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La misura regionale, ancora in via di approvazione, dovrebbe finanziare percorsi di otto mesi rivolti ai disoccupati under 36. Previste indennità mensili di 800 euro per gli allievi e contributi di 300 euro per i Maestri Artigiani. CNA Marche: «Difendere identità, lavoro e futuro dei territori»

Una dotazione di oltre 500 mila euro per favorire l’ingresso dei giovani nell’artigianato artistico e impedire la dispersione di mestieri, tecniche e conoscenze legati alla storia delle Marche. È l’obiettivo dell’intervento che la Regione si prepara ad attivare nell’ambito del Programma regionale FSE+ 2021-2027.

La misura, secondo quanto anticipato da CNA Marche, dovrebbe mettere a disposizione complessivamente 501.665 euro per finanziare percorsi formativi direttamente nelle botteghe e nelle imprese artigiane. I destinatari saranno giovani disoccupati con meno di 36 anni, chiamati ad apprendere il mestiere attraverso un’esperienza concreta a fianco di professionisti qualificati.

Il provvedimento non risulta ancora definitivamente operativo. L’avvio effettivo delle domande, i requisiti completi e le scadenze dovranno quindi essere confermati con l’approvazione e la pubblicazione degli atti regionali.

Giovani under 36 nelle botteghe per otto mesi

I percorsi formativi dovrebbero avere una durata di otto mesi. Per i giovani partecipanti è prevista un’indennità di 800 euro mensili, mentre ai Maestri Artigiani impegnati nell’attività di tutoraggio e affiancamento dovrebbe essere riconosciuto un contributo mensile di 300 euro.

La formazione si svolgerà direttamente nei luoghi di produzione, secondo il modello “on the job”. Gli allievi potranno così acquisire competenze tecniche difficilmente trasferibili attraverso lezioni esclusivamente teoriche, osservando e sperimentando le diverse fasi delle lavorazioni tradizionali.

La novità più significativa riguarda l’ampliamento dei soggetti che potranno ospitare i giovani. Non saranno coinvolte soltanto le Botteghe Scuola formalmente riconosciute, ma anche le imprese dell’artigianato artistico, tipico e tradizionale nelle quali opera un Maestro Artigiano.

La Regione Marche riconosce come Maestro Artigiano il professionista in possesso di una consolidata esperienza, di un’elevata capacità tecnica e di un’adeguata attitudine all’insegnamento. La Bottega Scuola è invece l’impresa considerata idonea a contribuire alla formazione professionale attraverso le competenze del maestro. I riconoscimenti rientrano nella disciplina regionale dedicata alla tutela e alla promozione dell’artigianato. 

Nelle Marche 124 Maestri Artigiani e 64 Botteghe Scuola

Secondo l’elaborazione del Centro Studi CNA Marche sui dati regionali, nelle Marche risultano riconosciuti 124 Maestri Artigiani. La provincia con il numero più elevato è Ancona, con 36 professionisti, seguita da Macerata con 32, Pesaro e Urbino con 22, Ascoli Piceno con 20 e Fermo con 14.

Le Botteghe Scuola sono complessivamente 64. In questo caso il primato regionale spetta alla provincia di Macerata, dove se ne contano 18. Seguono Ancona con 17, Ascoli Piceno con 15, Pesaro e Urbino con 8 e Fermo con 6.

Provincia Maestri Artigiani Botteghe Scuola
Ancona 36 17
Macerata 32 18
Pesaro e Urbino 22 8
Ascoli Piceno 20 15
Fermo 14 6
Totale Marche 124 64

Per CNA Marche, la possibilità di ampliare il numero delle imprese ospitanti consentirà di distribuire maggiormente le opportunità sul territorio. Il sistema delle botteghe è considerato particolarmente importante nei piccoli centri e nelle aree interne, dove le attività artigiane rappresentano spesso non soltanto un presidio economico, ma anche un elemento dell’identità locale.

Artigianato artistico, nelle Marche operano 1.290 imprese

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L’artigianato artistico, tipico e tradizionale marchigiano comprende 1.290 imprese. In base ai dati elaborati da CNA, Ancona è la provincia con il maggior numero di attività, pari a 374. Seguono Pesaro e Urbino con 313 imprese, Macerata con 299, Ascoli Piceno con 169 e Fermo con 135.

Il comparto più rappresentato è quello della fabbricazione di oggetti in ferro, rame e altri metalli, con 308 imprese. La sartoria e la confezione su misura di abbigliamento esterno contano 253 attività, mentre nella gioielleria e nell’oreficeria operano 178 aziende.

Emergono anche alcune specializzazioni territoriali. La provincia di Ancona concentra 83 delle 130 imprese marchigiane produttrici di strumenti musicali. Pesaro e Urbino si distingue invece nella lavorazione dei metalli, con 91 attività, e nella ceramica artistica, con 22 imprese.

Numeri che descrivono un patrimonio produttivo formato soprattutto da piccole realtà, spesso depositarie di conoscenze tramandate nel tempo e difficili da sostituire quando manca il ricambio generazionale.

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CNA: «Trasmettere i mestieri significa tutelare i territori»

«L’artigianato artistico e tradizionale rappresenta una delle espressioni più autentiche del saper fare marchigiano», afferma Olivia Monteforte, presidente dell’Artigianato artistico e tradizionale di CNA Marche.

Secondo Monteforte, le imprese custodiscono competenze che costituiscono un patrimonio economico e culturale unico, ma che rischiano di disperdersi senza un efficace passaggio tra generazioni. Per questo CNA considera positiva la possibilità di svolgere la formazione direttamente nelle imprese in cui operano i Maestri Artigiani.

«Il trasferimento delle conoscenze direttamente nei luoghi della produzione è la modalità più efficace per formare nuove professionalità e garantire continuità alle lavorazioni tradizionali», sottolinea la rappresentante dell’associazione.

La misura avrebbe una duplice funzione. Da un lato offrirebbe ai giovani disoccupati un’esperienza professionalizzante e un primo sostegno economico. Dall’altro aiuterebbe le aziende a tramandare competenze tecniche che non sempre trovano un ricambio sul mercato del lavoro.

Il programma FSE+ della Regione Marche è lo strumento europeo destinato a sostenere occupazione, formazione e inclusione sociale. La sua versione vigente è stata approvata nel luglio 2026, ma per conoscere condizioni definitive, modalità di candidatura e termini dell’intervento sull’artigianato sarà necessario attendere il relativo avviso pubblico. 

«Ogni bottega che riesce a trasmettere il proprio mestiere a una nuova generazione contribuisce a mantenere vivo un patrimonio di competenze che identifica i nostri territori nel mondo», conclude Monteforte. «L’intervento regionale va nella giusta direzione perché unisce politiche attive del lavoro, tutela delle tradizioni produttive e sviluppo locale».

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