Il consigliere regionale del Partito Democratico ha depositato un’interpellanza urgente al presidente Francesco Acquaroli. Nel mirino la possibile centralizzazione del 118, il sovraffollamento dei Pronto soccorso e le difficoltà del sistema informatico Dedalus.
La possibile centralizzazione del 118 nelle Marche accende lo scontro politico sulla gestione dell’emergenza-urgenza. Il consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio Cesetti ha depositato un’interpellanza urgente rivolta al presidente della Giunta Francesco Acquaroli, chiedendo chiarimenti sul futuro del servizio e sulle condizioni dei Pronto soccorso.
Secondo l’esponente dem, l’ipotesi di riportare il coordinamento del 118 a una regia unitaria rappresenterebbe l’ammissione delle difficoltà prodotte dalla riforma sanitaria approvata nel 2022, con la quale è stata superata l’Azienda sanitaria unica regionale e sono state istituite le Aziende sanitarie territoriali.
«La centralizzazione del 118 è la prova del fallimento dell’intera legge di riordino sanitario», sostiene Cesetti. Al momento, tuttavia, si tratta della posizione politica espressa dal consigliere: per valutare gli effetti della riorganizzazione occorrerà conoscere il testo definitivo della proposta regionale, le competenze previste e le risorse assegnate.
Centralizzazione del 118, perché Cesetti parla di un “dietrofront”
Il nodo politico riguarda la Legge regionale 8 agosto 2022, numero 19, che ha ridisegnato l’organizzazione del Servizio sanitario marchigiano. La norma ha sostituito l’Asur con le Ast di Pesaro Urbino, Ancona, Macerata, Fermo e Ascoli Piceno, attribuendo loro autonomia organizzativa, amministrativa e gestionale.
La legge regionale 19/2022 prevede che il sistema sanitario assicuri livelli uniformi di assistenza su tutto il territorio, in condizioni di equilibrio economico. Contempla inoltre forme di coordinamento regionale tra i diversi enti.
Per Cesetti, proprio l’autonomia riconosciuta alle singole aziende avrebbe favorito differenze territoriali senza garantire risorse e strumenti sufficienti. Il ritorno a una guida centralizzata del 118 dimostrerebbe, secondo il consigliere, che il precedente modello Asur riusciva a compensare meglio le necessità delle diverse province.
La Regione potrebbe invece sostenere che una regia unitaria del soccorso non comporti automaticamente la bocciatura dell’intero assetto delle Ast, ma costituisca un intervento specifico su un servizio che richiede coordinamento sovraprovinciale.
Alla data del 1° settembre 2026, nel materiale disponibile non risulta una replica formale del presidente Acquaroli alle accuse contenute nell’interpellanza. Il confronto potrà svilupparsi in Consiglio regionale, quando la Giunta sarà chiamata a rispondere all’atto ispettivo.
Pronto soccorso, barelle e personale: le criticità indicate
Nell’interpellanza Cesetti elenca una serie di problemi che, a suo giudizio, mostrerebbero la condizione di forte difficoltà dell’emergenza sanitaria marchigiana. Tra questi figurano il sovraffollamento dei Pronto soccorso, la permanenza prolungata dei pazienti sulle barelle, la carenza di personale e gli episodi di aggressione contro medici e operatori.
Il consigliere richiama inoltre i disservizi attribuiti all’introduzione del sistema informatico Dedalus. L’atto ispettivo dovrà consentire di chiarire quali malfunzionamenti siano stati ufficialmente segnalati, quali strutture siano state interessate e quali interventi tecnici siano stati avviati.
Un altro punto riguarda il cosiddetto boarding, cioè la permanenza in Pronto soccorso di pazienti già destinati al ricovero, ma in attesa che si liberi un posto nei reparti. Il fenomeno occupa spazi e personale dell’emergenza, rallentando la presa in carico delle persone appena arrivate.
Cesetti cita la Dgr 555 del 18 maggio 2026, relativa al potenziamento delle attività contro il boarding, e la Dgr 963 del 20 luglio 2026, dedicata alle sperimentazioni per migliorare i tempi del soccorso. Secondo il consigliere, queste misure non avrebbero ancora prodotto risultati sufficienti.
L’interpellanza fa riferimento anche a un incontro del 24 agosto tra la dirigenza dell’Ast di Ancona e i soccorritori dell’Anpas. Cesetti sostiene che dai relativi verbali emergerebbe il carattere ricorrente e più esteso del problema.
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Cosa cambierebbe con una regia regionale del 118
Il 118 collega centrali operative, ambulanze, automediche, volontari del soccorso, ospedali e Pronto soccorso. Una centralizzazione potrebbe riguardare la direzione, i protocolli, il personale, le tecnologie o il coordinamento delle centrali: aspetti differenti, che dovranno essere precisati dalla Regione.
Per i cittadini, l’obiettivo dovrebbe essere garantire una risposta omogenea indipendentemente dal luogo in cui viene richiesto l’intervento. Questo significa ridurre le differenze tra territori, utilizzare meglio i mezzi disponibili e individuare rapidamente l’ospedale più adatto alle condizioni del paziente.
Una regia unica, da sola, non risolve però il sovraffollamento dei Pronto soccorso. Il sistema dipende anche dalla disponibilità di posti letto, dalla capacità dei reparti di accogliere i ricoveri, dall’assistenza territoriale e dalla presenza di percorsi alternativi per i casi non urgenti.
Servono inoltre operatori sufficienti e sistemi informatici capaci di comunicare tra loro. Se uno di questi passaggi rallenta, le ambulanze possono restare impegnate più a lungo negli ospedali, riducendo i mezzi disponibili per le nuove chiamate.
La centralizzazione potrà quindi essere valutata soltanto sulla base di tempi di intervento, dotazioni di personale, copertura territoriale e risultati misurabili, non attraverso il solo confronto politico.
L’interpellanza ad Acquaroli e le risposte attese
Cesetti chiede al presidente Acquaroli di riferire in Aula sulle misure necessarie per fermare quello che definisce il «collasso del sistema dell’emergenza-urgenza». La richiesta riguarda sia il funzionamento del 118 sia la capacità dei Pronto soccorso di garantire prestazioni tempestive e adeguate.
Il consigliere richiama gli articoli 32 e 121 della Costituzione: il primo tutela la salute come diritto fondamentale, mentre il secondo disciplina il ruolo del presidente della Giunta regionale nella direzione della politica dell’esecutivo.
Dal dibattito dovranno emergere alcuni elementi concreti: la configurazione della nuova regia del 118, i tempi di attuazione, le risorse disponibili, l’impatto sulle cinque Ast e le iniziative per ridurre il boarding.
Per i marchigiani la questione ha implicazioni dirette. Un sistema dell’emergenza efficiente incide sui tempi di arrivo dei soccorsi, sulla rapidità delle diagnosi e sulla possibilità di accedere al reparto più appropriato.
La risposta della Giunta dovrà chiarire anche i risultati ottenuti attraverso le delibere già approvate e gli interventi previsti per l’autunno. Solo dati confrontabili sui tempi di attesa, sugli organici e sulle prestazioni permetteranno di stabilire se la riorganizzazione annunciata possa migliorare il servizio o se, come sostiene Cesetti, renda necessaria una revisione più ampia della riforma sanitaria.









