La Giunta definisce la composizione del gruppo tecnico: coinvolte le cinque ATA, Arpam e Regione. Previsto un confronto periodico con Province e Anci Marche. La localizzazione deve ancora essere individuata.
Le Marche avviano il percorso per individuare il sito del nuovo impianto regionale destinato a completare il ciclo dei rifiuti. La Giunta ha definito la composizione del gruppo di lavoro incaricato degli approfondimenti territoriali e ambientali necessari alla scelta.
La decisione dà attuazione al Piano regionale di gestione dei rifiuti, approvato dall’Assemblea legislativa nel luglio 2026. L’obiettivo dichiarato è incrementare il recupero di materia ed energia e ridurre progressivamente il ricorso alle discariche.
Il provvedimento riguarda l’organizzazione del lavoro: non individua ancora il Comune o l’area che ospiterà l’impianto. Anche i nomi dei tecnici e il coordinatore saranno stabiliti con un successivo atto.
Accanto al gruppo tecnico opererà un tavolo politico-istituzionale, con l’assessore regionale competente, i presidenti delle Province e il presidente di Anci Marche, o loro delegati. Le attività saranno condivise periodicamente per accompagnare l’analisi con un confronto tra Regione ed enti locali.
Per cittadini e territori si apre quindi una fase preliminare, dalla quale dovranno emergere gli elementi necessari a valutare la localizzazione. Restano da definire, nei passaggi successivi, le caratteristiche concrete della proposta e il percorso che porterà alla sua realizzazione.
Chi farà parte del gruppo tecnico e quali compiti avrà
Il gruppo di lavoro comprenderà sette componenti: un rappresentante per ciascuna delle cinque Assemblee territoriali d’ambito, un rappresentante dell’Arpam e un tecnico della Regione Marche.
Le ATA sono gli enti che organizzano il servizio dei rifiuti nei diversi territori marchigiani. Il loro coinvolgimento porta nel confronto la conoscenza delle esigenze dei rispettivi ambiti e dell’organizzazione locale della gestione.
L’Agenzia regionale per la protezione ambientale delle Marche parteciperà invece agli approfondimenti attraverso il proprio rappresentante, insieme alla struttura tecnica regionale.
Il compito annunciato è svolgere le analisi territoriali e ambientali necessarie all’individuazione del sito. La composizione del gruppo mette quindi insieme più livelli di competenza, in una valutazione che avrà una dimensione regionale.
La Giunta non ha ancora indicato i nominativi: un successivo provvedimento formalizzerà le designazioni e individuerà il soggetto incaricato di coordinare le attività.
La partecipazione al gruppo non prevede compensi né rimborsi spese. Questo dato riguarda il funzionamento dell’organismo e non rappresenta una stima dei costi del futuro impianto.
Nella comunicazione non sono riportati un elenco di aree candidate o una graduatoria preliminare. Non è quindi possibile attribuire a un territorio una posizione preferenziale sulla base della sola costituzione del gruppo.
La prima verifica concreta riguarderà l’avvio delle attività dopo le nomine e la definizione degli approfondimenti da svolgere.
Il confronto con Province e Comuni accompagnerà le valutazioni
Il percorso prevede una condivisione periodica con un tavolo politico-istituzionale. Ne faranno parte l’assessore regionale competente, i presidenti delle Province e il presidente di Anci Marche, con la possibilità di partecipazione tramite delegati.
L’intenzione è mantenere un collegamento tra le analisi tecniche e le istituzioni che rappresentano i territori.
Il ruolo dei due livelli va distinto: il gruppo svolgerà gli approfondimenti previsti, mentre il tavolo accompagnerà il percorso attraverso il confronto istituzionale. La comunicazione non attribuisce automaticamente a questo organismo tutte le decisioni o autorizzazioni successive.
Per le comunità interessate, saranno importanti la chiarezza delle informazioni e la possibilità di comprendere criteri, alternative ed effetti delle scelte.
Il coinvolgimento degli enti locali annunciato dalla Regione non coincide, da solo, con un calendario di incontri pubblici. Nel testo non sono ancora indicate assemblee aperte ai cittadini, scadenze per osservazioni o altre modalità specifiche di partecipazione.
Anche i tempi della localizzazione restano da precisare. La definizione della composizione del gruppo rappresenta un passaggio organizzativo, non la conclusione dell’iter.
Per valutare l’avanzamento del progetto serviranno quindi gli atti successivi: nomine, risultati degli approfondimenti e comunicazioni sulle ipotesi considerate. Saranno questi documenti a permettere un confronto fondato sulle caratteristiche effettive della proposta.
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Recupero e discariche: perché il nuovo impianto riguarda l’intera regione
La finalità indicata dal Piano è completare il ciclo di gestione, aumentando il recupero e riducendo il conferimento in discarica. Il tema si inserisce nel quadro europeo dell’economia circolare.
Gli obiettivi dell’Unione prevedono per i rifiuti urbani almeno il 60% di preparazione per il riutilizzo e riciclaggio entro il 2030, e il 65% entro il 2035.
La disciplina europea sulle discariche stabilisce inoltre l’obiettivo di limitare entro il 2035 il conferimento dei rifiuti urbani al 10% o meno del totale prodotto in peso, secondo le condizioni normative applicabili.
Occorre però distinguere riciclaggio e recupero energetico: non sono la stessa operazione. La gerarchia europea privilegia prevenzione, preparazione per il riutilizzo e riciclaggio rispetto alle altre forme di recupero e allo smaltimento.
La realizzazione di un impianto va quindi letta insieme al funzionamento dell’intero sistema, dalla produzione dei rifiuti alla raccolta e al trattamento.
Per i cittadini, l’annuncio non modifica automaticamente calendari di conferimento o tariffe. Il comunicato non presenta stime sugli effetti della futura struttura sulla Tari, né indica capacità di trattamento, costo o data di entrata in servizio.
Il prossimo passaggio sarà la nomina dei componenti e del coordinatore. Da lì prenderà avvio il lavoro necessario a trasformare l’indirizzo del Piano in una proposta di localizzazione motivata e verificabile.









