Articolo
Testo articolo principale

Dopo quindici giorni di ricerche, le due ragazze di 12 e 16 anni sono state ritrovate sane e salve a Formia. Tre familiari sono stati fermati con l’accusa di sequestro di persona aggravato in concorso. Il padre, sopraffatto dall’emozione, è stato ricoverato in ospedale dopo la notizia del ritrovamento.

Si è conclusa con il ritrovamento delle due sorelle di 12 e 16 anni la vicenda che per oltre due settimane ha tenuto con il fiato sospeso familiari, investigatori e opinione pubblica. Le ragazze, scomparse nella notte tra il 6 e il 7 giugno da una casa famiglia di Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila, sono state trovate dai carabinieri a Formia, nel Sud del Lazio.

Le due minorenni sono state rintracciate all’interno di un’abitazione nel quartiere Rio Fresco e, secondo quanto emerso dalle prime verifiche, si trovano in buone condizioni di salute. Parallelamente al ritrovamento, gli investigatori hanno eseguito il fermo della madre delle ragazze, del suo compagno e del nonno materno, accusati di sequestro di persona aggravato in concorso.

La vicenda apre ora una nuova fase giudiziaria, mentre per le due sorelle è stato disposto il trasferimento in una struttura protetta.

Il ritrovamento a Formia e il fermo dei familiari

Le operazioni che hanno portato al ritrovamento delle due ragazze sono state coordinate dalle procure competenti e dai carabinieri impegnati nelle indagini. Le sorelle sono state trovate all’interno dell’abitazione di una donna anziana, residente a Formia e ritenuta una lontana parente della madre.

Secondo quanto emerso, la donna è attualmente indagata a piede libero. Intervistata dopo il ritrovamento, avrebbe dichiarato di non essere a conoscenza della situazione delle ragazze e delle ricerche in corso.

Nel frattempo, la madre delle due minori è stata trasferita nel carcere di Teramo, mentre il compagno e il nonno sono stati portati nella casa circondariale di Sulmona. I tre sono stati interrogati nella notte negli uffici della Procura della Repubblica di Sulmona prima che venisse disposto il fermo.

Gli investigatori stanno ora cercando di ricostruire nel dettaglio quanto accaduto durante i quindici giorni di assenza delle due ragazze e verificare l’eventuale coinvolgimento di altre persone.

Le indagini dovranno chiarire:

  • come sia stato organizzato l’allontanamento dalla struttura;
  • chi abbia aiutato le ragazze durante gli spostamenti;
  • se vi siano ulteriori responsabilità oltre a quelle già contestate.

Le parole del padre e il ricovero in ospedale

Tra i momenti più toccanti della vicenda ci sono le parole del padre delle due sorelle, che nelle settimane della scomparsa non aveva mai smesso di sperare nel loro ritrovamento.

Dopo la notizia del ritrovamento, l’uomo ha pubblicato un messaggio sui social definendo l’evento l’inizio di una nuova fase per la famiglia.

«Alisya e Sarah sono sane e salve dopo due settimane terribili fatte di ansia e preoccupazione. Si inizia una nuova vita, si riparte da zero», ha scritto.

Nel messaggio il padre ha ringraziato tutte le persone che lo hanno sostenuto durante le ricerche e ha ribadito la volontà di permettere alle figlie di recuperare serenità dopo una vicenda particolarmente difficile.

L’emozione per il lieto fine, tuttavia, avrebbe avuto conseguenze anche sul suo stato fisico. Secondo quanto riferito dall’associazione Penelope Abruzzo, l’uomo ha avuto un malore poco dopo aver appreso del ritrovamento delle ragazze ed è stato accompagnato in ospedale per accertamenti.

Le sue condizioni non desterebbero particolare preoccupazione e il ricovero sarebbe stato causato principalmente dal forte stress accumulato durante i giorni delle ricerche.

Scoppia una gomma, camion si ribalta e perde vernice sull’A1: auto travolta, caos e 8 chilometri di coda

Le indagini e il futuro delle due ragazze

Le indagini proseguono per chiarire tutti gli aspetti della vicenda. Già nei giorni precedenti al ritrovamento, gli investigatori avevano ipotizzato che l’allontanamento delle due sorelle non fosse avvenuto autonomamente, ma con il supporto di persone di fiducia.

L’ipotesi investigativa si è rafforzata dopo il ritrovamento nell’abitazione di familiari e conoscenti riconducibili all’ambiente della madre.

Nel frattempo, le due ragazze sono state affidate alle autorità competenti. I carabinieri hanno provveduto al loro trasferimento in una località protetta nel Sud del Lazio, dove saranno ospitate in una struttura dedicata alla tutela dei minori.

Per gli inquirenti resta prioritario comprendere come sia stato organizzato il trasferimento da Civitella Alfedena fino a Formia e quali siano stati i contatti mantenuti durante le due settimane di assenza.

La vicenda, che aveva mobilitato forze dell’ordine, associazioni e volontari in diverse regioni italiane, si conclude dunque con il ritrovamento delle due sorelle sane e salve. Sul fronte giudiziario, invece, si apre ora una fase delicata che dovrà accertare responsabilità e dinamica dei fatti.

Mentre le indagini proseguono, l’attenzione si concentra soprattutto sul percorso di protezione e recupero delle due ragazze, chiamate a ricostruire la propria quotidianità dopo giorni di grande esposizione mediatica e tensione familiare.

TAG: , , , , , , , , ,