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Lunedì 24 agosto una visita guidata serale condurrà cittadini e turisti nei luoghi ascolani legati al poeta, medico e astrologo medievale condannato al rogo per eresia. La partecipazione è gratuita, ma occorre prenotarsi entro il 23 agosto.

Ascoli Piceno riscopre uno dei suoi personaggi più affascinanti e controversi con l’iniziativa “Cecco d’Ascoli tra storia e leggenda”, in programma lunedì 24 agosto 2026.

Il percorso culturale partirà alle ore 21 da Piazza Matteotti e attraverserà alcuni dei luoghi della città collegati alla vita, alla memoria e alle leggende sorte intorno a Francesco Stabili, meglio conosciuto come Cecco d’Ascoli.

L’appuntamento, aperto a persone di ogni età, sarà accompagnato da una guida turistica. La partecipazione è gratuita, ma i posti disponibili sono al massimo 100 e la prenotazione deve essere effettuata entro domenica 23 agosto.

L’iniziativa è promossa dall’Unione Sportiva Acli Marche APS e rientra nel progetto “SSC – Social Smart City” del Comune di Ascoli Piceno, nato per ampliare le opportunità culturali ed educative e rafforzare la rete del welfare comunitario.

Una passeggiata nei luoghi di Cecco d’Ascoli

La visita guidata si svilupperà nel centro storico di Ascoli Piceno e toccherà diversi punti d’interesse collegati alla figura di Cecco d’Ascoli. L’obiettivo sarà ricostruire il rapporto tra l’intellettuale medievale e la città, distinguendo gli elementi documentati dalle narrazioni leggendarie nate dopo la sua morte.

La biografia di Cecco presenta ancora alcune zone d’ombra. Francesco Stabili sarebbe nato nel 1269, probabilmente ad Ancarano, nei pressi di Ascoli Piceno. Il legame con il territorio ascolano rimase però tanto forte da essere incorporato nel nome con il quale è passato alla storia.

Fu poeta, medico, insegnante, filosofo e astrologo. Per comprendere correttamente la sua attività bisogna considerare il contesto medievale: nel XIV secolo l’astrologia non era nettamente separata dalla medicina e dallo studio della natura come avviene oggi.

Cecco insegnò astrologia all’Università di Bologna e svolse la propria attività in diverse città italiane. Secondo la ricostruzione della Treccani, nel 1324 fu condannato per eresia e costretto ad abbandonare l’insegnamento bolognese.

Successivamente si trasferì a Firenze, dove lavorò come medico e astrologo al servizio di Carlo di Calabria. Qui venne sottoposto a un secondo processo inquisitoriale e condannato al rogo.

Il processo per eresia e la morte sul rogo

Cecco d’Ascoli morì a Firenze nel 1327, arso vivo insieme alle sue opere. Le fonti collocano l’esecuzione nel mese di settembre, dopo il processo condotto dall’inquisitore francescano Accursio Bonfantini.

Le accuse erano legate alle sue concezioni astrologiche e teologiche, considerate incompatibili con la dottrina religiosa dell’epoca. Alcune interpretazioni attribuitegli sembravano infatti sottoporre anche eventi della storia cristiana all’influenza determinante degli astri.

La condanna deve essere letta all’interno del complesso rapporto medievale tra sapere scientifico, astrologia e autorità religiosa. L’astrologia faceva parte della cultura universitaria e medica, ma poteva entrare in conflitto con la teologia quando sembrava negare la libertà umana o ricondurre i fatti religiosi a cause astrali.

La morte tragica contribuì a trasformare Cecco in un personaggio leggendario. Nei secoli successivi gli furono attribuite capacità magiche, profezie e comportamenti misteriosi non sempre sostenuti da documentazione storica.

È proprio questo intreccio tra fonti e tradizione popolare a rendere significativa la passeggiata del 24 agosto. Il percorso non sarà soltanto una lezione biografica, ma un’occasione per capire come una città costruisca e tramandi la memoria dei propri personaggi.

Cecco è diventato così l’immagine dell’intellettuale anticonformista che sfida i limiti imposti al sapere. Una rappresentazione suggestiva, che deve però essere confrontata con la complessità reale della cultura del Trecento.

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“L’Acerba”, l’opera più conosciuta e la polemica con Dante

L’opera principale di Cecco d’Ascoli è “L’Acerba”, un poema didattico e allegorico scritto in volgare e rimasto incompiuto a causa della morte dell’autore.

Il testo affronta argomenti molto diversi: astronomia, astrologia, animali, pietre, fenomeni naturali, virtù, vizi, amore e destino umano. Era un tentativo di raccogliere e trasmettere le conoscenze scientifiche e filosofiche disponibili nel suo tempo.

Nell’opera emerge anche una polemica nei confronti di Dante Alighieri e della “Divina Commedia”. Cecco contrapponeva alla narrazione poetica dantesca la propria aspirazione a descrivere la natura attraverso quello che considerava un sapere concreto e razionale, seppure fondato sulle conoscenze medievali.

Il rapporto tra i due autori è diventato a sua volta materia di interpretazioni e leggende. Non esistono elementi sufficienti per trasformarlo in una semplice rivalità personale: le differenze riguardavano soprattutto il modo di concepire la poesia, la conoscenza e il ruolo dell’astrologia.

Oltre all’“Acerba”, Cecco scrisse trattati in latino come il “De principiis astrologiae”, il “Tractatus in sphaeram” e il “De eccentricis et epicyclis”. Questi lavori testimoniano il suo interesse per la cosmologia e per le teorie astronomiche allora conosciute.

La visita guidata offrirà quindi l’opportunità di avvicinarsi non soltanto alla leggenda del presunto mago, ma anche alla produzione di un autore inserito pienamente nel dibattito culturale del Medioevo.

Prenotazioni e informazioni sulla visita guidata

“Cecco d’Ascoli tra storia e leggenda” fa parte delle attività del progetto “SSC – Social Smart City”, sviluppato dal Comune di Ascoli Piceno grazie al bando “Educare in Comune” della Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per le Politiche della famiglia.

Il progetto, coordinato dalle Acli provinciali, punta a contrastare la povertà educativa e a creare una rete tra enti pubblici e realtà del Terzo settore. Il Comune di Ascoli Piceno ha ottenuto per Social Smart City un finanziamento di 300mila euro.

Per partecipare alla passeggiata è necessario inviare entro il 23 agosto un messaggio al numero 393 9365509, indicando il nome e il cognome di ogni partecipante.

Il ritrovo è fissato per lunedì 24 agosto in Piazza Matteotti, con partenza alle ore 21. Gli organizzatori consigliano di indossare abbigliamento e scarpe comode e di portare una bottiglietta d’acqua.

I posti sono limitati a 100. La visita rappresenta un’occasione per scoprire Ascoli Piceno attraverso la storia di un intellettuale che, a quasi sette secoli dalla morte, continua a suscitare domande sul rapporto tra conoscenza, libertà e potere.

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