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Lo chef di Offida conquista la gara di Acqualagna con “Ricordo di fricassea”. Protagonista il tartufo fornito da Angellozzi Tartuficoltura di Roccafluvione, nell’ambito del progetto di valorizzazione sostenuto dal BIM Tronto.

Il BIM Tronto vince il Tartufo Award 2026 e porta il tartufo bianco pregiato del Piceno al centro della scena gastronomica nazionale. A conquistare il riconoscimento è stato lo chef Daniele Citeroni Maurizi, protagonista della competizione con il piatto “Ricordo di fricassea”.

La sfida si è svolta sabato 31 ottobre e domenica 1° novembre ad Acqualagna, nell’ambito della 61ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco. Il premio corrisponde alla quarta Gara nazionale delle Città del Tartufo, che ha visto affermarsi la rappresentanza picena. 

Lo chef di Offida ha partecipato in rappresentanza del BIM Tronto, confrontandosi con i cuochi delle altre realtà coinvolte nella manifestazione. Sei le città in gara, appartenenti alla rete dell’Associazione Nazionale Città del Tartufo.

Nella fase eliminatoria Citeroni ha affrontato lo chef di Acqualagna, mentre in finale ha ottenuto la vittoria contro il rappresentante di Sante Marie, in Abruzzo.

Il risultato premia un lavoro che unisce interpretazione culinaria e qualità della materia prima. Il tartufo utilizzato nella competizione è stato fornito da Angellozzi Tartuficoltura di Roccafluvione, coinvolgendo così nella partecipazione anche una realtà produttiva del territorio piceno.

“Ricordo di fricassea”, il piatto che ha conquistato la giuria

A convincere la giuria è stato “Ricordo di fricassea”, una preparazione che richiama già nel nome il rapporto con la memoria gastronomica e con la cucina di casa.

Il piatto sintetizza l’attenzione dello chef di Offida per la provenienza locale degli ingredienti e per la valorizzazione delle materie prime. Prima della degustazione, la giuria ha esaminato anche la qualità del tartufo impiegato, elemento centrale della competizione.

Il riconoscimento mette quindi in relazione due componenti: la capacità dello chef di costruire una proposta gastronomica e il prodotto del territorio che quella proposta contribuisce a raccontare.

Per il BIM Tronto, la vittoria rappresenta un’occasione per dare visibilità al tartufo bianco pregiato del Piceno in una manifestazione dedicata al settore. Il palcoscenico di Acqualagna permette infatti il confronto tra territori diversi, accomunati dalla presenza del tartufo e dalle tradizioni sviluppate attorno alla sua ricerca e al suo utilizzo.

La Regione Marche, presentando l’edizione 2026 della fiera, ne sottolinea il ruolo come appuntamento di riferimento per il comparto tartuficolo e come occasione di valorizzazione delle eccellenze e dell’economia delle aree interne. 

In questo contesto, il premio offre al Piceno una possibilità concreta di promozione: far conoscere insieme cucina, produttori e luoghi di provenienza. Il risultato della gara diventa così un punto di partenza per raccontare un patrimonio territoriale più ampio.

Cinque Comuni nella rete del tartufo: il progetto del BIM Tronto

La partecipazione al Tartufo Award si inserisce in un progetto di valorizzazione del tartufo piceno avviato dal BIM Tronto. Un percorso che ha coinvolto cinque Comuni a vocazione tartufigena: Comunanza, Force, Palmiano, Roccafluvione e Venarotta.

Il primo passaggio è stato il loro ingresso nell’Associazione Nazionale Città del Tartufo. Successivamente, il BIM ha sostenuto iniziative sul territorio, tra cui “Bianco d’Autore – Festival del Tartufo Bianco Pregiato del Piceno”.

La vittoria di Acqualagna si aggiunge dunque a un’attività già avviata, che punta a collegare la qualità del prodotto alla riconoscibilità dei luoghi. Il coinvolgimento di uno chef e di un’azienda di Roccafluvione rende visibile questa collaborazione tra professionalità differenti.

Il contesto culturale supera inoltre la sola dimensione gastronomica. Nel 2021, la “Cerca e cavatura del tartufo in Italia: conoscenze e pratiche tradizionali” è stata riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Come chiarisce la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO, il riconoscimento riguarda conoscenze e pratiche tramandate tra generazioni, ancora presenti nelle campagne italiane. Non si tratta quindi di una certificazione del singolo prodotto, ma della tutela di un insieme di saperi. 

È anche dentro questa relazione tra ambiente, comunità e tradizione che trova spazio il progetto piceno.

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Contisciani: «Una vittoria che celebra l’anima del territorio»

Il presidente del BIM Tronto, Luigi Contisciani, esprime soddisfazione per un risultato che considera rappresentativo del lavoro svolto sul territorio.

«Siamo immensamente orgogliosi di questo straordinario risultato, che porta il Piceno sul gradino più alto del podio in una vetrina prestigiosa e di livello nazionale come la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco di Acqualagna», dichiara.

Per Contisciani, il premio riconosce la maestria e la sensibilità di Citeroni Maurizi, ma richiama anche storia, memoria contadina, tradizioni e qualità delle materie prime del Piceno.

«Con il suo “Ricordo di fricassea”, Daniele è riuscito a trasformare la cucina di casa in un racconto gastronomico capace di emozionare le giurie e di parlare al Paese», aggiunge il presidente.

Il valore attribuito alla vittoria riguarda soprattutto la collaborazione. «Portare a casa questo premio dimostra quanto sia vincente la strategia di fare rete e promuovere il Piceno come un patrimonio unico di cultura, paesaggio e saper fare», sottolinea Contisciani.

Intanto, la fiera di Acqualagna prosegue: il calendario ufficiale comprende ancora le giornate del 7, 8, 14 e 15 novembre 2026. 

Per il BIM Tronto, il riconoscimento aggiunge visibilità al percorso di promozione già intrapreso. La sfida successiva sarà dare continuità alla rete costruita, mantenendo insieme prodotto, ristorazione e identità dei Comuni coinvolti.

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