Età pensionabile, contributi, pensione anticipata e nuove disposizioni: orientarsi nel sistema previdenziale italiano non è sempre semplice. Ecco quali sono i requisiti aggiornati, le principali novità e cosa devono sapere lavoratori dipendenti e autonomi per pianificare il proprio futuro.
Il tema delle pensioni continua a essere al centro del dibattito pubblico perché riguarda milioni di lavoratori e pensionati. Ogni modifica ai requisiti di accesso o alle modalità di calcolo dell’assegno previdenziale può avere effetti importanti sulla programmazione della vita lavorativa e sulla sicurezza economica delle famiglie.
Anche nel 2026 il sistema pensionistico italiano mantiene come canale principale la pensione di vecchiaia e quella anticipata, mentre alcune misure straordinarie introdotte negli anni passati sono state progressivamente superate. Per questo motivo è fondamentale conoscere i requisiti previsti dalla normativa e le eventuali novità introdotte dal legislatore.
Chi può andare in pensione
La forma ordinaria di accesso resta la pensione di vecchiaia, destinata ai lavoratori che hanno raggiunto i requisiti anagrafici e contributivi previsti dalla legge.
Attualmente possono accedere alla pensione di vecchiaia coloro che hanno compiuto 67 anni di età e maturato almeno 20 anni di contributi. Per alcune categorie e situazioni particolari continuano a essere previste deroghe specifiche disciplinate dalla normativa previdenziale.
Esistono inoltre canali dedicati ai lavoratori con carriere particolari, come alcune categorie impegnate in attività gravose o usuranti, ai lavoratori precoci e ai cosiddetti “contributivi puri”, per i quali valgono regole differenti.

I requisiti aggiornati
Per la maggior parte dei lavoratori, fino alla fine del 2026 restano confermati i requisiti attualmente in vigore.
Per la pensione di vecchiaia servono:
- 67 anni di età;
- 20 anni di contributi.
Per chi ha iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996, il sistema contributivo prevede regole specifiche, compresi requisiti legati all’importo minimo della pensione in alcuni casi. Sono inoltre previste modalità particolari per chi possiede un numero ridotto di anni di contribuzione effettiva.
Secondo il calendario attualmente previsto, dal 2027 alcuni requisiti potrebbero aumentare in relazione all’adeguamento alla speranza di vita, con incrementi graduali dell’età pensionabile e dei requisiti contributivi.
Pensione anticipata
La pensione anticipata consente di lasciare il lavoro senza attendere il requisito anagrafico della pensione di vecchiaia, purché venga raggiunto un determinato numero di anni di contribuzione.
Fino al 2026, il requisito ordinario è pari a:
- 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
- 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne.
Per alcune categorie, come i lavoratori precoci che soddisfano specifici requisiti previsti dalla legge, continuano a essere disponibili percorsi dedicati con 41 anni di contributi. Dopo il raggiungimento dei requisiti è inoltre prevista una finestra temporale prima dell’erogazione della pensione.
Le novità previste
Le principali novità riguardano soprattutto il periodo successivo al 2026. In base alle disposizioni attualmente vigenti, dal 2027 è previsto un graduale incremento dei requisiti anagrafici e contributivi collegato all’aumento della speranza di vita rilevata dall’ISTAT.
Ciò significa che l’età per la pensione di vecchiaia e gli anni di contribuzione richiesti per la pensione anticipata potrebbero aumentare di un mese nel 2027 e successivamente di ulteriori mesi negli anni successivi, salvo eventuali modifiche legislative.
Parallelamente prosegue il confronto politico su possibili interventi di riforma finalizzati a rendere il sistema più flessibile, soprattutto per favorire l’uscita anticipata dei lavoratori con carriere discontinue o impegnati in attività particolarmente gravose. Al momento, tuttavia, non sono state approvate riforme strutturali che sostituiscano il sistema vigente.
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Domande più frequenti
Tra i dubbi più comuni dei lavoratori figurano quelli relativi all’età pensionabile, ai contributi e alle modalità di calcolo dell’assegno.
Si può andare in pensione prima dei 67 anni?
Sì, ma solo se si maturano i requisiti previsti per la pensione anticipata o per altri canali dedicati a specifiche categorie di lavoratori.
Quanti anni di contributi servono per la pensione di vecchiaia?
In via ordinaria sono richiesti 20 anni di contributi, oltre al requisito anagrafico previsto dalla legge.
Le regole possono cambiare?
Sì. Il sistema pensionistico è soggetto a modifiche legislative e agli adeguamenti automatici collegati alla speranza di vita. Per questo motivo è consigliabile verificare periodicamente la propria posizione contributiva attraverso i servizi messi a disposizione dall’INPS e rivolgersi a un patronato o a un consulente previdenziale in caso di dubbi.
Conoscere in anticipo i requisiti pensionistici permette di pianificare con maggiore consapevolezza il proprio percorso lavorativo e di valutare eventuali opportunità offerte dalla normativa, evitando sorprese quando si avvicina il momento di lasciare il lavoro.









