Primo incontro tra Comune e CSV Marche per costruire il progetto. Il percorso coinvolgerà associazioni, Terzo settore e Comuni vicini, con nuovi appuntamenti di ascolto nelle prossime settimane.
Ascoli Piceno avvia il percorso verso la candidatura a Capitale italiana del Volontariato 2028. L’Amministrazione comunale ha organizzato un primo incontro con la partecipazione di rappresentanti del CSV Marche ETS, dando inizio al lavoro che dovrà portare alla costruzione del dossier.
Si tratta di una fase preparatoria: il confronto appena avviato servirà a definire contenuti, obiettivi e modalità di partecipazione. La candidatura dovrà essere proposta congiuntamente dal Comune e dal Centro di servizio per il volontariato territorialmente competente.
Il riconoscimento è promosso da CSVnet, l’associazione nazionale dei Centri di servizio per il volontariato, in collaborazione con ANCI e in partenariato con Forum Nazionale del Terzo Settore e Caritas Italiana. Il progetto valorizza il contributo del volontariato alla coesione sociale e al bene comune.
L’intenzione dell’Amministrazione ascolana è costruire una proposta che superi i confini cittadini, coinvolgendo Comuni limitrofi, associazioni e realtà del Terzo settore.
Il punto di partenza sarà il lavoro già svolto sul territorio: esperienze, competenze e collaborazioni che sostengono quotidianamente persone e comunità. Le prossime settimane saranno dedicate a nuovi incontri per raccogliere idee e individuare le iniziative da inserire nel progetto.
L’obiettivo è arrivare a una candidatura condivisa, capace di rappresentare il tessuto associativo e di indicare come rafforzarne il ruolo nel futuro.
Che cos’è il titolo di Capitale italiana del Volontariato
La Capitale italiana del Volontariato è un riconoscimento annuale che pone al centro il rapporto tra associazioni, cittadini e amministrazioni locali. Il progetto nazionale promuove la capacità dei territori di valorizzare l’impegno volontario nelle politiche di comunità.
Il percorso congiunto tra Comune e CSV costituisce un elemento essenziale: mette in relazione la responsabilità dell’ente locale e la conoscenza delle organizzazioni impegnate sul territorio.
CSVnet presenta l’iniziativa come una “piattaforma di comunità”, nella quale le priorità delle amministrazioni possono incontrare le energie delle associazioni e dei cittadini.
Per Ascoli, il primo incontro serve quindi a impostare un lavoro collettivo. La costruzione del dossier richiederà di selezionare esperienze significative, mettere a fuoco le esigenze e definire una proposta riconoscibile.
Il comunicato non indica ancora una data di presentazione formale, un calendario pubblico degli incontri o un programma definitivo per il 2028. Questi elementi appartengono ai passaggi successivi.
L’avvio del percorso, inoltre, non equivale all’assegnazione del titolo: Ascoli dovrà confrontarsi con la procedura nazionale e con le altre eventuali candidature.
Il valore della preparazione può comunque andare oltre l’esito della selezione. Mettere attorno allo stesso tavolo soggetti diversi offre l’occasione di individuare collaborazioni, riconoscere attività poco visibili e rendere più chiaro il contributo del volontariato alla vita cittadina.
Fioravanti e Brugni: dare visibilità al lavoro delle associazioni
Per il sindaco Marco Fioravanti, la candidatura nasce dalla volontà di riconoscere un impegno spesso lontano dai riflettori.
«I volontari sono una presenza preziosa per la nostra città», sottolinea il primo cittadino, richiamando il ruolo di chi si prende cura delle persone in difficoltà e contribuisce al benessere della comunità.
Fioravanti presenta la partecipazione al percorso per il 2028 anche come un ringraziamento pubblico. L’Amministrazione intende accompagnare il progetto attraverso il confronto con le realtà coinvolte, facendo leva sulla disponibilità alla collaborazione.
Il vicesindaco e assessore con delega ai rapporti con il volontariato, Massimiliano Brugni, insiste invece sulla capacità del territorio di lavorare insieme.
«Ascoli può contare su un tessuto del volontariato solido e unito, capace di fare squadra», afferma. L’eventuale riconoscimento, nella sua lettura, darebbe visibilità all’intera città e al contributo dell’associazionismo nel renderla più accogliente e coesa.
Il tema centrale resta dunque il rapporto tra istituzioni e partecipazione civica. Il dossier dovrà trasformare questa impostazione in contenuti concreti, rappresentando le diverse esperienze senza ridurle a un semplice elenco di iniziative.
Per le associazioni, la fase di ascolto annunciata sarà il momento nel quale portare proposte e bisogni. Per l’Amministrazione, sarà l’occasione di costruire una sintesi che tenga insieme quanto già esiste e ciò che il territorio intende sviluppare.
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Il ruolo del CSV e i prossimi incontri aperti al territorio
Massimo Lauri, presidente della Delegazione provinciale CSV di Ascoli Piceno, collega il progetto a un percorso maturato nel tempo.
«Non si tratta di un’iniziativa estemporanea», precisa, spiegando che il sostegno alla candidatura nasce soprattutto dal lavoro compiuto negli ultimi anni sul territorio provinciale.
L’impostazione punta quindi a valorizzare una base di relazioni già presente. Un esempio recente è lo Speed Date del Volontariato, promosso dal CSV Marche insieme al Comune e alla Bottega del Terzo Settore per favorire l’incontro tra studenti e organizzazioni locali. L’iniziativa aveva l’obiettivo di avvicinare i giovani alla partecipazione volontaria.
Il coinvolgimento di nuove persone rappresenta uno dei possibili ambiti di confronto, accanto alla collaborazione tra associazioni e alla capacità di rispondere alle esigenze delle comunità.
Nelle prossime settimane sono annunciati ulteriori incontri di condivisione e ascolto, aperti alle realtà interessate. Serviranno a raccogliere contributi da inserire nel progetto.
Il percorso guarderà anche ai Comuni vicini, per dare alla proposta una dimensione territoriale più ampia. Modalità operative e appuntamenti dovranno essere comunicati nei successivi aggiornamenti.
Per ora, il risultato concreto è l’avvio del tavolo tra Comune e CSV. Da questo confronto prenderà forma il dossier con cui Ascoli intende proporre il proprio modello di collaborazione e puntare al titolo di Capitale italiana del Volontariato 2028.









