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Il Consiglio dei ministri è convocato nel pomeriggio di lunedì 27 luglio 2026 per approvare un intervento urgente contro il caro carburanti. La prima misura dovrebbe concentrarsi sul diesel, salito a 2,185 euro al litro sulla rete stradale nazionale.

Un provvedimento immediato per frenare la corsa del prezzo del gasolio, seguito da un secondo intervento finanziato attraverso l’extragettito Iva. È il piano sul quale sta lavorando il Governo per affrontare i nuovi rincari dei carburanti.

Il Consiglio dei ministri dovrebbe riunirsi alle 17:30 di oggi, 27 luglio, per esaminare un decreto legge con una misura definita “ponte”. Il contenuto definitivo, la durata e l’entità della riduzione potranno però essere conosciuti soltanto dopo l’approvazione e la pubblicazione del testo ufficiale.

L’urgenza nasce dall’aumento registrato alla pompa. Il diesel ha raggiunto livelli vicini al massimo storico del marzo 2022, mentre la benzina self service ha superato quota 1,98 euro al litro.

Decreto carburanti, cosa dovrebbe decidere il Governo

Le informazioni disponibili indicano che il primo intervento sarà rivolto soprattutto al gasolio, diventato sensibilmente più costoso della benzina. Il decreto dovrebbe introdurre una riduzione temporanea della componente fiscale, con l’obiettivo di produrre un effetto rapido sui prezzi praticati alla pompa.

Non sono ancora ufficiali, al momento, il valore del taglio per litro, la data di entrata in vigore e il periodo durante il quale sarà applicato. Non è quindi possibile calcolare con precisione il risparmio per automobilisti e imprese.

La misura viene definita “ponte” perché dovrebbe restare in vigore in attesa dei dati definitivi sull’extragettito Iva di luglio. Quando il prezzo industriale dei carburanti aumenta, infatti, cresce anche l’Iva incassata dallo Stato, perché l’imposta viene calcolata sul valore complessivo del prodotto, comprensivo dell’accisa.

Il Governo potrebbe utilizzare queste maggiori entrate per finanziare un secondo intervento attraverso la cosiddetta accisa mobile. L’obiettivo sarebbe sterilizzare almeno una parte degli incassi aggiuntivi ottenuti in conseguenza dell’aumento delle quotazioni energetiche.

Fino alla conclusione del Consiglio dei ministri, tuttavia, resta necessario parlare di ipotesi. Il decreto dovrà indicare copertura finanziaria, carburanti interessati e modalità con cui la riduzione sarà trasferita lungo la filiera.

Prezzo gasolio a 2,185 euro: quanto costa oggi un pieno

Secondo i dati comunicati dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il 27 luglio 2026 il prezzo medio nazionale in modalità self service sulla rete stradale è pari a 1,982 euro al litro per la benzina e 2,185 euro per il gasolio.

Sulla rete autostradale i valori salgono rispettivamente a 2,071 euro per la benzina e 2,255 euro per il diesel. Le medie territoriali vengono aggiornate quotidianamente nella sezione dell’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit.

Ai valori medi nazionali, per riempire un serbatoio da 50 litri servono circa 99,10 euro con la benzina e 109,25 euro con il gasolio. Per lo stesso quantitativo, il diesel costa quindi oltre 10 euro in più.

Il Gpl si attesta mediamente a 0,743 euro al litro, mentre il metano raggiunge 1,603 euro al chilogrammo. In autostrada il prezzo medio del Gpl è di 0,877 euro, quello del metano di 1,606 euro.

La rilevazione di Staffetta Quotidiana segnala inoltre prezzi serviti più elevati: 2,118 euro al litro per la benzina e 2,321 euro per il gasolio, considerando insieme rete ordinaria e autostradale. I valori possono cambiare in base al marchio, alla zona e al singolo distributore.

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Come funziona l’accisa mobile sui carburanti

L’accisa mobile è un meccanismo previsto dall’articolo 1, comma 290, della legge 244 del 2007. La norma consente di ridurre temporaneamente le aliquote sui prodotti energetici utilizzando il maggiore gettito Iva generato dall’aumento del prezzo internazionale del petrolio.

Il funzionamento parte da un principio: se il carburante aumenta, anche l’Iva riscossa dallo Stato cresce. Una parte di questo gettito aggiuntivo può quindi essere impiegata per abbassare l’accisa e compensare in parte il rincaro per il consumatore.

Il meccanismo non scatta automaticamente. È necessario un apposito provvedimento del Governo, accompagnato dalla verifica delle maggiori entrate disponibili e dalle relative coperture finanziarie.

Un precedente risale al 2022, quando le aliquote su benzina, gasolio e Gpl furono rideterminate per contrastare l’impennata dei prezzi successiva all’invasione russa dell’Ucraina. La base normativa e la rideterminazione delle aliquote sono consultabili nella documentazione della Gazzetta Ufficiale.

L’accisa mobile non garantisce necessariamente che l’intero aumento venga cancellato. Il risultato dipende dall’extragettito effettivamente maturato, dall’entità della riduzione decisa e dall’andamento delle quotazioni internazionali nelle settimane successive.

Perché il diesel è salito più della benzina

Il gasolio self service ha raggiunto 2,185 euro al litro, un livello vicino al record di 2,229 euro toccato il 17 marzo 2022. La benzina, pur in forte aumento, resta più bassa e si colloca ai massimi dall’ottobre 2023.

Sui prezzi incidono diversi fattori: quotazioni internazionali dei prodotti raffinati, costo del petrolio, cambio euro-dollaro, disponibilità di prodotto, margini della filiera e componente fiscale.

Le tensioni in Medio Oriente hanno contribuito alla volatilità dei mercati energetici. Le quotazioni hanno successivamente mostrato segnali di riduzione legati alle prospettive di una tregua, ma il trasferimento delle variazioni fino ai distributori non è immediato.

Il caro diesel ha conseguenze che vanno oltre il costo sostenuto dagli automobilisti. Il carburante alimenta una parte rilevante del trasporto commerciale e dell’autotrasporto, con possibili effetti sui costi delle imprese e sulla distribuzione delle merci.

Per i consumatori, il punto decisivo sarà l’entità del taglio approvato. A titolo puramente esemplificativo, ogni riduzione effettiva di 10 centesimi al litro produrrebbe un risparmio di 5 euro su un pieno da 50 litri. Il calcolo reale potrà essere effettuato solo quando il Governo comunicherà aliquote, durata e decorrenza della misura.

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