Una profonda depressione atlantica potrebbe colpire soprattutto Regno Unito ed Europa occidentale tra l’inizio e la prima parte di ottobre. Il nome Austen non è ancora ufficiale. L’Italia resterà inizialmente protetta dall’anticiclone, con soltanto qualche temporale al Nord-Ovest e in Sardegna
Una profonda tempesta atlantica si prepara a interessare l’Europa occidentale, portando con sé venti molto forti, piogge abbondanti e un sensibile calo delle temperature nelle zone direttamente coinvolte. Il vortice potrebbe approfondirsi fino a raggiungere valori inferiori ai 950 hPa, un dato particolarmente basso per il periodo.
La depressione non ha però ancora ricevuto una denominazione ufficiale. Il nome Austen è il primo previsto nella lista delle tempeste per la stagione 2026-2027 predisposta congiuntamente dal Met Office britannico, dal servizio meteorologico irlandese Met Éireann e dall’istituto olandese KNMI.
Austen potrà quindi essere utilizzato soltanto se uno dei tre servizi meteorologici deciderà di assegnarlo ufficialmente, sulla base degli effetti previsti sulla popolazione e sulle infrastrutture. Fino ad allora è più corretto parlare di una possibile tempesta atlantica e non della “tempesta Austen” già formata.
Che cos’è Austen e quando viene dato il nome a una tempesta
La lista per la stagione 2026-2027 inizia con Austen, seguito da Boelo, Chloe, Dano ed Evelyn. I nomi vengono utilizzati in ordine alfabetico, ma soltanto quando una perturbazione presenta caratteristiche tali da poter provocare effetti rilevanti.
Il Met Office precisa che la denominazione serve a rendere più semplice e immediata la comunicazione del rischio. Non dipende soltanto dalla pressione atmosferica o dalla velocità massima del vento, ma dall’impatto potenziale dell’evento sul territorio.
La depressione attualmente osservata dai modelli dovrebbe svilupparsi sull’Atlantico settentrionale e dirigersi verso le Isole Britanniche e l’Europa occidentale. Le aree maggiormente esposte sarebbero quindi il Regno Unito, l’Irlanda e alcuni settori affacciati sull’Atlantico.
Un minimo barico inferiore ai 950 hPa indicherebbe un sistema molto profondo e capace di generare un forte gradiente di pressione. Da questa differenza tra aree di alta e bassa pressione possono derivare venti particolarmente intensi, mareggiate e precipitazioni persistenti.
Questi valori restano però una proiezione modellistica. Intensità, traiettoria e tempi della perturbazione potranno cambiare con i successivi aggiornamenti.
Tempesta atlantica, l’Italia sarà protetta dall’anticiclone
Nonostante la forza potenziale della depressione, l’Italia non dovrebbe essere investita direttamente dalla tempesta. Sul Mediterraneo centro-occidentale e su una parte dell’Europa centrale resterà infatti presente un robusto campo di alta pressione di origine subtropicale.
La stessa perturbazione atlantica contribuirà a richiamare aria calda dal Nord Africa verso il Mediterraneo. Mentre sull’Europa occidentale prevarranno pioggia, vento e temperature in diminuzione, sull’Italia continueranno quindi condizioni prevalentemente stabili e piuttosto miti.
Le indicazioni dell’Aeronautica Militare per il periodo compreso tra il 28 settembre e il 4 ottobre 2026 confermano la presenza iniziale di un regime anticiclonico di blocco. La stabilità dovrebbe prevalere su gran parte del Paese, anche se nella seconda parte della settimana aumenterà la possibilità di qualche infiltrazione instabile.
Tra giovedì 1 e venerdì 2 ottobre, la parte più avanzata della perturbazione potrebbe avvicinarsi all’arco alpino. Non sono esclusi rovesci o temporali sulle Alpi occidentali, sul Piemonte e, più localmente, su alcune zone del Nord-Ovest.
Un aumento dell’instabilità viene prospettato anche sulla Sardegna, mentre un minimo posizionato nell’area balcanica potrebbe favorire qualche fenomeno al Sud, soprattutto sulla Sicilia.
Temporali e calo termico, dove cambierà davvero il tempo
Il drastico calo delle temperature associato alla depressione riguarderà principalmente le aree dell’Europa direttamente attraversate dal fronte perturbato. In Italia, almeno nella prima fase, non è previsto un crollo termico generalizzato.
Le temperature potranno diminuire nelle zone raggiunte da nuvole, precipitazioni e venti più freschi, ma su gran parte della Penisola resteranno vicine o superiori alle medie stagionali. Il quadro sarà quindi molto diverso tra Europa occidentale e Mediterraneo.
Sul territorio italiano gli effetti più probabili saranno:
- maggiore nuvolosità e qualche temporale al Nord-Ovest;
- possibili piogge sulle Alpi occidentali;
- instabilità in aumento sulla Sardegna;
- fenomeni isolati in Sicilia e sul Meridione;
- venti di Scirocco in rinforzo sui mari occidentali;
- temperature ancora miti nelle regioni centrali e adriatiche.
Il maltempo più organizzato resterà dunque lontano dall’Italia. Parlare già di una svolta caratterizzata da temporali generalizzati, vento tempestoso e drastico calo termico sull’intero Paese sarebbe prematuro.
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Quando potrebbe finire la protezione dell’alta pressione
La situazione potrebbe cambiare nel corso della prima decade di ottobre, quando il campo anticiclonico potrebbe gradualmente perdere forza. In questa fase le correnti atlantiche avrebbero maggiori possibilità di avvicinarsi al Mediterraneo e di portare perturbazioni più incisive anche sull’Italia.
Le proiezioni a medio termine indicano la possibilità di un abbassamento del flusso perturbato e di un progressivo ingresso di correnti umide occidentali. Non è ancora possibile, però, stabilire quali regioni saranno coinvolte, quanto dureranno le precipitazioni e se si verificherà un calo termico significativo.
La presenza di mari ancora caldi può inoltre aumentare l’energia disponibile per eventuali temporali. Per questo, qualora una perturbazione riuscisse a raggiungere il Mediterraneo, non si potrebbero escludere fenomeni localmente intensi.
Per il momento lo scenario più attendibile prevede quindi una forte tempesta sull’Europa occidentale e un’Italia prevalentemente protetta dall’anticiclone. Soltanto gli aggiornamenti dei prossimi giorni permetteranno di capire se il vortice verrà ufficialmente chiamato Austen e se riuscirà successivamente a indebolire l’alta pressione presente sul Mediterraneo.









