Articolo
Testo articolo principale

La Cina registra una nuova crescita delle infezioni da Covid durante l’estate. A giugno sono stati confermati 79mila casi, mentre nella settimana dal 13 al 19 luglio 2026 la positività nei pazienti con sintomi simil-influenzali ha raggiunto il 16,3%. La variante dominante resta Omicron NB.1.8.1, ma non emergono segnali di una maggiore gravità.

Il Covid torna a crescere in Cina nonostante le temperature estive. I dati del Centro cinese per il controllo e la prevenzione delle malattie mostrano un aumento delle infezioni e una maggiore circolazione di Sars-CoV-2 tra le persone che si rivolgono agli ospedali sentinella con sintomi respiratori.

Nel mese di giugno 2026, le autorità sanitarie cinesi hanno registrato 79mila nuovi casi confermati, compresi 130 casi gravi e un decesso. La morte segnalata riguardava una persona con una patologia preesistente associata all’infezione da Covid.

Il dato mensile risulta in netto aumento rispetto ai 21.861 casi di maggio e ai 23.477 di aprile. Deve però essere letto tenendo conto dei sistemi di sorveglianza e della minore diffusione dei test rispetto agli anni della pandemia: i casi diagnosticati non rappresentano necessariamente tutte le infezioni presenti nella popolazione.

Positività al 16,3%: cosa significa davvero il dato

L’indicatore più recente arriva dalla rete degli ospedali sentinella cinesi. Secondo il rapporto del China CDC, nella settimana compresa tra il 13 e il 19 luglio 2026 il 16,3% dei campioni respiratori prelevati da pazienti ambulatoriali con sindromi simil-influenzali è risultato positivo al coronavirus.

La percentuale è aumentata di 4,3 punti rispetto alla settimana precedente. Nello stesso periodo, la positività all’influenza è stata del 12,6%, mentre quella agli enterovirus si è fermata al 6,8%.

Il 16,3% non indica che sia positivo il 16,3% dell’intera popolazione cinese. Il valore riguarda una popolazione selezionata, composta da persone con sintomi respiratori visitate nelle strutture che partecipano alla sorveglianza.

Tra i pazienti ricoverati con gravi infezioni respiratorie acute, la positività al Covid è stata invece del 5,9%, in diminuzione di un punto rispetto alla settimana precedente. Questa differenza suggerisce che la crescita della circolazione virale non sia accompagnata, almeno per ora, da un aumento proporzionale delle forme più severe.

Le autorità sanitarie hanno definito la trasmissione di livello moderato. La situazione viene quindi monitorata, ma i dati disponibili non indicano un ritorno a uno scenario paragonabile alle prime fasi dell’emergenza pandemica.

La variante NB.1.8.1 domina in Cina: cosa sappiamo

La crescita dei contagi viene associata principalmente alla diffusione di NB.1.8.1, una discendente della famiglia Omicron e della linea JN.1. La variante era stata inserita dall’Organizzazione mondiale della sanità tra quelle “sotto monitoraggio” già nel maggio 2025.

Questa classificazione non significa automaticamente che la variante sia più pericolosa. Indica che presenta caratteristiche genetiche o un vantaggio di crescita tali da giustificare una sorveglianza rafforzata.

Nella sua valutazione dedicata a NB.1.8.1, l’Organizzazione mondiale della sanità aveva considerato basso il rischio aggiuntivo per la salute pubblica a livello globale. I dati non mostravano una capacità di provocare forme più gravi rispetto alle altre varianti circolanti.

Anche le informazioni più recenti raccolte dall’OMS sulle varianti di Sars-CoV-2 non indicano per NB.1.8.1 un aumento documentato della severità clinica. I vaccini aggiornati dovrebbero continuare a offrire protezione soprattutto contro ricovero e malattia grave, pur non impedendo tutte le infezioni.

Il predominio di una variante più capace di diffondersi può comunque determinare un aumento dei casi. Anche una percentuale ridotta di complicazioni, applicata a un numero elevato di contagi, può tradursi in una maggiore pressione sui servizi sanitari.

Perché il Covid aumenta anche durante l’estate

L’aumento cinese viene definito anomalo soprattutto perché avviene nei mesi caldi. Sars-CoV-2, tuttavia, non ha ancora assunto una stagionalità rigida e prevedibile come quella tipicamente osservata per l’influenza nei Paesi temperati.

È il punto evidenziato anche dall’infettivologo Matteo Bassetti nelle sue valutazioni sull’andamento estivo del virus: il caldo può limitare alcune condizioni favorevoli alla trasmissione, ma non interrompe la circolazione del coronavirus.

A favorire le ondate estive possono concorrere diversi fattori:

  • la comparsa di varianti dotate di un vantaggio nella trasmissione;
  • il progressivo calo della protezione immunitaria dopo vaccinazione o infezione;
  • viaggi, eventi e aumento dei contatti sociali;
  • permanenza in ambienti chiusi e climatizzati;
  • riduzione dei test e delle precauzioni individuali.

Non è quindi corretto ritenere che il Covid possa circolare soltanto in autunno e in inverno. Il virus può produrre picchi in momenti diversi dell’anno, specialmente quando incontra una popolazione con una protezione immunitaria diminuita e una variante in grado di eludere parzialmente gli anticorpi.

La crescita osservata non prova, però, che NB.1.8.1 sia intrinsecamente più aggressiva. Al momento l’aumento sembra riguardare soprattutto la trasmissibilità, non la gravità della malattia.

Epatite A in aumento nel Lazio: 120 casi nel 2026, attenzione ai cibi contaminati

Quali rischi ci sono per l’Italia e chi deve proteggersi

Non ci sono attualmente elementi per collegare automaticamente l’ondata cinese a un’imminente emergenza sanitaria in Italia. Le varianti di Sars-CoV-2 circolano a livello internazionale e devono essere monitorate attraverso sequenziamento, sorveglianza ospedaliera e analisi delle acque reflue.

Per la maggior parte delle persone vaccinate o già esposte al virus, l’infezione può manifestarsi con febbre, mal di gola, tosse, stanchezza e dolori muscolari. Il rischio di complicazioni resta più elevato per anziani, immunodepressi, donne in gravidanza e pazienti con malattie croniche.

Le autorità cinesi hanno consigliato alle persone più vulnerabili di utilizzare la mascherina nei luoghi affollati e nelle strutture sanitarie, oltre a verificare la propria copertura vaccinale.

In presenza di sintomi è prudente evitare contatti con persone fragili, aerare gli ambienti e rivolgersi al medico in caso di difficoltà respiratoria, febbre persistente o peggioramento delle condizioni generali. Antibiotici, antivirali e altri farmaci non devono essere assunti senza indicazione medica.

La nuova crescita cinese richiede quindi attenzione, ma non allarmismo: i contagi sono aumentati, mentre i dati disponibili non mostrano una maggiore pericolosità della variante dominante.

TAG: , , , , , , , , ,