Il progetto racconterà l’Italia attraverso mieli, territori e storie di apicoltura. La partecipazione è gratuita, ma la selezione è riservata alle aziende premiate nel concorso Tre Gocce d’Oro 2026. Evento conclusivo previsto a maggio 2027.
Venti aziende apistiche diventeranno protagoniste di un racconto dell’Italia costruito attraverso mieli, fioriture, territori e persone. È entrato nella fase operativa L’Alveare Parlante – Storie d’apicoltura e geografie dei mieli, progetto ambientale e divulgativo ideato dalla giornalista Valentina Calzavara e patrocinato dall’Osservatorio Nazionale Miele.
Il bando è collegato alla 46ª edizione del concorso Tre Gocce d’Oro – Grandi Mieli d’Italia, che si concluderà il 20 settembre 2026 a Castel San Pietro Terme, in provincia di Bologna. L’obiettivo non è realizzare un’ulteriore classifica sulla qualità del prodotto, ma individuare storie capaci di rappresentare la varietà dell’apicoltura italiana.
La partecipazione al progetto è gratuita. Le aziende selezionate saranno coinvolte in interviste, servizi editoriali, iniziative di comunicazione ed eventi dedicati.
Chi può partecipare al bando L’Alveare Parlante

Il bando pubblicato dall’Osservatorio Nazionale Miele stabilisce che potranno essere considerate esclusivamente le aziende premiate nell’edizione 2026 di Tre Gocce d’Oro. Non basta, quindi, aver inviato un campione o partecipato al concorso: l’accesso alla preselezione dipenderà dall’ottenimento di un riconoscimento.
Non è prevista, in questa fase, una domanda aperta indistintamente a tutte le imprese. Dopo la proclamazione dei risultati, l’Osservatorio e ValCal Comunicazione esamineranno l’elenco ufficiale delle aziende premiate e individueranno quelle da invitare alla successiva call.
Il documento precisa inoltre che la selezione per L’Alveare Parlante è autonoma rispetto al concorso. Essere premiati con una, due o tre Gocce d’Oro costituisce un requisito e attribuisce un punteggio, ma non comporta automaticamente l’ingresso tra le venti realtà protagoniste.
L’edizione 2026 del concorso raccoglie, secondo l’Osservatorio, oltre 1.700 mieli inviati da più di 500 apicoltori italiani. È questo patrimonio di produzioni e territori a costituire la base dalla quale partirà la selezione narrativa.
La prima fase: premi, territorio ed equilibrio di genere
La procedura si articola in due fasi. Durante la preselezione verranno assegnati punti sulla base di tre elementi: riconoscimento ottenuto, rappresentatività territoriale ed equilibrio di genere.
Il premio massimo, Tre Gocce d’Oro, vale 5 punti. Una o Due Gocce e gli altri riconoscimenti cumulativi danno diritto a un punteggio compreso tra 2 e 5. Altri 2-5 punti possono essere attribuiti alla capacità della candidatura di rappresentare differenti aree geografiche e produzioni mellifere.
Il terzo criterio, anch’esso valutato da 2 a 5 punti, riguarda l’equilibrio tra imprese condotte da donne, uomini e nuclei familiari. La finalità è costruire un quadro che non concentri il racconto soltanto sulle aziende con il punteggio qualitativo più elevato, ma restituisca la pluralità sociale e geografica del settore.
Le imprese preselezionate saranno contattate per iscritto o telefonicamente dagli organizzatori. Dovranno quindi manifestare la volontà di partecipare e trasmettere una breve presentazione dedicata alla storia aziendale, all’attività apistica, al rapporto con il territorio e agli aspetti distintivi dell’esperienza. Chi non aderirà alla call sarà escluso dalla fase seguente.
Come saranno scelte le 20 storie di apicoltura
Le presentazioni saranno valutate da una giuria composta da rappresentanti dell’Osservatorio, del progetto e di APAT, oltre alle giornaliste indicate nel bando. I criteri non riguarderanno soltanto il miele, la cui qualità è già stata esaminata nel concorso, ma soprattutto la forza e l’originalità del racconto.
La giuria attribuirà da 5 a 8 punti alla forza giornalistica della storia e altrettanti alla capacità di offrire una fotografia dell’apicoltura italiana. Saranno inoltre valutati il servizio ecosistemico svolto, il presidio del territorio, l’eventuale dimensione sociale e le caratteristiche dell’azienda, come conduzione stanziale, nomade o biologica.
Al termine saranno individuate 20 aziende, alle quali l’esito verrà comunicato direttamente. Il giudizio della commissione, precisa il regolamento, sarà definitivo e non impugnabile nell’ambito della procedura.
«Le venti realtà selezionate diventeranno ambasciatrici di un patrimonio fatto di paesaggi, fioriture, saperi, innovazione e competenze», spiega Valentina Calzavara. Il direttore dell’Osservatorio, Giancarlo Naldi, sottolinea invece l’esigenza di comunicare la qualità dei mieli italiani e la capacità degli apicoltori di affrontare difficoltà ambientali e commerciali sempre maggiori.
Dal 20 settembre all’evento finale di maggio 2027
Il primo appuntamento pubblico è fissato per il 20 settembre a Castel San Pietro Terme, durante la cerimonia conclusiva di Tre Gocce d’Oro. In quell’occasione saranno consegnati i riconoscimenti e verrà presentato il progetto divulgativo.
Successivamente inizieranno la raccolta delle testimonianze, le interviste e la produzione dei contenuti dedicati alle aziende scelte. Il percorso terminerà nel maggio 2027 con un evento celebrativo.
L’iniziativa gode anche del patrocinio di Coldiretti Api e Coldiretti Treviso, vede APAT – Apicoltori in Veneto come partner operativo ed è sostenuta da Globe Italia e Banca della Marca.
Il risultato atteso è una mappa narrativa del miele italiano. Dietro ogni vasetto, infatti, non ci sono soltanto una provenienza botanica e caratteristiche sensoriali, ma anche cambiamenti climatici, tecniche produttive, paesaggi e comunità che il progetto proverà a rendere visibili al grande pubblico.
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