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Cambiano le regole fiscali per le vittime del dovere e i loro familiari. L’INPS recepisce l’orientamento consolidato della Cassazione e amplia l’esenzione IRPEF a tutte le pensioni percepite dal beneficiario, non più soltanto a quelle direttamente collegate all’evento che ha determinato il riconoscimento dello status.

Una svolta attesa da anni e destinata ad avere un impatto concreto sul reddito di migliaia di persone. Con la Circolare n. 51 del 2026, l’INPS ha ufficializzato un importante cambiamento in materia fiscale: le vittime del dovere e gli aventi diritto potranno beneficiare dell’esenzione totale dall’IRPEF su tutti i trattamenti pensionistici percepiti, indipendentemente dal fatto che siano direttamente collegati all’evento che ha originato il riconoscimento del beneficio.

La decisione arriva dopo una serie di pronunce della Corte di Cassazione che hanno chiarito come la normativa vigente non limiti l’agevolazione fiscale alla sola pensione privilegiata o di reversibilità derivante dall’evento traumatico.

L’Istituto previdenziale ha quindi deciso di adeguare la propria interpretazione alle indicazioni della giurisprudenza, ampliando significativamente la portata del beneficio.

Per molti pensionati interessati si tratta di una novità che potrebbe tradursi in un incremento netto degli importi percepiti ogni mese.

Chi sono le vittime del dovere

La normativa italiana riconosce lo status di vittima del dovere a coloro che hanno subito lesioni permanenti o hanno perso la vita durante attività svolte al servizio dello Stato in condizioni particolarmente rischiose.

Tra le categorie interessate rientrano:

  • appartenenti all’Arma dei Carabinieri;
  • agenti della Polizia di Stato;
  • militari della Guardia di Finanza;
  • personale della Polizia Penitenziaria;
  • Vigili del Fuoco;
  • appartenenti alle Forze Armate;
  • magistrati impegnati in attività particolarmente esposte a rischi.

Nel corso degli anni il legislatore ha previsto una serie di misure economiche, previdenziali e assistenziali destinate a queste categorie e ai loro familiari, riconoscendo il particolare sacrificio sostenuto nell’esercizio delle funzioni pubbliche.

L’esenzione fiscale sulle pensioni rappresenta uno dei principali strumenti di tutela previsti dall’ordinamento.

Cosa cambia dal 2026 per le pensioni

La novità più rilevante riguarda l’estensione dell’agevolazione fiscale.

Fino a oggi l’INPS applicava generalmente l’esenzione IRPEF soltanto ai trattamenti pensionistici direttamente collegati all’evento che aveva determinato il riconoscimento dello status di vittima del dovere.

In pratica, altre pensioni eventualmente percepite dal beneficiario continuavano a essere assoggettate alla tassazione ordinaria.

La giurisprudenza della Cassazione ha però chiarito che la legge non prevede alcuna limitazione di questo tipo. Secondo i giudici, il beneficio fiscale deve essere applicato all’intera posizione pensionistica del soggetto interessato.

Recependo questo orientamento, l’INPS ha stabilito che, a partire dall’anno d’imposta 2026, tutti i trattamenti pensionistici di nuova liquidazione e quelli già in pagamento saranno corrisposti senza l’applicazione dell’IRPEF.

Si tratta di una modifica che amplia notevolmente la platea dei redditi pensionistici agevolati.

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Rimborsi per gli anni precedenti: come ottenerli

La circolare dell’INPS affronta anche la situazione relativa agli anni fiscali precedenti al 2026.

Per i periodi d’imposta già trascorsi, l’Istituto non procederà automaticamente alla restituzione delle somme trattenute.

I contribuenti interessati dovranno invece presentare una specifica richiesta di rimborso all’Agenzia delle Entrate, chiedendo la restituzione dell’IRPEF versata e non dovuta secondo il nuovo orientamento interpretativo.

Si tratta di un passaggio particolarmente importante per coloro che negli anni passati hanno subito trattenute fiscali su pensioni che oggi rientrerebbero nell’esenzione totale.

La documentazione necessaria e le modalità operative saranno fondamentali per ottenere il riconoscimento delle somme eventualmente spettanti.

Una decisione che recepisce la giurisprudenza

La scelta dell’INPS rappresenta l’ultimo tassello di un percorso interpretativo sviluppato negli anni dalla magistratura.

Le sentenze della Corte di Cassazione avevano progressivamente consolidato l’idea che il beneficio fiscale dovesse essere letto in maniera estensiva, valorizzando la finalità di tutela prevista dal legislatore per le vittime del dovere.

L’Agenzia delle Entrate aveva già preso atto di questo orientamento e ora anche l’INPS ha formalizzato il cambiamento attraverso una circolare applicativa.

Per le associazioni che rappresentano le vittime del dovere si tratta di un riconoscimento importante, destinato a garantire una tutela economica più ampia e coerente con i principi affermati dalla giurisprudenza.

Dal 2026, dunque, per molti beneficiari le pensioni diventeranno completamente esenti da IRPEF, con effetti immediati sugli importi netti percepiti e sulla fiscalità personale dei soggetti coinvolti.

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