19 chilogrammi di prodotti tessili, rispetto ai 17 chilogrammi del 2019. Il settore esercita una pressione significativa sul consumo di acqua, suolo, materie prime ed energia.

Il riuso, la riparazione e una maggiore durata degli articoli costituiscono quindi elementi fondamentali della transizione verso un’economia circolare. Il beneficio, però, può ridursi se le persone acquistano molti più prodotti solo perché economici oppure se ogni oggetto viene trasportato singolarmente per lunghe distanze.

Seconda mano non significa automaticamente sostenibilità: contano la durata effettiva, la frequenza degli acquisti, gli imballaggi e le spedizioni.

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Le prospettive del mercato

Il mercato dell’usato è destinato a diventare sempre più organizzato. Servizi di verifica dell’autenticità, pagamenti protetti, ricondizionamento professionale e tracciabilità delle riparazioni potrebbero aumentare ulteriormente la fiducia dei consumatori.

Anche produttori e negozi tradizionali stanno introducendo programmi di ritiro, rivendita e permuta. In questo modo la seconda mano non rimane separata dal commercio ordinario, ma entra direttamente nel ciclo di vita dei prodotti.

Le prospettive dipenderanno anche dalle politiche europee su riparabilità, durabilità e gestione dei rifiuti. Il consumatore sarà sempre più interessato non soltanto al prezzo iniziale, ma alla possibilità di riparare e rivendere ciò che acquista.

L’usato non ha dunque sostituito il nuovo, ma ne sta modificando il significato. Comprare di seconda mano è diventato un modo per risparmiare, cercare qualità, esprimere il proprio stile e ridurre gli sprechi. Una scelta economica che assume anche un valore culturale e ambientale.

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