Il Cda di Poste ha approvato il regolamento per esercitare direzione e coordinamento su TIM, dopo l’Opas che ha portato il gruppo a circa l’86% del capitale. Obiettivi strategici condivisi e gestione coordinata, con autonomia giuridica delle società.
Poste Italiane avvia l’integrazione con TIM e definisce le regole del nuovo assetto di gruppo. Il Consiglio di amministrazione ha deliberato l’esercizio delle attività di direzione e coordinamento sulla società di telecomunicazioni, approvando il relativo Regolamento di governo operativo.
La decisione, riportata dal TG Poste e comunicata il 30 settembre 2026, arriva a cinque giorni dalla conclusione della riapertura dei termini dell’offerta pubblica di acquisto e scambio. Secondo la comunicazione fornita, l’operazione ha portato Poste a detenere circa l’86% di TIM.
Per il gruppo guidato dall’amministratore delegato Matteo Del Fante e dal direttore generale Giuseppe Lasco, si apre così la fase di organizzazione dei rapporti industriali e gestionali con la controllata. Il documento disciplina i flussi informativi, il coordinamento delle attività e il coinvolgimento della capogruppo nelle decisioni di maggiore rilievo.
L’obiettivo dichiarato è condividere le priorità strategiche, integrare competenze e attività e favorire la creazione di valore per l’intero gruppo. Il regolamento mantiene l’autonomia giuridica di TIM e delle sue controllate, richiamando anche la tutela degli azionisti di minoranza.
Il passaggio è importante perché traduce il controllo azionario in una cornice operativa: stabilisce come le due aziende dovranno dialogare e coordinarsi nella nuova configurazione.
Dall’Opas al controllo di TIM: le tappe dell’operazione
L’integrazione segue il percorso dell’Opas, acronimo di offerta pubblica di acquisto e scambio. Questa formula prevede un corrispettivo composto da denaro e azioni, secondo le condizioni indicate nella documentazione dell’operazione.
Nel comunicato ufficiale del 16 luglio 2026, Poste Italiane aveva annunciato l’approvazione del documento di offerta da parte della Consob, avvenuta con delibera del 15 luglio. Il calendario prevedeva un primo periodo di adesione dal 20 luglio all’11 settembre, con la possibilità di riaprire i termini dal 21 al 25 settembre.
La riapertura ha segnato un passaggio decisivo. Il TG Poste del 26 settembre ha riportato, sulla base dei risultati provvisori, una partecipazione complessiva dell’85,822% del capitale. La percentuale è coerente con il dato arrotondato a circa l’86% contenuto nella comunicazione sull’avvio del coordinamento.
Occorre distinguere la chiusura delle adesioni dal pagamento del corrispettivo. Il calendario pubblicato a luglio indicava il 2 ottobre 2026, salvo proroghe, come data prevista per il pagamento agli azionisti che avessero aderito durante la riapertura.
Con la delibera del Cda, l’attenzione si sposta ora sull’attuazione industriale del nuovo assetto. La quota acquisita costituisce il presupposto del controllo; il regolamento definisce invece il funzionamento dei rapporti tra capogruppo, TIM e società controllate.
Direzione e coordinamento: come funzionerà il nuovo assetto
Il Regolamento di governo operativo disciplina il raccordo tra le due aziende e assicura l’allineamento di TIM e delle sue controllate alle strategie del gruppo facente capo a Poste Italiane.
Secondo la comunicazione, le attività saranno esercitate dal Consiglio di amministrazione, dall’amministratore delegato e dal direttore generale, attraverso i poteri attribuiti a ciascuno. Parteciperanno inoltre le strutture organizzative di Poste, nei rispettivi ambiti di competenza.
Il modello prevede la gestione accentrata di attività oppure il loro coordinamento funzionale, con l’obiettivo di ottenere economie di scala e migliorare l’efficienza dei processi. Poste avrà visibilità sulle principali iniziative di TIM e sarà coinvolta preventivamente nella valutazione delle operazioni di maggiore importanza strategica.
In termini pratici, questo assetto può consentire di raccordare programmazione, risorse e decisioni tra società appartenenti allo stesso gruppo. I risparmi e i benefici effettivi dipenderanno però dalle misure che verranno realizzate: nella comunicazione fornita non sono indicati importi delle sinergie né un calendario dettagliato degli interventi.
Il tema si inserisce nella disciplina italiana dei gruppi societari. L’articolo 2497 del Codice civile, richiamato anche in un provvedimento pubblicato su Normattiva, prevede responsabilità per chi esercita direzione e coordinamento violando i principi di corretta gestione e causando pregiudizi a soci o creditori.
La ricerca di benefici per il gruppo deve quindi accompagnarsi all’attenzione per gli interessi delle società coinvolte.
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Clienti, lavoratori e azionisti: le implicazioni e i prossimi passi
Per i clienti TIM, la novità annunciata riguarda anzitutto la governance. Il testo fornito non comunica modifiche a tariffe, contratti, servizi o marchio. Eventuali cambiamenti commerciali dovranno essere oggetto di comunicazioni specifiche, con le relative condizioni.
L’integrazione di infrastrutture, tecnologie e competenze è indicata come una delle finalità della nuova fase. Potrebbe sostenere lo sviluppo di servizi e una maggiore efficienza organizzativa, ma al momento non vengono presentate nuove offerte né tempi di lancio. Questi restano possibili ambiti di sviluppo, da valutare sulla base delle successive decisioni.
Anche per i lavoratori, il comunicato non dettaglia interventi su organici, sedi o assetti occupazionali. Il riferimento al coordinamento industriale e gestionale non permette, da solo, di ricavare conseguenze concrete sul personale.
Per gli azionisti di minoranza, assume rilievo il richiamo all’autonomia giuridica di TIM e delle controllate. La comunicazione sull’avvio della direzione e del coordinamento non annuncia una fusione né stabilisce nuovi passaggi riguardanti la permanenza del titolo in Borsa.
I prossimi sviluppi saranno quindi legati all’applicazione del regolamento e alla definizione delle sinergie industriali. Saranno le successive comunicazioni societarie a chiarire quali attività verranno integrate, con quali investimenti e con quali risultati attesi.
La delibera rappresenta il primo quadro operativo della nuova fase: dopo l’offerta e il controllo azionario, Poste e TIM dovranno trasformare gli obiettivi condivisi in interventi misurabili.









