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Per la Giornata mondiale del 29 ottobre, l’azienda presenta il modello che collega emergenza, Stroke Unit e riabilitazione domiciliare. Al centro il lavoro delle équipe e la continuità dopo la dimissione.

Intervenire rapidamente quando compare un ictus e accompagnare il paziente anche dopo il ricovero, fino al rientro a casa. È il percorso assistenziale illustrato da Asst Lariana in occasione della Giornata mondiale contro l’ictus, che si celebra il 29 ottobre.

Il punto di riferimento per la fase acuta è l’ospedale Sant’Anna, centro Hub della rete Stroke lombarda per il bacino provinciale. Qui l’intervento d’urgenza si integra con il lavoro della Stroke Unit e con i servizi che seguono la persona nelle fasi successive.

Il modello comprende neurologi, infermieri, professionisti della riabilitazione e servizi territoriali, con il coinvolgimento delle famiglie e dei caregiver. La presa in carico prosegue attraverso controlli, riabilitazione e prevenzione delle complicanze, secondo le necessità del singolo paziente.

Ictus, perché il soccorso tempestivo resta fondamentale

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La catena dell’emergenza parte dal territorio, attraverso il 112 e il coordinamento con AREU, l’Agenzia regionale emergenza urgenza. Il raccordo permette di preallertare l’équipe ospedaliera durante il trasporto, preparando l’accoglienza e gli accertamenti.

In presenza di improvvisa difficoltà a parlare, debolezza di un braccio, asimmetria del volto, perdita di equilibrio o alterazioni della vista, è necessario chiamare subito i soccorsi. Anche sintomi che sembrano attenuarsi richiedono una valutazione urgente. L’ictus è infatti un’emergenza nella quale la rapidità dell’assistenza può incidere sugli esiti. 

Per l’ictus ischemico, provocato dall’ostruzione di un vaso, i trattamenti possono comprendere la trombolisi farmacologica e, quando indicata, la trombectomia meccanica, procedura che consente di rimuovere il coagulo.

Le linee guida AHA/ASA 2026 includono l’impiego di tenecteplase nei pazienti idonei alla trombolisi e aggiornano le indicazioni alla trombectomia, possibile fino a 24 ore dall’esordio in pazienti selezionati, sulla base delle condizioni cliniche e degli esami di imaging. Questo intervallo non significa che si possa aspettare: valutazione e trattamento devono avvenire il prima possibile. 

Asst Lariana riferisce di aggiornare i propri percorsi alle evidenze scientifiche internazionali, utilizzando TC e risonanza magnetica per orientare le decisioni terapeutiche.

La Stroke Unit del Sant’Anna e il lavoro multidisciplinare

La Stroke Unit rappresenta il centro dell’assistenza ospedaliera nella fase acuta. Afferisce alla Neurologia di Asst Lariana, guidata ad interim dalla dottoressa Alessia Lanari, direttrice della struttura Neuroterritoriale.

La gestione del paziente si fonda sulla collaborazione tra neurologi, infermieri dedicati, operatori socio-sanitari, fisiatri, fisioterapisti, logopedisti e neuropsicologi.

Il lavoro si svolge in raccordo con Pronto Soccorso, Neuroradiologia interventistica, Neurochirurgia, Cardiologia, Chirurgia vascolare e Rianimazione. L’obiettivo è affrontare insieme le diverse necessità che possono emergere dopo un evento cerebrovascolare.

Asst Lariana richiama inoltre l’adesione al Progetto Angels e al programma ESO Angels Awards, che monitora indicatori dell’assistenza all’ictus. Tra i parametri considerati figura il tempo che intercorre tra l’arrivo in Pronto Soccorso e l’avvio della trombolisi, indicato come door-to-needle.

Dopo la fase acuta, quando necessario, il percorso può proseguire nel reparto di Neurologia della stessa struttura complessa, mantenendo la continuità della gestione.

Accanto ai professionisti operano i volontari della sezione comasca di A.L.I.Ce. ODV, l’Associazione per la lotta all’ictus cerebrale, che offrono accoglienza e orientamento alle famiglie. Un sostegno per affrontare le informazioni, le difficoltà e i cambiamenti legati alla malattia.

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Riabilitazione domiciliare e sostegno ai caregiver

Il rientro a casa è una fase del percorso. Per alcuni pazienti significa confrontarsi con difficoltà motorie, disturbi del linguaggio o nuove esigenze di assistenza quotidiana.

Secondo quanto illustrato dall’azienda, grazie ai finanziamenti PNRR e alla struttura Neuroterritoriale, Asst Lariana ha organizzato un modello integrato di controlli e presa in carico successiva al ricovero.

Per i pazienti con esiti minori o disabilità stabilizzata, in base alla valutazione dei bisogni e all’attivazione dei servizi, le cure possono proseguire al domicilio. Il raccordo coinvolge l’Assistenza domiciliare integrata, ADI, e le Centrali operative territoriali, COT.

Un’équipe itinerante composta da fisioterapisti, logopedista e infermiere segue il paziente e supporta la famiglia, mantenendo il collegamento con i neurologi e con i servizi territoriali.

Il modello descritto dall’Ast punta a portare la riabilitazione motoria e del linguaggio nel contesto quotidiano, monitorare i fattori di rischio cardiovascolare e prevenire le complicanze. Tra gli obiettivi rientrano anche il sostegno ai caregiver e la riduzione degli accessi ospedalieri non necessari.

Lanari: «L’intervento non finisce con la dimissione»

«L’intervento sull’ictus non finisce con la dimissione dall’ospedale», sottolinea Alessia Lanari. «Se in fase acuta ogni minuto è fondamentale per salvare tessuto cerebrale, nella fase cronica ogni giorno è prezioso per restituire autonomia e qualità di vita».

La specialista richiama il contributo dei fondi PNRR e della rete Neuroterritoriale, che consentono di portare l’équipe multidisciplinare nelle case dei pazienti e rendere l’assistenza più vicina ai bisogni delle famiglie.

Asst Lariana sta inoltre perfezionando il Percorso diagnostico terapeutico assistenziale del paziente cerebrovascolare, il PDTA, con un’attenzione alla prevenzione primaria e secondaria sul territorio: prevenire il primo evento e ridurre il rischio che se ne verifichino altri.

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