Il melanoma è il tumore cutaneo più aggressivo e può svilupparsi da un neo già presente oppure comparire come una nuova macchia. Riconoscerlo tempestivamente aumenta le possibilità di cura: ecco quali cambiamenti osservare e quando rivolgersi al dermatologo.
Il melanoma è un tumore maligno che nasce dalla trasformazione dei melanociti, le cellule incaricate di produrre la melanina, il pigmento che determina il colore della pelle e contribuisce a proteggerla dagli effetti dei raggi ultravioletti.
Nella maggior parte dei casi interessa la pelle, ma più raramente può comparire anche negli occhi o nelle mucose. Non è il tumore cutaneo più frequente, ma è considerato quello con il maggiore potenziale aggressivo perché, se non diagnosticato precocemente, può raggiungere i linfonodi e formare metastasi in altri organi.
Secondo i dati riportati dall’Istituto superiore di sanità, nel 2022 in Italia sono stati registrati circa 13.769 nuovi casi di melanoma cutaneo. La malattia colpisce soprattutto con l’aumentare dell’età, ma è anche uno dei tumori più comuni tra i giovani adulti.
Come nasce il melanoma e quali sono i fattori di rischio
I melanociti si trovano prevalentemente nello strato più superficiale della pelle, l’epidermide. In condizioni normali producono melanina e possono raggrupparsi formando i comuni nei, chiamati in medicina nevi.
Quando alcune alterazioni genetiche provocano una crescita incontrollata di queste cellule, può svilupparsi un melanoma. Il tumore può comparire su una zona di pelle apparentemente normale oppure derivare dalla trasformazione di un neo già presente.
Il principale fattore di rischio modificabile è l’esposizione eccessiva ai raggi ultravioletti, provenienti dal sole o dalle lampade abbronzanti. Particolarmente importanti sono le scottature solari intense, soprattutto quando avvengono durante l’infanzia e l’adolescenza.
Il rischio può essere maggiore nelle persone con pelle, capelli e occhi chiari, con numerosi nei o con una storia personale o familiare di melanoma. Anche la presenza di nei atipici e un sistema immunitario indebolito richiedono maggiore attenzione.
Avere uno o più fattori di rischio non significa necessariamente sviluppare la malattia. Allo stesso tempo, il melanoma può presentarsi anche in persone senza caratteristiche considerate particolarmente predisponenti.
Per questo è importante conoscere la propria pelle e osservare eventuali cambiamenti. Le aree più esposte al sole sono frequenti sedi di insorgenza, ma il melanoma può comparire anche sul cuoio capelluto, sotto le unghie, sulla pianta dei piedi e in zone normalmente coperte.
La regola ABCDE per riconoscere un neo sospetto
Non tutti i nei irregolari sono melanomi e non tutti i melanomi presentano lo stesso aspetto. Esistono però alcuni cambiamenti che devono spingere a richiedere una valutazione dermatologica.
Un metodo semplice per ricordarli è la regola ABCDE:
- A – Asimmetria: le due metà del neo hanno forma differente;
- B – Bordi: appaiono irregolari, frastagliati o poco definiti;
- C – Colore: non è uniforme e presenta tonalità diverse;
- D – Dimensioni: la lesione supera generalmente i 6 millimetri;
- E – Evoluzione: forma, spessore, colore o dimensione cambiano nel tempo.
L’evoluzione è uno dei criteri più importanti. Una macchia che cresce rapidamente, modifica aspetto oppure diventa diversa dagli altri nei merita un controllo, anche quando ha dimensioni inferiori a 6 millimetri.
Altri segnali da non trascurare sono prurito persistente, sanguinamento, formazione di croste, ulcerazione o dolore. Può essere utile anche il criterio del cosiddetto “brutto anatroccolo”: un neo visibilmente diverso da tutti gli altri presenti sul corpo deve essere mostrato al medico.
L’osservazione personale non permette comunque di formulare una diagnosi. Fotografie e applicazioni possono aiutare a seguire l’evoluzione di una lesione, ma non sostituiscono la visita specialistica e non devono ritardare il consulto.
Come viene diagnosticato e curato il melanoma
Il primo esame viene effettuato dal dermatologo attraverso la dermatoscopia, una tecnica non invasiva che consente di osservare strutture della lesione non visibili a occhio nudo.
Se il medico ritiene il neo sospetto, generalmente ne dispone l’asportazione completa. Il tessuto viene quindi analizzato in laboratorio: soltanto l’esame istologico può confermare con certezza la presenza del melanoma e determinarne le caratteristiche.
Uno degli elementi decisivi è lo spessore raggiunto dal tumore nella pelle. Quando il melanoma viene scoperto in una fase iniziale e rimane localizzato, l’asportazione chirurgica può essere sufficiente e le possibilità di guarigione sono generalmente elevate.
Nei casi più avanzati possono essere necessari ulteriori accertamenti, come la biopsia del linfonodo sentinella o esami radiologici per verificare l’eventuale diffusione della malattia.
Le terapie disponibili comprendono chirurgia, immunoterapia e farmaci a bersaglio molecolare, scelti in base allo stadio e alle caratteristiche genetiche del tumore. La radioterapia e altri trattamenti possono essere impiegati in situazioni specifiche.
Sono inoltre in sperimentazione vaccini terapeutici personalizzati a mRNA. Questi trattamenti non prevengono il melanoma, ma vengono progettati partendo dalle mutazioni del tumore del singolo paziente per aiutare il sistema immunitario a riconoscere eventuali cellule maligne residue.
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Prevenzione del melanoma e controlli dermatologici
La prevenzione passa innanzitutto da una corretta protezione dai raggi ultravioletti. È opportuno evitare le esposizioni prolungate nelle ore centrali della giornata, utilizzare indumenti, cappelli e occhiali da sole e applicare una crema solare ad ampio spettro adeguata al proprio fototipo.
La protezione deve essere rinnovata dopo il bagno, dopo aver sudato e comunque secondo le indicazioni del prodotto. La crema solare non deve però essere utilizzata per prolungare intenzionalmente il tempo trascorso al sole.
È consigliabile evitare le lampade e i lettini abbronzanti, che espongono la pelle a radiazioni ultraviolette e aumentano il rischio di tumori cutanei. Particolare attenzione deve essere riservata ai bambini, proteggendoli dalle scottature.
Non esiste una frequenza di controllo identica per tutti. Le persone con numerosi nei, familiarità, precedenti melanomi o altri fattori di rischio dovrebbero concordare con il dermatologo un programma personalizzato di visite e mappatura.
Una buona abitudine è controllare periodicamente tutta la superficie cutanea, senza dimenticare schiena, cuoio capelluto, spazi tra le dita, piante dei piedi e unghie. Per le zone difficili da osservare può essere utile chiedere l’aiuto di un familiare.
La comparsa di una lesione sospetta non significa automaticamente avere un tumore. Significa però che è necessario farla valutare senza aspettare: nel melanoma la diagnosi precoce può cambiare in modo decisivo il percorso di cura.









