Articolo
Testo articolo principale

Un passaggio decisivo per la ricostruzione di Arquata del Tronto. Il cantiere partirà nei primi giorni di settembre e consentirà, dopo le opere di consolidamento, di avviare la ricostruzione degli edifici pubblici e privati dell’antico borgo.

Sono stati consegnati i lavori per la realizzazione delle opere di stabilizzazione e sostegno del centro storico di Arquata del Tronto, infrastruttura strategica e indispensabile per consentire la successiva ricostruzione degli edifici pubblici e privati dell’antico incasato.

L’intervento prevede circa 50 milioni di euro di lavori, all’interno di un quadro economico complessivo di 71 milioni di euro, e rappresenta una delle opere tecnicamente più complesse dell’intera ricostruzione successiva al sisma del 2016.

Il progetto è stato redatto dall’Ufficio Speciale Ricostruzione Marche, con il supporto tecnico-scientifico di Eucentre, centro di competenza del Dipartimento della Protezione civile. Hanno collaborato anche Tecnoart, l’Università di Pavia, l’Università “G. d’Annunzio” di Chieti-Pescara, l’Università Politecnica delle Marche e la Scuola Universitaria Superiore di Pavia.

Il cantiere partirà nei primi giorni di settembre

Arquata del Tronto

La consegna dei lavori segue la conclusione, avvenuta lo scorso 19 agosto, dell’ultimo tavolo tecnico dedicato alla verifica del progetto esecutivo. Le soluzioni individuate sono state giudicate rispondenti agli obiettivi dell’intervento.

Dopo il completamento delle ultime integrazioni documentali, economiche e relative alla sicurezza, si entra ora nella fase operativa. Le attività di cantiere prenderanno concretamente avvio nei primi giorni di settembre.

Inizialmente saranno impegnate circa 20 maestranze, con un progressivo incremento delle lavorazioni e del personale. A pieno regime si prevede la presenza di circa 60 addetti, con più attività condotte contemporaneamente.

Fin dalle prime settimane saranno trasferite ad Arquata macchine perforatrici altamente specialistiche. I primi lavori interesseranno il consolidamento della strada provinciale e della viabilità di accesso al capoluogo, attraverso la realizzazione di micropali verticali e inclinati.

Contestualmente inizierà la costruzione di due grandi pozzi sotterranei in cemento armato, ciascuno con un diametro di circa otto metri. Da queste strutture si svilupperà un sistema composto da 328 tiranti attivi permanenti, per una lunghezza complessiva di 12.970 metri, destinato a garantire il consolidamento profondo della collina sulla quale sorge il borgo.

Una volta completate le principali opere geotecniche, sarà possibile procedere con la ricostruzione dei terrazzamenti, dei muri di sostegno e delle platee di fondazione degli edifici pubblici e privati.

Il centro storico sarà isolato sismicamente

Il progetto prevede una soluzione particolarmente rilevante sotto il profilo della sicurezza: l’intero abitato sarà isolato sismicamente, attraverso un sistema concepito per aumentare in maniera significativa il livello di protezione del nuovo centro storico.

Accanto alla sicurezza strutturale, l’intervento guarda anche alla sostenibilità e all’efficienza energetica. Il borgo sarà alimentato attraverso sorgenti energetiche centralizzate, con l’obiettivo di ridurre i consumi, migliorare l’efficienza degli impianti e garantire elevati standard di comfort ambientale.

Sono compresi anche la realizzazione e il rifacimento delle strade e delle reti fognarie, idriche ed elettriche. Verranno inoltre costruiti cunicoli tecnologici ispezionabili destinati ad accogliere i sottoservizi, rendendo più agevole la manutenzione futura senza interferire con gli spazi urbani.

«La consegna di questi lavori segna uno dei momenti più importanti nel percorso di rinascita di Arquata del Tronto», ha dichiarato il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli.

«Non siamo di fronte soltanto a un’opera di consolidamento – ha aggiunto –, ma alla realizzazione dell’infrastruttura che renderà materialmente possibile ricostruire l’intero capoluogo». Castelli ha sottolineato la complessità geologica e strutturale del territorio e il livello delle soluzioni tecnologiche adottate.

L’obiettivo, ha spiegato il commissario, è ricostruire un borgo capace di conservare la propria identità e configurazione storica, ma con standard di sicurezza, sostenibilità ed efficienza molto più elevati rispetto al passato.

Acquaroli e Franchi: «Un nuovo punto di partenza»

Il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli ha definito la consegna dei lavori «un passaggio fondamentale per la rinascita di uno dei luoghi simbolo del sisma del 2016».

«Dopo un percorso lungo e tecnicamente molto complesso – ha dichiarato – entriamo finalmente nella fase operativa di un intervento propedeutico alla ricostruzione dell’antico incasato e, quindi, al ritorno della comunità nel suo capoluogo».

Acquaroli ha ricordato che Arquata è tra i territori che hanno pagato il prezzo più alto al terremoto e che la sua ricostruzione rappresenta una sfida per tutte le Marche. La partenza dei lavori, ha aggiunto, consente di trasformare anni di progettazione e procedure in cantieri e opere concrete.

Soddisfazione è stata espressa anche dal sindaco Michele Franchi: «Finalmente tocchiamo con mano la ricostruzione del borgo di Arquata».

«Dopo la messa in possesso delle aree e il grande lavoro preparatorio svolto in questi mesi, con la consegna dei lavori prende ufficialmente avvio il cantiere per la ricostruzione del centro storico di Arquata capoluogo», ha dichiarato il primo cittadino.

Per Franchi non si tratta di un punto di arrivo, ma di un nuovo punto di partenza per una comunità che attende da dieci anni di vedere rinascere il cuore del proprio paese.

Le opere di stabilizzazione costituiscono il presupposto indispensabile per la ricostruzione vera e propria dell’intero abitato. Arquata potrà tornare a presentarsi nella sua configurazione storica, con un livello di sicurezza significativamente superiore a quello precedente al terremoto.

Con l’avvio del cantiere prende così forma una delle operazioni più significative e innovative della ricostruzione dell’Appennino centrale: restituire Arquata alla sua comunità, preservandone l’identità e realizzando un borgo più sicuro, efficiente e resiliente.

TAG: , , , , , , , , ,