Sabato 19 settembre alle 21 il Teatro Pergolesi ospita la rilettura contemporanea e grottesca del “Gianni Schicchi” di Puccini. Protagonisti gli attori con disabilità di OperaH e 51 studenti impegnati nella realizzazione dello spettacolo.
Opera lirica, teatro sociale, danza, disabilità e formazione scolastica si incontrano al Teatro Giovan Battista Pergolesi di Jesi. Sabato 19 settembre 2026, alle ore 21, andrà in scena “Il caso Schicchi. Social Opera”, tra gli appuntamenti conclusivi del XXVI Festival Pergolesi Spontini.
Lo spettacolo, liberamente ispirato al “Gianni Schicchi” di Giacomo Puccini, coinvolge sul palcoscenico gli attori con disabilità della compagnia OperaH. Dietro le quinte lavorano invece 51 studenti di quattro istituti superiori di Jesi, chiamati a occuparsi di scenografie, costumi, illuminazione, comunicazione e pedagogia teatrale.
La produzione riunisce due progetti della Fondazione Pergolesi Spontini: OperaH, laboratorio di teatro sociale e danza movimento terapia giunto alla quindicesima edizione, e Banco di scena, percorso di formazione scuola-lavoro arrivato al tredicesimo anno.
“Il caso Schicchi”, Puccini diventa un true crime televisivo
La regia di Simone Guerro e Arianna Baldini trasporta la vicenda dell’opera pucciniana in tempi più vicini al pubblico. L’astuto Gianni Schicchi diventa un truffatore inseguito per anni dalla polizia e misteriosamente scomparso alla fine degli anni Sessanta.
Nel 2026, il ritrovamento di un testamento spinge un noto programma televisivo dedicato al true crime a riaprire il caso. La ricostruzione finisce per intrecciarsi con la storia di una famiglia trovata massacrata all’interno di un appartamento fiorentino.
«Tra gag comiche e omicidi pittoreschi, lo spettacolo restituisce il ritratto di una famiglia avida, spietata e grottesca», spiegano Guerro e Baldini.
La nuova ambientazione conserva quindi uno degli elementi centrali del “Gianni Schicchi”: il conflitto che esplode intorno a un’eredità. La cupidigia dei parenti, il testamento conteso e l’inganno diventano il materiale di una narrazione sospesa tra cronaca nera televisiva, commedia e teatro musicale.
In scena ci sarà anche l’attore Enrico Desimoni, mentre al pianoforte siederà Carlo Morganti. Gli educatori coinvolti sono Eva Luccioni, Andrea Accoroni e Mariano Fagioli.
La rappresentazione è inserita nel programma ufficiale del Festival e viene proposta in un’unica data. I biglietti hanno un costo di 5 euro, come indicato dal Consorzio Marche Spettacolo.
La danza racconta l’avidità della famiglia Schicchi
Un ruolo centrale nella messinscena è affidato alla danza movimento terapia curata da Beatrice Guerri. La componente coreografica non costituisce un semplice accompagnamento, ma contribuisce a definire i personaggi e a rendere più evidente il carattere ironico e grottesco della vicenda.
Nel corteo funebre, i movimenti restituiscono inizialmente un lutto composto, con riferimenti visivi ai tableaux della Pietà di Michelangelo. La scoperta dell’eredità altera però l’equilibrio del gruppo e produce reazioni sempre più incontrollate.
Il pranzo familiare si trasforma infine in un baccanale. Corpi, musica, parole e azione teatrale raccontano così il passaggio dalla compostezza apparente all’esplosione dei desideri e dell’avidità.
Sul palco saliranno i componenti della compagnia OperaH: Rebecca Avenali, Cristopher Balercia, Aurora Bonci, Valentino Campana, Lorenzo Cantarini, Maria Rita Di Palma, Silvia Falappa, William Gallagher, Rita Giatti, Valentina Giuliani, Emanuele Iencinella, Daniele Marcellini, Robert Tiberiu e Michele Torri.
Il progetto OperaH 2026 è realizzato con il contributo dell’ASP Ambito 9 e del Comune di Jesi. Collaborano l’Unità Multidisciplinare Età Adulta dell’Ast di Ancona, COOSS Marche, Teatro Giovani-Teatro Pirata e Nuovo Spazio Studio Danza.
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Cinquantuno studenti costruiscono lo spettacolo dietro le quinte
“Il caso Schicchi” rappresenta anche il risultato del lavoro svolto dai 51 studenti del progetto Banco di scena. I ragazzi provengono dal Liceo artistico “Edgardo Mannucci”, dall’IIS Marconi-Pieralisi, dal Liceo classico “Vittorio Emanuele II” e dall’IIS “Galileo Galilei” di Jesi.
Gli studenti sono stati divisi in cinque aree operative. Un gruppo ha lavorato alle scenografie sotto il coordinamento di Chiara Ulisse, mentre la realizzazione dei costumi è stata seguita da Roberta Fratini e Sara Pitocco.
L’illuminazione è stata affidata agli allievi coordinati da Simone Caproli. Un altro gruppo, guidato da Adelaide Cascia, si è occupato della comunicazione sui social media. Gli studenti del laboratorio di pedagogia teatrale hanno invece lavorato con Arianna Baldini e Beatrice Guerri, affiancando la compagnia OperaH.
Il percorso consente ai partecipanti di conoscere i mestieri dello spettacolo attraverso un’esperienza concreta. Il teatro diventa uno spazio nel quale mettere in pratica competenze artistiche, tecniche, organizzative e comunicative.
La particolarità del progetto risiede nell’incontro tra studenti e attori con disabilità. Non esiste una separazione tra attività formativa e percorso inclusivo: tutti partecipano alla costruzione della medesima opera, con ruoli differenti ma complementari.
Social Opera, dal 2011 il teatro come strumento di inclusione
Il progetto Social Opera è nato nel 2011 per mettere in rete servizi sociali, scuole ed enti culturali del territorio. L’obiettivo è costruire percorsi di benessere e inclusione attraverso il linguaggio del palcoscenico.
In quindici anni l’esperienza ha trasformato il teatro in un luogo di relazione, nel quale la disabilità non viene raccontata dall’esterno, ma diventa parte attiva del processo creativo.
Il progetto ha ottenuto il Premio Filippo Siebaneck, assegnato nell’ambito della 44esima edizione del Premio della critica musicale “Franco Abbiati”, e il premio nazionale Inclusione 3.0 dell’Università di Macerata.
Questi riconoscimenti hanno premiato un modello capace di unire qualità artistica e funzione sociale. “Il caso Schicchi” prosegue questa esperienza attraverso una produzione che non rinuncia all’ironia, alla complessità e alla sperimentazione scenica.
Lo spettacolo si terrà sabato 19 settembre alle 21 al Teatro Pergolesi, in piazza della Repubblica a Jesi. I biglietti possono essere acquistati attraverso il circuito Vivaticket.
Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare la biglietteria al numero 0731 206888 oppure scrivere a biglietteria@fpsjesi.com. Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito della Fondazione Pergolesi Spontini.









