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La revisione nazionale interessa 448 prestazioni specialistiche e 222 codici dell’assistenza protesica, ma non determina un rincaro generalizzato. CNA Pensionati Marche invita a monitorare gli effetti sui pensionati con redditi medio-bassi.

Da lunedì 21 settembre 2026 entrano in vigore le nuove tariffe nazionali per una parte delle prestazioni sanitarie erogate dal Servizio sanitario nazionale. L’aggiornamento riguarda visite specialistiche, esami diagnostici e alcuni dispositivi dell’assistenza protesica.

Nelle Marche l’impatto economico per i cittadini dovrebbe rimanere complessivamente contenuto, anche grazie al mantenimento del tetto massimo del ticket a 36,15 euro per ricetta. Per la maggior parte delle prestazioni non sono previste variazioni negli importi a carico degli utenti.

CNA Pensionati Marche invita tuttavia a non sottovalutare le conseguenze dei singoli aumenti sulle persone anziane. Anche pochi euro, quando si sommano alle spese per energia, alimenti, carburanti e abitazione, possono incidere sui bilanci di chi vive con una pensione fissa.

Nuove tariffe sanitarie: perché non aumentano tutti i ticket

Il primo punto da chiarire è la differenza tra tariffa sanitaria e ticket. La tariffa indica il valore riconosciuto dal Servizio sanitario nazionale alla struttura pubblica o privata accreditata che eroga la prestazione. Il ticket è invece la quota pagata dal cittadino non esente.

Di conseguenza, l’aumento di una tariffa non si trasferisce necessariamente per intero sull’assistito. L’importo effettivamente dovuto dipende dalle disposizioni regionali, dal valore complessivo delle prestazioni inserite nella ricetta e dall’eventuale presenza di un’esenzione.

La revisione nazionale interessa 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e 222 codici dell’assistenza protesica su misura. Per oltre otto prestazioni su dieci non sarebbero previste modifiche, secondo le ricostruzioni pubblicate dopo l’approvazione del nuovo tariffario.

Tra gli importi che cambiano, la prima visita specialistica ordinaria passa generalmente da 25 a 26 euro, mentre la visita di controllo resta a 17,90 euro. Il prelievo venoso sale da 3,80 a 4,30 euro.

Più rilevante è la variazione della prima visita cardiologica con elettrocardiogramma, la cui tariffa passa da 33,60 a 38 euro. Nelle Marche, tuttavia, il cittadino non esente dovrebbe pagare al massimo 36,15 euro, con un aumento effettivo di 2,55 euro rispetto al precedente importo.

Cosa cambia concretamente per i cittadini delle Marche

Il tetto regionale di 36,15 euro attenua l’effetto delle nuove tariffe quando il valore della prestazione, o la somma delle prestazioni presenti nella stessa ricetta, supera questa soglia.

Se una ricetta contiene esami per un totale inferiore al limite, il cittadino non esente paga il valore previsto. Se invece la somma supera i 36,15 euro, il ticket si ferma al tetto applicato dalla Regione.

Non cambiano gli importi di numerosi esami di laboratorio frequentemente prescritti, tra i quali emocromo, glicemia, colesterolo, trigliceridi, creatinina, emoglobina glicata, TSH e VES. La revisione non deve quindi essere interpretata come un aumento indistinto di tutte le visite e di tutti gli esami.

«È importante precisare che non ci troviamo di fronte a un aumento generalizzato dei ticket sanitari e che per molte prestazioni non cambierà nulla», afferma il presidente di CNA Pensionati Marche, Giancarlo Sperindio.

L’organizzazione sottolinea tuttavia che gli aumenti, anche quando limitati, possono essere significativi per chi deve sottoporsi a controlli frequenti o affronta diverse spese sanitarie nel corso dell’anno.

Per evitare sorprese, chi ha una visita o un esame programmato dal 21 settembre dovrebbe verificare l’importo con il Cup o con la struttura sanitaria. La tariffa applicabile può essere quella vigente al momento dell’erogazione, anche quando la prenotazione è stata effettuata in precedenza.

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Esenzioni dal ticket: chi continua a non pagare

La revisione delle tariffe non modifica le principali esenzioni previste dal Servizio sanitario nazionale. Continuano quindi a essere tutelate le persone che possiedono i requisiti stabiliti per reddito, condizioni di salute o altre situazioni riconosciute dalla normativa.

Restano in vigore le esenzioni per:

  • reddito ed età, in presenza delle condizioni economiche previste;
  • patologie croniche o rare, limitatamente alle prestazioni collegate;
  • invalidità, secondo categoria e percentuale riconosciute;
  • gravidanza, per gli accertamenti previsti dai protocolli;
  • screening oncologici organizzati dal servizio sanitario;
  • titolari di assegno sociale o pensione minima che rispettano i requisiti;
  • altre condizioni tutelate dalla normativa nazionale e regionale.

Il Ministero della Salute ricorda che, per l’assistenza specialistica, il ticket non è dovuto dagli assistiti esenti nelle condizioni e per le prestazioni previste.

È importante controllare che il codice di esenzione sia correttamente riportato sulla ricetta. Essere titolari di un’esenzione non significa infatti che questa venga applicata automaticamente a qualsiasi prestazione: alcune sono valide soltanto per gli esami collegati a una specifica patologia.

Chi ritiene di avere diritto all’esenzione, ma non la trova indicata nella prescrizione, dovrebbe rivolgersi al proprio medico o agli uffici dell’Azienda sanitaria prima di effettuare la prestazione.

CNA Pensionati: tutelare i redditi fissi e l’accesso alle cure

La preoccupazione di CNA Pensionati Marche riguarda soprattutto gli anziani con redditi medio-bassi che non rientrano nelle soglie previste per l’esenzione. Si tratta di persone che devono pagare il ticket pur disponendo di margini economici limitati.

«Ogni ulteriore spesa, anche quando è contenuta in pochi euro, si aggiunge a un quadro economico già particolarmente complesso per molti pensionati», osserva Sperindio.

Il problema non riguarda soltanto il singolo aumento. La maggiore pressione deriva dall’accumulo delle spese quotidiane e sanitarie, soprattutto per chi ha bisogno di controlli periodici, farmaci, assistenza o prestazioni non sempre disponibili rapidamente attraverso il servizio pubblico.

CNA Pensionati chiede quindi alle istituzioni regionali di monitorare l’applicazione del nuovo tariffario e le conseguenze sui cittadini. L’associazione continuerà a raccogliere segnalazioni e osservazioni provenienti dal territorio.

Il nuovo tariffario punta ad aggiornare i valori riconosciuti alle strutture sanitarie e a rendere più sostenibile l’erogazione di alcune prestazioni. Non è però sufficiente, da solo, a ridurre le liste d’attesa: sulla disponibilità di visite ed esami incidono anche personale, organizzazione delle agende e dotazione di apparecchiature.

«La salute deve rimanere accessibile a tutti», conclude Sperindio, chiedendo che prevenzione e accesso alle cure rimangano centrali senza creare nuovi ostacoli economici per anziani e pensionati.

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