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Dal 30 ottobre al 27 novembre un percorso formativo per operatori sociosanitari, docenti e genitori. Esperti di psicologia, psichiatria e neuroscienze affronteranno il rapporto degli adolescenti con social, videogiochi e gioco d’azzardo.

ASCOLI PICENO – Comprendere il rapporto dei giovani con le tecnologie digitali e riconoscere i rischi legati al gioco d’azzardo: sono gli obiettivi del ciclo formativo “I giovani, le dipendenze digitali e il gioco d’azzardo patologico”, promosso dall’AST di Ascoli.

Gli appuntamenti saranno tre, tutti dalle 15 alle 18: il 30 ottobre ad Ascoli Piceno, il 13 novembre a Castel di Lama e il 27 novembre a San Benedetto del Tronto. Il percorso è rivolto a operatori sociosanitari, docenti e genitori, figure che accompagnano i ragazzi nella crescita e possono contribuire alla prevenzione.

L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra il Servizio di promozione della salute e di comunità del Dipartimento di prevenzione e il Dipartimento dipendenze patologiche dell’azienda sanitaria.

Partecipano all’organizzazione gli Ambiti territoriali sociali 21, 22, 23 e 24 e l’Agenzia regionale sanitaria delle Marche. Il ciclo ha il patrocinio dei Comuni di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto e dell’Unione dei Comuni della Vallata del Tronto.

Il primo appuntamento si terrà nella sala conferenze del Forte Malatesta, dove il confronto partirà dalle dipendenze digitali e dal gioco d’azzardo patologico tra i giovani.

Il programma: tre appuntamenti con esperti di psicologia e psichiatria

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Ad aprire il percorso, venerdì 30 ottobre, sarà Roberto Truzoli, psicologo clinico, psicoterapeuta cognitivo-comportamentale e professore associato di Psicologia clinica del Dipartimento di scienze biomediche e cliniche dell’Università di Milano.

Al Forte Malatesta di Ascoli, Truzoli affronterà il tema che dà il titolo all’intero ciclo: “I giovani, le dipendenze digitali e il gioco d’azzardo patologico”.

Il secondo incontro è previsto per venerdì 13 novembre, nella sala consiliare del Comune di Castel di Lama. Interverrà Elvis Mazzoni, professore associato del Dipartimento di Psicologia “Renzo Canestrari” dell’Università di Bologna, con un approfondimento intitolato “Diversamente digitali: sviluppo ed educazione nell’era delle tecnologie digitali”.

La conclusione sarà affidata ad Alessandro Cuomo, medico specialista in Psichiatria e professore associato del Dipartimento di medicina molecolare e dello sviluppo dell’Università di Siena.

Il suo intervento, “Ancora un minuto. Viaggio nelle neuroscienze dell’adolescenza tra social, videogiochi e azzardo”, si svolgerà venerdì 27 novembre all’auditorium comunale Tebaldini di San Benedetto del Tronto.

La distribuzione degli incontri nei tre Comuni porta il percorso in diverse aree del territorio provinciale. Il programma affianca prospettive cliniche, educative e neuroscientifiche, offrendo ai destinatari occasioni di approfondimento su fenomeni che coinvolgono sia i servizi sia le relazioni familiari e scolastiche.

Gioco d’azzardo: i dati richiamati dall’AST di Ascoli

«La ludopatia è un fenomeno in preoccupante crescita su tutto il territorio nazionale», afferma Marco Giri, direttore del Dipartimento di salute mentale e dipendenze patologiche dell’AST di Ascoli, sottolineandone gli effetti sulla salute pubblica e sul tessuto socioeconomico.

Nel presentare l’iniziativa, Giri richiama un dato del 2023: il 37% dei ragazzi marchigiani tra 14 e 19 anni avrebbe fatto esperienza di gioco d’azzardo almeno una volta.

Il significato di questa percentuale va mantenuto preciso: aver sperimentato il gioco non equivale a una diagnosi di dipendenza. Il dato citato descrive l’esperienza dichiarata dai ragazzi, non la quota di adolescenti affetti da gioco d’azzardo patologico.

Sul versante dell’assistenza, l’AST riferisce che nel 2025 i servizi territoriali per le dipendenze patologiche di Ascoli e San Benedetto hanno seguito complessivamente 57 utenti con gioco d’azzardo patologico, erogando 654 prestazioni.

Anche questi numeri hanno un ambito definito: riguardano le persone assistite dai servizi e le attività effettuate, senza rappresentare automaticamente la diffusione complessiva del disturbo nella popolazione. Nel comunicato non è inoltre indicata l’età degli utenti presi in carico.

L’azienda sanitaria collega la proposta formativa alla necessità di rispondere ai bisogni del territorio, ricordando che la cura del gioco d’azzardo patologico rientra nei Livelli essenziali di assistenza.

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Un percorso per chi lavora e vive accanto agli adolescenti

La scelta di rivolgere gli incontri a professionisti sociosanitari, insegnanti e genitori mette insieme contesti diversi della vita dei giovani. Servizi, scuola e famiglia hanno occasioni di osservazione e responsabilità differenti: il percorso offre loro un terreno comune di informazione e confronto.

I titoli degli interventi restituiscono questa impostazione. Accanto alle dipendenze e all’azzardo, trovano spazio lo sviluppo, l’educazione e le neuroscienze dell’adolescenza, per affrontare il rapporto con il digitale attraverso più punti di vista.

Social, videogiochi e gioco d’azzardo non sono esperienze equivalenti: il programma li mette in relazione come temi da approfondire, senza che il semplice utilizzo di una tecnologia possa essere considerato di per sé una condizione patologica.

I responsabili scientifici sono Marco Giri e i dirigenti psicologi e psicoterapeuti Daniele Luciani e Giulia De Vais, dell’unità operativa di promozione della salute e di comunità.

Il comunicato dell’AST indica destinatari, sedi e orari, ma non specifica modalità di iscrizione, eventuali costi o riconoscimento di crediti formativi. Il riferimento organizzativo resta quindi l’azienda sanitaria per conoscere le condizioni di partecipazione.

Il calendario prenderà il via il 30 ottobre, alle 15, al Forte Malatesta di Ascoli Piceno, primo dei tre momenti dedicati alla comprensione e alla prevenzione dei rischi che possono accompagnare la crescita dei ragazzi.

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