Dopo le polemiche sulla Centrale Operativa 118, la RSU dell’AST di Ascoli Piceno risponde al comunicato della UIL FPL, difendendo la decisione assunta a larga maggioranza e ribadendo che le criticità del personale devono essere risolte con nuove assunzioni, non attraverso le risorse destinate alla produttività collettiva.
Si accende il confronto sindacale all’interno dell’AST di Ascoli Piceno dopo la presa di posizione della UIL FPL sulla gestione delle risorse economiche destinate alla Centrale Operativa del 118. A intervenire è ora la Rappresentanza Sindacale Unitaria (RSU), che con un comunicato replica alle critiche ricevute e difende la scelta approvata durante la seduta del 26 giugno.
La RSU afferma di aver accolto «con stupore» il comunicato diffuso dalla UIL, sottolineando come le contestazioni arrivino da un’organizzazione sindacale che, secondo quanto riportato, non era presente alla riunione nella quale si è svolta la discussione e si è proceduto alla votazione.
Secondo la rappresentanza dei lavoratori, risulta inoltre infondato il riferimento alla mancata comunicazione degli esiti della seduta, evidenziando che il verbale sarebbe stato predisposto entro le 24 ore successive all’incontro.
La proposta riguardava il finanziamento di un progetto per cinque operatori del 118
Nel merito della vicenda, la RSU precisa di non aver mai messo in discussione le difficoltà operative della Centrale Operativa 118, riconoscendone il ruolo essenziale per il territorio.
Il nodo del confronto riguarda invece le modalità individuate per affrontare il problema.
La proposta, spiegano i rappresentanti dei lavoratori, prevedeva l’utilizzo di circa 11 mila euro provenienti dal fondo della produttività collettiva per finanziare un progetto destinato a cinque operatori radio, ai quali sarebbe stato riconosciuto un compenso di 30 euro l’ora.
Secondo la RSU, una scelta di questo tipo avrebbe penalizzato l’insieme dei dipendenti dell’azienda sanitaria, chiamati a contribuire economicamente attraverso una riduzione delle risorse destinate alla produttività per sostenere un progetto rivolto a un numero limitato di lavoratori.
Nel comunicato vengono citate diverse categorie professionali – dagli operatori socio-sanitari agli amministrativi, passando per centralinisti e operatori tecnici – che quotidianamente affrontano carenze di personale, turni aggiuntivi e rientri in servizio senza beneficiare di analoghi incentivi economici.
«Le carenze di organico si risolvono con assunzioni»
La RSU evidenzia inoltre un principio che definisce fondamentale: evitare che il ricorso alle risorse della produttività collettiva diventi uno strumento ordinario per compensare le difficoltà organizzative.
Secondo la rappresentanza sindacale, approvare la proposta avrebbe creato un precedente destinato a riproporsi anche in altri servizi caratterizzati da analoghe criticità.
Per questo motivo la maggioranza dei componenti ha ritenuto che le carenze di personale debbano essere affrontate attraverso strumenti strutturali, come nuove assunzioni, mobilità del personale, utilizzo delle graduatorie concorsuali e una migliore programmazione degli organici, piuttosto che mediante l’impiego delle risorse economiche appartenenti a tutti i lavoratori.
La RSU sottolinea inoltre come lo stesso comunicato della UIL concluda chiedendo un rafforzamento degli organici, obiettivo che, secondo i rappresentanti dei lavoratori, coincide con la posizione espressa dalla stessa RSU.
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Il voto della RSU: 20 contrari, 2 favorevoli e un astenuto
Nel documento vengono infine ricordati i numeri della votazione svolta durante la seduta del 26 giugno.
Su 23 componenti presenti dei 30 complessivi della RSU, la proposta è stata respinta con 20 voti contrari, 2 favorevoli e 1 astensione.
Per la RSU si tratta di una decisione assunta in maniera democratica e che, pur potendo essere oggetto di valutazioni differenti, merita rispetto.
Il comunicato si conclude con un invito rivolto alla UIL FPL a riconoscere il ruolo della RSU quale organismo eletto per rappresentare l’intera platea dei lavoratori, ribadendo che il principio di equità deve guidare ogni scelta relativa alla distribuzione delle risorse comuni.









