I primi laboratori di Marche a Rifiuti Zero hanno coinvolto gli alunni della primaria dell’Omnicomprensivo Rotella-Montalto. Al centro del percorso l’uso consapevole delle risorse, attraverso creatività, riuso e riflessioni sulle scelte quotidiane.
CASTIGNANO – Un rotolino di cartone, carta recuperata, fili di lana e colori. Da questi materiali sono nati personaggi con volti, capelli, espressioni e persino un nome. È cominciato così, nella scuola primaria di Castignano, il progetto “La mia Scuola a Rifiuti Zero”, promosso da Marche a Rifiuti Zero nelle scuole dell’Istituto omnicomprensivo Rotella-Montalto.
Il percorso di quest’anno mette al centro l’uso consapevole delle risorse, richiamando gli obiettivi della Settimana europea per la riduzione dei rifiuti, SERR 2026.
I primi incontri hanno utilizzato il riciclo creativo per avvicinare i bambini a una domanda: quando un oggetto smette davvero di essere utile?
La risposta è passata attraverso il lavoro delle mani. Un materiale normalmente destinato a essere scartato è diventato il punto di partenza per una creazione personale, diversa da tutte le altre.
L’attività ha così collegato il gioco a una riflessione sul valore degli oggetti: prima di buttare qualcosa, è possibile osservarlo, immaginare un altro utilizzo e scegliere di trasformarlo. Un’esperienza concreta da cui partire per parlare di risorse, consumi e responsabilità.
Alla primaria di Castignano il cartone prende una nuova identità

Durante i laboratori, gli alunni hanno lavorato a partire dal tubo di cartone della carta igienica, un oggetto comune che spesso passa inosservato proprio perché associato alla fine dell’utilizzo del prodotto.
Carta, lana e colori hanno permesso di modificarne l’aspetto. Sono comparsi lineamenti, acconciature ed espressioni differenti, con dettagli scelti dai bambini per caratterizzare ciascun personaggio.
Il passaggio decisivo è stato l’attribuzione di un’identità: le creazioni hanno ricevuto anche un nome. Il rotolino ha smesso così di essere un materiale anonimo ed è diventato qualcosa nel quale riconoscere il proprio lavoro.
Un oggetto trasformato con le proprie mani può acquistare un valore nuovo, che invita a conservarlo e a prendersene cura. È questo il significato educativo sottolineato dal progetto.
L’attività non si è limitata alla realizzazione di un piccolo manufatto. Ha offerto un’occasione per cambiare prospettiva su ciò che viene considerato uno scarto, mostrando una possibilità attraverso l’esperienza diretta.
La creatività è stata lo strumento per rendere comprensibile il tema ai bambini: guardare lo stesso materiale e riuscire a immaginarlo in una forma diversa. Da un oggetto semplice è nata così una riflessione che può estendersi ad altre situazioni della quotidianità.
Prima di buttare: riutilizzare, trasformare, riparare o donare

La domanda proposta dal percorso riguarda il momento in cui decidiamo di liberarci di qualcosa. Un oggetto non più adatto alla funzione iniziale potrebbe avere ancora un utilizzo diverso oppure essere utile a un’altra persona.
Il progetto invita quindi a considerare più possibilità: riutilizzare, trasformare, riparare o donare, prima di arrivare alla scelta di buttare.
Nel laboratorio di Castignano questa riflessione è stata affrontata attraverso la trasformazione creativa. Il cartone è rimasto un materiale riconoscibile, ma ha assunto una funzione nuova grazie alle idee e al lavoro degli alunni.
L’obiettivo educativo è inserire una pausa tra il momento in cui qualcosa sembra non servire più e quello in cui viene scartato. Una pausa nella quale osservare, fare domande e valutare alternative.
Il percorso richiama così la necessità di superare automatismi legati all’usa e getta. Il gesto quotidiano può diventare più consapevole quando è preceduto da una valutazione sullo stato dell’oggetto e sulle sue possibilità.
La scelta di partire da materiali semplici rende il tema vicino all’esperienza dei bambini. Per affrontarlo non occorrono oggetti particolari: basta prestare attenzione a ciò che si utilizza ogni giorno e provare a riconoscerne il valore anche dopo il primo impiego.
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L’educazione ambientale comincia anche dalle scelte di acquisto

La riflessione proposta da “La mia Scuola a Rifiuti Zero” risale anche a un momento precedente: quello dell’acquisto.
Nel presentare il percorso, Marche a Rifiuti Zero richiama le risorse necessarie a produrre gli oggetti, dalle materie prime all’energia e all’acqua. L’invito è interrogarsi sia sulla destinazione finale di un prodotto sia sulla sua origine.
Per gli alunni, osservare i materiali e sperimentarne la trasformazione diventa quindi un primo passo per comprendere un tema più ampio: ciò che abbiamo a disposizione è il risultato dell’impiego di risorse, che meritano attenzione.
Il programma di quest’anno accompagnerà questa scoperta attraverso attività pratiche, momenti di confronto e creatività, aiutando i bambini a guardare diversamente gli oggetti e le proprie abitudini.
Il laboratorio iniziale restituisce il senso del progetto: riconoscere possibilità dove prima si vedeva soltanto uno scarto. I personaggi realizzati alla primaria di Castignano, ciascuno con il proprio volto e il proprio nome, raccontano questa trasformazione.
Prima di buttare possiamo fermarci, pensare e scegliere: è il messaggio da cui prende avvio il percorso nelle scuole dell’Omnicomprensivo Rotella-Montalto.









