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Presentato “Le Terme di Acquasanta: la storia e il restauro”, pubblicato da FAS Editore. Il recupero del complesso guarda al 2027, mentre la nuova esposizione invita cittadini e collezionisti a contribuire con oggetti e testimonianze.

Restituire al paese le sue terme significa anche ricostruire la storia di chi le ha frequentate, gestite e vissute. È questo il filo che ha attraversato la presentazione di “Le Terme di Acquasanta: la storia e il restauro”, il libro di Marco Corradi, pubblicato da FAS Editore, e l’inaugurazione della mostra “Acquasanta: il paese attorno alle terme”.

L’incontro si è svolto domenica 11 ottobre 2026, al Centro parrocchiale Don Orione, riunendo amministratori, esperti e rappresentanti del territorio. Il volume è stato il punto di partenza per discutere il legame tra patrimonio storico, recupero architettonico e prospettive economiche.

La mostra aggiunge una dimensione partecipata a questo percorso: comprende oggetti acquisiti dal Comune di Acquasanta Terme e materiali della collezione privata Brandozzi. L’invito a contribuire resta aperto a chi possiede elementi utili ad arricchire il racconto, antichi o più recenti.

Durante la presentazione, il sindaco Sante Stangoni ha indicato gli obiettivi temporali dei lavori: rendere fruibile la parte esterna del complesso da marzo 2027 e completare gli interventi nella grotta entro la fine dello stesso anno.

Sono prospettive annunciate dall’amministrazione, attorno alle quali si costruisce una sfida più ampia: riportare le terme nella vita del paese, insieme alla memoria che custodiscono.

Il libro di Acquasanta Terme: ricostruire la storia insieme 

Il lavoro di Corradi nasce dalla volontà dell’amministrazione comunale di affiancare al recupero dell’architettura termale una ricerca sulla sua evoluzione. L’autore ha spiegato di aver cercato di raccogliere quante più fonti possibili, per delineare un quadro del percorso compiuto dal complesso nei secoli.

Nell’intervista rilasciata a Picenotime, Corradi ha evitato di definire la ricostruzione “completa”, sottolineando implicitamente la natura aperta della ricerca storica: nuove testimonianze possono aggiungere informazioni e consentire ulteriori approfondimenti.

Il rapporto tra terme e comunità trova riscontro anche nelle fonti comunali. La storia della banda cittadina, per esempio, ricorda che nel 1873 la sua istituzione rispondeva anche all’esigenza di offrire momenti di svago ai forestieri e ai frequentatori delle terme. Un dettaglio che mostra come la presenza termale influenzasse la vita sociale del paese. 

A moderare la presentazione è stata Luana Cimino, giornalista dell’agenzia Adnkronos. Dopo i saluti istituzionali, sono intervenuti Giovanni Martinelli, dell’Istituto per la Storia del Risorgimento italiano, Comitato di Ascoli Piceno; Pier Francesco Ferranti, presidente di Nuove Terme di Acquasanta S.p.A.; Daniele Travaglini, specialista in chirurgia vascolare ed esperto di terapia termale; e Manuel Soldato, direttore sanitario del Gemelli Medical Center.

Il confronto ha così collegato ricerca storica, gestione del complesso e competenze sanitarie.

I lavori e il futuro: gli obiettivi annunciati per il 2027

«Le Terme rappresentano il cuore di Acquasanta», ha affermato Stangoni, collegando il recupero del complesso alla possibilità di creare nuove opportunità economiche e contrastare lo spopolamento.

Il calendario indicato distingue due passaggi: fruibilità della parte esterna da marzo 2027 e completamento dei lavori nella grotta entro dicembre 2027. Le date costituiscono obiettivi dichiarati e non vanno confuse con una riapertura già avvenuta.

Il recupero si inserisce nel quadro degli interventi pubblici per il territorio. L’ordinanza commissariale del 3 luglio 2025 ha riunito in un intervento unitario le opere relative a piscina, grotta sudatoria e strutture collegate, indicando un importo complessivo di 5,121 milioni di euro. 

All’incontro, il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli ha richiamato la necessità di accompagnare i cantieri con attività capaci di mantenere vivi i luoghi: «Bisogna risistemare i fabbricati, ma allo stesso tempo fare in modo che, una volta ricostruiti, non rimangano vuoti».

Nel suo intervento ha indicato termalismo, turismo, risorse naturali e patrimonio culturale tra le potenzialità di Acquasanta, insieme al travertino e al miglioramento dei collegamenti.

Per cittadini e operatori, il passaggio decisivo sarà quindi seguire l’avanzamento degli interventi e conoscere le future modalità di utilizzo del complesso, distinguendo il completamento delle opere dall’attivazione dei servizi.

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La mostra cresce con gli oggetti e i ricordi dei cittadini

Al termine della presentazione è stata inaugurata “Acquasanta: il paese attorno alle terme”. Il titolo sposta lo sguardo dal solo edificio alla comunità che, nel tempo, si è sviluppata intorno alle acque termali.

I materiali provenienti acquisiti dal Comune di Acquasanta Terme e dalla collezione privata Brandozzi contribuiscono a questo racconto. L’esposizione viene proposta come un patrimonio da arricchire: chi conserva oggetti, documenti o altre testimonianze pertinenti è invitato a segnalarli agli organizzatori.

L’interesse non riguarda esclusivamente i pezzi antichi. Anche materiali più recenti possono aiutare a comprendere trasformazioni, attività e abitudini, purché collegati alla storia raccontata dalla mostra.

Il presidente del BIM Tronto, Luigi Contisciani, ha sottolineato il valore della trasmissione della memoria: «La storia va conosciuta, scritta e ricordata, soprattutto per trasmetterla alle nuove generazioni». Ha inoltre ribadito l’impegno dell’ente nel sostenere iniziative culturali e turistiche delle aree interne.

Alla presentazione ha partecipato, per i saluti istituzionali, anche l’assessore alle Terme Luigi Capriotti.

Libro e mostra avviano così due percorsi complementari: il primo raccoglie e organizza le fonti, la seconda permette alla comunità di contribuire attraverso ciò che ha conservato. Mentre proseguono i lavori, questa partecipazione può restituire alle terme anche le storie delle persone, rendendo il recupero un’occasione di conoscenza condivisa.

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