Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di Bilancio da 26 miliardi. Tra gli annunci figurano il premio ai giovani tassato all’1%, l’estensione dell’aliquota Irpef al 33% e nuove misure per autonomi e famiglie.
Un premio da 2.500 euro per i lavoratori under 30, con tassazione all’1%, e l’estensione dell’aliquota Irpef al 33% fino a 55 mila euro. Sono tra le principali novità annunciate dopo il via libera del Consiglio dei ministri al disegno di legge di Bilancio 2027, approvato il 28 ottobre.
La manovra vale complessivamente 26 miliardi di euro, rispetto ai 23,5 miliardi inizialmente indicati. Nel pacchetto trovano spazio interventi sul lavoro, l’innalzamento della soglia della flat tax per gli autonomi e un fondo previdenziale per i nuovi nati.
Il passaggio in Consiglio dei ministri riguarda però il disegno di legge: le disposizioni devono affrontare l’esame parlamentare prima di diventare definitive. Importi annunciati e requisiti operativi vanno quindi distinti dalle agevolazioni già utilizzabili.
Premio da 2.500 euro under 30: cosa è stato annunciato
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato un premio per i giovani lavoratori con meno di 30 anni, indicando un importo di 2.500 euro tassato all’1%.
Secondo la dichiarazione riportata dall’ANSA, il premio potrà essere ricevuto in dodici mensilità oppure in un’unica soluzione. L’obiettivo dichiarato è sostenere i giovani che iniziano a lavorare in Italia e contrastare la scelta di trasferirsi all’estero per costruire il proprio futuro.
L’annuncio non permette ancora di presentarlo come un bonus automatico di 2.500 euro per tutti gli under 30. Per capire chi potrà beneficiarne occorre verificare nel testo le condizioni relative al rapporto di lavoro, gli eventuali limiti di reddito, la natura del premio e le modalità di riconoscimento.
Anche il calcolo del netto richiede attenzione. Applicando soltanto un’imposta dell’1% a 2.500 euro, il prelievo sarebbe di 25 euro, con una differenza di 2.475 euro. È un semplice calcolo fiscale, non la certificazione dell’accredito finale: restano da chiarire il trattamento contributivo e le altre condizioni.
Non risultano quindi definibili, sulla base del solo annuncio, una procedura di domanda o una data di pagamento.
Irpef 2027: aliquota al 33% fino a 55 mila euro
L’altro intervento riguarda il ceto medio, con l’estensione dell’aliquota del 33% alla fascia di reddito tra 50 mila e 55 mila euro, oggi soggetta al 43%.
Il meccanismo è progressivo: l’aliquota più bassa si applicherebbe alla quota di reddito interessata, non all’intero reddito del contribuente.
Se il testo definitivo confermasse questa impostazione, la riduzione sarebbe di dieci punti percentuali su un massimo di 5.000 euro di imponibile. Il beneficio teorico massimo arriverebbe quindi a 500 euro annui, prima di considerare eventuali altre disposizioni.
| Reddito imponibile annuo | Quota interessata dal taglio | Risparmio Irpef teorico annuo |
|---|---|---|
| 50.000 euro | Nessuna | 0 euro |
| 51.000 euro | 1.000 euro | 100 euro |
| 52.500 euro | 2.500 euro | 250 euro |
| 55.000 euro | 5.000 euro | 500 euro |
Elaborazione esemplificativa sull’estensione dal 43% al 33%, da verificare sul testo definitivo.
L’imponibile fiscale non coincide necessariamente con la retribuzione annua lorda. Inoltre, per i redditi superiori a 55 mila euro, il risultato dipenderà anche da eventuali limiti o correttivi.
L’estensione è entrata nel quadro della manovra dopo che, nei giorni precedenti, la sua inclusione era apparsa incerta.
Flat tax fino a 100 mila euro e fondo per i neonati
Per i lavoratori autonomi viene annunciato l’innalzamento della soglia della flat tax dagli attuali 85 mila a 100 mila euro.
Il riferimento non è a una tassazione piatta estesa indistintamente a tutti i contribuenti: riguarda il regime degli autonomi, con i requisiti e le esclusioni previsti dalla disciplina. Va inoltre distinto il trattamento delle imposte sui redditi da quello dell’IVA, sul quale resta il confronto con le istituzioni europee.
Tra gli interventi per le famiglie figura un fondo previdenziale per i nuovi nati, alimentato dallo Stato con 100 euro all’anno fino ai 18 anni.
Si tratta di un accantonamento previdenziale, non di un assegno annuale immediatamente disponibile per le spese familiari. Le condizioni di gestione e utilizzo dovranno essere chiarite dalla disciplina definitiva.
Sul lavoro, il pacchetto comprende anche agevolazioni sugli incrementi di reddito dei giovani dipendenti. Queste disposizioni non devono essere confuse automaticamente con il premio da 2.500 euro: platee, basi di calcolo e condizioni possono essere differenti.
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Tredicesime e approvazione definitiva: cosa resta da verificare
Rispetto alle ipotesi circolate prima del Consiglio dei ministri, la detassazione generalizzata delle tredicesime non trova spazio nel quadro approvato, secondo le ricostruzioni disponibili. Non è quindi corretto considerare acquisito lo sconto al 10% o al 15% prospettato nei giorni precedenti.
La manovra passa ora al Parlamento. Durante l’esame potranno cambiare soglie, coperture e condizioni degli interventi.
Per il premio under 30, i punti decisivi saranno chi lo finanzia e lo riconosce, quali lavoratori vi accedono e come viene calcolato. Per l’Irpef conteranno gli scaglioni definitivi e gli eventuali correttivi; per gli autonomi, le condizioni del nuovo limite.
Solo dopo questi passaggi sarà possibile trasformare gli annunci in un calcolo attendibile per il singolo contribuente.









