Predisposto e vistato il provvedimento che assegna personale aggiuntivo alle scuole dei territori colpiti dai terremoti del 2016 e 2017. Il decreto sarà trasmesso a breve agli Uffici scolastici competenti. Castelli: «Per la prima volta è pronto prima dell’avvio dell’anno scolastico».
Le scuole del cratere sismico potranno programmare con maggiore anticipo l’avvio dell’anno scolastico 2026-2027. È stato infatti predisposto e vistato il provvedimento che assegna le risorse necessarie per gli organici in deroga del personale docente e ATA nei territori dell’Appennino centrale colpiti dai terremoti del 2016 e del 2017.
Il documento sarà trasmesso a breve agli Uffici scolastici competenti, chiamati successivamente a tradurre le risorse disponibili in posti e assegnazioni sulla base delle esigenze dei singoli territori.
La misura consentirà di mantenere classi che, con i parametri ordinari, rischierebbero di non raggiungere il numero minimo di alunni. Potrà inoltre sostenere lo sdoppiamento delle classi dove necessario e garantire il personale indispensabile per il regolare funzionamento degli istituti.
A dare notizia del completamento dell’iter è il commissario straordinario alla riparazione e ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli, che nelle scorse settimane aveva sollecitato il Ministero dell’Istruzione e del Merito a definire il provvedimento prima dell’inizio delle lezioni.
Organici in deroga, cosa prevede il provvedimento
Gli organici in deroga rappresentano una misura straordinaria pensata per adattare il numero di docenti e collaboratori scolastici alle condizioni particolari delle scuole del cratere.
Nei piccoli centri montani e nelle aree colpite dal sisma, il calo demografico e lo spostamento di numerose famiglie hanno ridotto il numero degli studenti. Applicare rigidamente i parametri nazionali potrebbe determinare l’accorpamento delle classi, il trasferimento degli alunni verso istituti più lontani o una riduzione dei servizi.
Il provvedimento permette invece di intervenire su più fronti:
- mantenere le classi anche quando non raggiungono le soglie ordinarie;
- autorizzare lo sdoppiamento in presenza di esigenze didattiche o organizzative;
- assegnare ulteriori posti al personale docente;
- rafforzare l’organico del personale amministrativo, tecnico e ausiliario;
- assicurare continuità alle attività scolastiche nei comuni più fragili.
La deroga non determina automaticamente lo stesso numero di posti per ogni istituto. Saranno gli Uffici scolastici a valutare le necessità effettive, tenendo conto degli alunni iscritti, dell’organizzazione dei plessi e delle richieste provenienti dai dirigenti.
Il passaggio anticipato è importante perché permette alle scuole di predisporre orari, classi e servizi senza attendere le settimane immediatamente precedenti all’inizio delle lezioni.
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Castelli: «Risposta concreta a sindaci e istituzioni scolastiche»
«Per la prima volta siamo riusciti ad arrivare a questo importante passaggio prima dell’avvio dell’anno scolastico», ha dichiarato Guido Castelli. Secondo il commissario, il risultato nasce dalla collaborazione con il Ministero dell’Istruzione e del Merito e dall’attenzione riservata alle richieste provenienti dai territori terremotati.
Nelle settimane precedenti, sindaci e dirigenti scolastici avevano manifestato preoccupazione per i tempi dell’assegnazione. Conoscere gli organici in ritardo può infatti complicare la formazione delle classi e rendere più difficile organizzare i servizi per studenti e famiglie.
«Gli organici in deroga rappresentano uno strumento fondamentale per garantire il diritto allo studio nelle aree più fragili dell’Appennino centrale, dove la scuola continua a essere un presidio essenziale per la tenuta sociale delle comunità», ha aggiunto Castelli.
Il commissario ha ringraziato il ministro Giuseppe Valditara e gli uffici coinvolti nell’istruttoria. L’obiettivo, ha spiegato, era rispondere alle richieste delle amministrazioni comunali e delle istituzioni scolastiche prima che l’organizzazione del nuovo anno entrasse nella fase conclusiva.
L’anticipo del provvedimento non conclude però la procedura. Dopo la trasmissione, gli Uffici scolastici dovranno procedere alla distribuzione delle risorse e all’individuazione dei posti effettivamente autorizzati.
La deroga per le scuole del cratere vale fino al 2028-2029
La base normativa è contenuta nel decreto-legge n. 3 del 2023, dedicato agli interventi urgenti per la ricostruzione dopo gli eventi calamitosi. La norma ha modificato la disciplina precedente, prevedendo la possibilità di derogare ai limiti minimi e massimi di alunni per classe nelle scuole del cratere.
La misura interessa gli istituti di ogni ordine e grado delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria coinvolti negli eventi sismici iniziati il 24 agosto 2016.
Come ricorda la struttura commissariale per il sisma 2016, la possibilità di formare classi in deroga è stata garantita fino all’anno scolastico 2028-2029.
Non si tratta quindi di un intervento limitato a una singola annualità, anche se l’assegnazione concreta delle risorse deve essere definita anno per anno. La durata pluriennale offre ai territori una prospettiva più stabile, mentre i singoli decreti consentono di adeguare gli organici alla situazione aggiornata.
Nel 2023, per l’anno scolastico 2023-2024, erano stati distribuiti circa 3,5 milioni di euro tra le quattro regioni, con 2 milioni destinati alle Marche. Per l’attuale provvedimento non sono stati ancora resi noti nel comunicato gli importi ripartiti tra le regioni.
Cosa cambia per famiglie, docenti e personale ATA
Per le famiglie, la deroga può evitare che bambini e ragazzi debbano spostarsi verso scuole più lontane a causa dell’impossibilità di formare una classe nel comune di residenza. Nelle aree interne, dove i collegamenti sono più difficili, la permanenza di un plesso scolastico assume un valore anche sociale.
Per docenti e personale ATA, la trasmissione anticipata del provvedimento dovrebbe rendere più ordinata la fase delle assegnazioni. Solo dopo gli atti degli Uffici scolastici sarà possibile conoscere il numero preciso dei posti, i profili interessati e gli istituti destinatari.
Per i dirigenti scolastici, invece, il vantaggio principale consiste nella possibilità di organizzare prima l’attività didattica, gli orari, gli spazi e i servizi. La disponibilità di personale aggiuntivo può essere decisiva soprattutto per gli istituti distribuiti su più plessi e comuni.
«Anticipare i tempi significa consentire alle scuole di programmare con maggiore serenità il nuovo anno», ha concluso Castelli, collegando la tutela della rete scolastica al percorso di rinascita dell’Appennino centrale.
La scuola, nei centri terremotati, non è soltanto un servizio. È anche uno degli strumenti attraverso i quali contrastare lo spopolamento, mantenere le famiglie sul territorio e ricostruire il tessuto sociale insieme agli edifici e alle infrastrutture.









