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Il 1° novembre coincide con la domenica e può comportare una quota aggiuntiva in busta paga. Importi, riposi e trattamento del 4 novembre dipendono dalle disposizioni applicabili: ecco cosa controllare.

Il 1° novembre 2026, festa di Ognissanti, cade di domenica. Una coincidenza che può avere conseguenze sulla busta paga dei lavoratori dipendenti, attraverso il riconoscimento del trattamento previsto per le festività coincidenti con la domenica.

Per capire quanto spetta, però, non basta guardare il calendario. Occorre conoscere il contratto collettivo applicato, il sistema di retribuzione e l’eventuale attività svolta durante la giornata festiva. Non esiste un importo identico per tutti i dipendenti.

Novembre presenta anche un secondo elemento da verificare: il trattamento contrattuale collegato al 4 novembre, Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate. Alcuni CCNL conservano una specifica previsione economica per questa ricorrenza, riferita alla prima domenica del mese, che nel 2026 coincide proprio con Ognissanti.

La sovrapposizione non autorizza a presumere automaticamente due quote aggiuntive per tutti. Le clausole relative alle due ricorrenze devono essere esaminate nel contratto applicato al rapporto di lavoro.

La verifica riguarda soprattutto tre aspetti: il diritto alla quota per Ognissanti, la base retributiva utilizzata per calcolarla e l’eventuale trattamento autonomo del 4 novembre. A questi si aggiungono i compensi per chi lavora effettivamente nel giorno festivo.

Quanto vale Ognissanti in busta paga: le differenze tra contratti

Nel CCNL Metalmeccanica industria, l’articolo 9 include Ognissanti tra le festività riconosciute. Quando una delle ricorrenze indicate cade di domenica, è prevista una quota aggiuntiva pari a un ventiseiesimo della retribuzione mensile fissa, oltre alla normale retribuzione.

La disposizione precisa inoltre che il trattamento riguarda anche chi lavora la domenica e usufruisce del riposo compensativo in un altro giorno, con l’aggiunta dei compensi previsti per la prestazione. 

Un esempio puramente indicativo: con una base mensile utile di 2.080 euro, una quota calcolata dividendo per 26 vale 80 euro lordi. Non si tratta necessariamente di 80 euro netti in più sul conto: l’effetto finale dipende dal trattamento contributivo e fiscale.

Nel CCNL Terziario, distribuzione e servizi Confcommercio, l’articolo 154 prevede, per la festività coincidente con la domenica, un importo aggiuntivo corrispondente alla quota giornaliera della retribuzione di fatto.

Nell’edilizia industria, invece, bisogna distinguere qualifica e disciplina applicabile. Per gli impiegati, il trattamento richiamato dalle disposizioni contrattuali può utilizzare il divisore 25.

Queste differenze spiegano perché non sia corretto dividere qualsiasi stipendio per 26 senza prima verificare il contratto. Anche le espressioni “retribuzione mensile fissa” e “retribuzione di fatto” richiedono attenzione: gli elementi da includere nella base di calcolo vanno individuati secondo le rispettive clausole.

Colf, badanti e dipendenti al lavoro: come cambia il trattamento

Per colf e badanti, il CCNL Lavoro domestico prevede una soluzione specifica. Quando una festività coincide con la domenica, il lavoratore ha diritto al recupero del riposo in un’altra giornata oppure, in alternativa, al pagamento di un ventiseiesimo della retribuzione globale di fatto mensile. La regola è richiamata anche nella guida di Assindatcolf. 

Non bisogna quindi assimilare automaticamente il lavoro domestico agli altri settori: il contratto contempla espressamente un’alternativa tra recupero e pagamento.

Un’altra distinzione riguarda chi il 1° novembre presta servizio. In questo caso, oltre al trattamento della festività, entrano in gioco le ore lavorate e le maggiorazioni previste dal CCNL.

Nella Metalmeccanica industria, per esempio, le ore svolte nei giorni festivi vengono compensate in aggiunta alla normale retribuzione mensile, applicando la maggiorazione per lavoro festivo. 

Quota per festività domenicale e compenso per il lavoro svolto sono voci differenti. Non vanno confuse né sommate applicando percentuali ricavate da altri contratti.

Per controllare il cedolino serviranno quindi anche le presenze effettive, il turno assegnato e l’eventuale riposo compensativo. Il fatto che due colleghi abbiano lo stesso stipendio mensile non garantisce un identico risultato se hanno lavorato con modalità diverse.

Il confronto va effettuato sulle singole voci, distinguendo la retribuzione ordinaria dalle competenze aggiuntive del mese.

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Il 4 novembre è festivo? Perché non basta il calendario

Mercoledì 4 novembre 2026 non è una giornata festiva agli effetti civili. La legge n. 27 del 2024 ha riconosciuto la data per la celebrazione della Giornata dell’Unità nazionale e delle Forze armate, senza ripristinare gli effetti di una festività lavorativa. Il quadro è riepilogato dal Servizio Studi della Camera. 

Resta distinta la disciplina economica contenuta nei contratti. Nel CCNL Metalmeccanica industria, l’articolo 9 richiama il 4 novembre e la prima domenica del mese, riconoscendo il trattamento previsto per le festività domenicali. È questa clausola che deve essere considerata insieme a quella su Ognissanti. 

La coincidenza delle date, quindi, non elimina da sola una previsione contrattuale, ma neppure crea un diritto generalizzato a un doppio pagamento.

Prima di valutare la busta paga di novembre è utile individuare il CCNL esatto, verificare le disposizioni sulle festività e chiedere all’ufficio del personale come siano state applicate le due clausole.

In caso di dubbi, il controllo può essere svolto con un rappresentante sindacale o un consulente del lavoro, portando cedolino, contratto e prospetto delle presenze. Il dato decisivo sarà il trattamento spettante nel singolo rapporto, espresso in importi lordi, dal quale dipenderà poi il netto effettivamente percepito.

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