Lo schema approvato dal Governo introduce una velocità minima per la corsia accanto allo spartitraffico in determinate condizioni. La sanzione proposta parte da 40 euro, ma la disposizione non è ancora applicabile: cosa cambia rispetto alle regole attuali.
Viaggiare sotto i 100 km/h nella corsia più a sinistra dell’autostrada potrebbe diventare una violazione specifica del nuovo Codice della strada. La previsione compare nello schema di decreto legislativo approvato in esame preliminare dal Consiglio dei ministri il 13 ottobre 2026, successivamente trasmesso alle Camere per i pareri.
Il punto da chiarire subito è che la nuova multa non è in vigore. Al 2 novembre 2026, la scheda ufficiale della Camera indica l’Atto del Governo n. 448 come ancora in corso di esame, con termine per i pareri delle commissioni fissato al 12 gennaio 2027. L’approvazione preliminare non rende quindi automaticamente applicabili le nuove disposizioni.
La proposta interviene su un comportamento già regolato dal Codice attuale: procedere troppo lentamente può costituire intralcio, mentre occupare la corsia di sinistra quando quella di destra è libera può violare le norme sulla posizione dei veicoli. La novità consiste nell’aggiungere, per determinate situazioni, una soglia numerica di velocità.
Per gli automobilisti è essenziale distinguere questi piani. L’assenza della nuova sanzione non autorizza a restare stabilmente sulla corsia di sorpasso, ma neppure significa che oggi esista un obbligo generale di viaggiare almeno a 100 km/h in autostrada.
Dove si applicherebbe il limite minimo di 100 km/h
Il riferimento è l’articolo 50, comma 5, dello schema pubblicato dalla Camera. La disposizione riguarda la corsia di sinistra adiacente allo spartitraffico centrale, sulle autostrade nelle quali è ammessa la circolazione per file parallele.
C’è una precisazione rispetto ad alcune ricostruzioni circolate online: il comma cita espressamente le autostrade, senza menzionare direttamente le strade extraurbane principali. Non è quindi corretto presentare l’estensione a queste ultime come un dato già acquisito.
La norma proposta non introdurrebbe nemmeno una velocità minima di 100 km/h per l’intera carreggiata. Il divieto riguarda una corsia specifica e resta subordinato alle condizioni indicate nel testo.
Quanto alla sanzione, la tabella allegata allo schema prevede un importo da 40 a 160 euro. Parlare soltanto di “multa da 40 euro” restituisce dunque il valore minimo, senza descrivere l’intero intervallo proposto.
Nella pratica, chi intende mantenere un’andatura inferiore dovrà comunque scegliere la corsia nel rispetto della segnaletica e delle regole sulla circolazione. Anche procedere sopra i 100 km/h non attribuirebbe un diritto a occupare continuativamente quella più a sinistra.
Il tema centrale resta quindi il corretto utilizzo dello spazio stradale: velocità e posizione sulla carreggiata sono obblighi distinti, da rispettare contemporaneamente. Superare la futura soglia minima, da solo, non renderebbe regolare qualsiasi comportamento alla guida.
Traffico, nebbia e cantieri: quando bisogna rallentare
La soglia proposta non impone di mantenere i 100 km/h in ogni circostanza. Lo schema contempla una diversa limitazione indicata dalla segnaletica e situazioni straordinarie legate al traffico o a eventi ambientali e atmosferici.
Per esempio, una coda, un ostacolo o condizioni di visibilità compromessa richiedono di adeguare l’andatura. La lettura pratica della disposizione deve quindi tenere insieme velocità minima, segnali e sicurezza, evitando accelerazioni incompatibili con le condizioni effettive della strada.
Questo principio è già presente nell’articolo 141 del Codice vigente, consultabile sul sito ACI: il conducente deve regolare la velocità considerando il veicolo, la strada, il traffico e le altre circostanze, mantenendo il controllo del mezzo.
Lo stesso articolo vieta di procedere a una velocità talmente ridotta da creare intralcio o pericolo per il normale flusso della circolazione. Oggi, dunque, la valutazione dipende dalle condizioni concrete, senza una soglia generale di 100 km/h per la corsia sinistra.
Anche i limiti massimi continuano a contare. L’articolo 142 stabilisce, in caso di precipitazioni, un massimo generale di 110 km/h sulle autostrade e di 90 km/h sulle extraurbane principali, ferme le ulteriori limitazioni applicabili.
La normativa consente inoltre agli enti proprietari di introdurre limiti minimi segnalati su determinate strade o tratti. Il concetto di velocità minima, quindi, esiste già: la proposta aggiungerebbe una previsione specifica per la corsia indicata.
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Per chi guida, il riferimento attuale resta l’articolo 143 del Codice della strada. Sulle carreggiate con almeno due corsie per senso di marcia, salvo diversa segnalazione, bisogna utilizzare quella libera più a destra; le corsie di sinistra sono riservate al sorpasso.
In termini pratici, conclusa la manovra occorre rientrare quando è possibile farlo in sicurezza. Viaggiare al limite massimo consentito non giustifica l’occupazione della corsia sinistra se quella appropriata sulla destra è libera.
Sul piano normativo, il procedimento riguarda un decreto legislativo sottoposto a parere parlamentare: non va descritto come una legge che debba essere necessariamente approvata articolo per articolo dalle due Camere. Il testo può ancora cambiare prima dell’adozione definitiva.
Anche il calendario richiede attenzione. L’articolo 289 dello schema distingue l’entrata in vigore, prevista per il 1° aprile 2027, dall’efficacia delle disposizioni, indicata al 1° gennaio 2028, con condizioni collegate al regolamento e una possibile decorrenza successiva.
Sono date contenute in una proposta, non scadenze definitive già operative.
Prima di parlare di nuove multe applicabili servirà quindi verificare il testo definitivo, la pubblicazione e la decorrenza effettiva. Nel frattempo, per gli automobilisti valgono gli obblighi attuali: corsia corretta, rispetto dei segnali e velocità adeguata alle condizioni.









