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Grano marchigiano, uova fresche e undici formati per la nuova azienda presentata al Conad di Comunanza. Il progetto punta sulla qualità e sul legame con l’entroterra, con l’obiettivo di raggiungere il mercato italiano e quello estero.

Trasformare le materie prime locali in un prodotto capace di trovare spazio anche fuori regione. È l’obiettivo di Ama le Marche, nuova impresa di giovani nata a Comunanza e dedicata alla produzione di pasta secca all’uovo, presentata con una degustazione al supermercato Conad di Comunanza.

Il progetto mette al centro il legame con i Sibillini e l’entroterra marchigiano, scegliendo di competere nella fascia medio-alta del mercato. Alla base ci sono la selezione degli ingredienti, l’esperienza nella lavorazione e una strategia commerciale che guarda sia alla distribuzione organizzata sia ai negozi specializzati.

A raccontare l’iniziativa è Emilio Sacconi, impegnato negli aspetti produttivi, nel marketing e nella promozione. «Una pasta che si posiziona nella fascia medio-alta, con una cura particolare del prodotto sotto ogni aspetto, puntando alla qualità», spiega.

Il nome del marchio esprime questa impostazione: «Crediamo molto nella nostra regione e nella spiccata tradizione pastaia regionale», aggiunge Sacconi.

L’impresa si presenta dunque come una scommessa sulla possibilità di creare valore attraverso la trasformazione agroalimentare. Il territorio diventa il punto di partenza per costruire un’identità riconoscibile, mentre la presentazione con assaggio offre una prima occasione di incontro tra il prodotto e i consumatori.

Grano marchigiano e uova fresche: le scelte sugli ingredienti

La produzione parte dalla semola ottenuta da grano marchigiano selezionato, proveniente da aziende agricole delle aree collinari regionali. Secondo quanto illustrato dai promotori, nella selezione viene riservata particolare attenzione anche alle caratteristiche proteiche della materia prima.

L’altro ingrediente centrale è rappresentato dalle uova fresche. Nel progetto è coinvolto Andrea Salvucci, giovane socio e produttore di uova biologiche provenienti da galline allevate a terra.

«Usiamo solo uova fresche appena raccolte», sottolinea Salvucci, descrivendo una scelta produttiva che l’azienda considera importante per l’identità della propria pasta.

La provenienza degli ingredienti è uno degli elementi sui quali Ama le Marche intende costruire il rapporto con il pubblico. Per il consumatore, conoscere l’origine delle materie prime e il tipo di lavorazione permette di valutare il prodotto attraverso informazioni concrete, oltre al richiamo al territorio.

Il progetto unisce così competenze diverse: approvvigionamento, produzione, lavorazione e comunicazione. La qualità dichiarata dall’impresa dovrà trovare riscontro nell’esperienza di acquisto e di consumo, attraverso caratteristiche riconoscibili e continuità del prodotto.

Il legame con le aziende agricole locali rappresenta inoltre una possibilità di collegamento tra chi produce gli ingredienti e chi li trasforma. È su questa relazione che il marchio punta per raccontare l’entroterra marchigiano attraverso un alimento quotidiano, capace di raggiungere pubblici differenti.

Undici formati e lavorazione affidata al maestro pastaio Maranesi

La lavorazione è curata dal maestro pastaio Roberto Maranesi, che porta nel progetto la propria esperienza nella produzione di pasta all’uovo.

L’azienda indica tra gli elementi distintivi la lavorazione e l’essiccazione a bassissima temperatura, insieme alla ricerca di una consistenza marcata e di una buona tenuta durante la preparazione.

Nella presentazione vengono evidenziati anche il sapore e la capacità della pasta di rimanere al dente. Sono caratteristiche proposte dall’impresa come parte del proprio posizionamento commerciale, da verificare attraverso l’assaggio e il corretto utilizzo in cucina.

La gamma iniziale comprende 11 formati: cinque di pasta lunga e sei di pasta corta. Tra questi figurano i paccheri all’uovo secchi, sui quali l’azienda richiama l’attenzione per differenziare l’offerta.

La scelta di affiancare formati lunghi e corti consente di proporre impieghi diversi, senza limitare il marchio a una sola tipologia. Per una nuova impresa, la gamma rappresenta anche uno strumento per presentarsi a interlocutori commerciali con esigenze differenti.

La degustazione organizzata al Conad di Comunanza ha accompagnato questo primo passaggio di presentazione. L’assaggio permette infatti di rendere immediatamente comprensibili gli aspetti sui quali il marchio intende puntare: consistenza, gusto e comportamento in cottura.

La sfida sarà mantenere queste caratteristiche anche nel percorso di ampliamento della distribuzione, facendo convivere cura produttiva e sviluppo commerciale.

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Mercati esteri e nuovi prodotti: gli obiettivi dell’azienda

La strategia annunciata guarda al mercato italiano e a quello internazionale. Tra i canali individuati figurano i supermercati, attraverso corner ed espositori dedicati, e i punti vendita specializzati in prodotti di qualità.

Si tratta di obiettivi di sviluppo: la presentazione dell’impresa non indica ancora Paesi di destinazione, volumi di vendita o accordi commerciali esteri già conclusi.

Tra le ipotesi per il futuro ci sono anche l’impiego di grani come il Senatore Cappelli e una linea con erbe aromatiche e officinali dei Sibillini. Progetti che potrebbero ampliare il catalogo, mantenendo il riferimento alle risorse dell’entroterra.

La nascita dell’azienda si colloca nel più ampio tema del rilancio economico delle aree colpite dal sisma. Il quadro istituzionale del Fondo complementare per le aree dei terremoti 2009 e 2016 comprende, tra le proprie finalità, la nascita di nuove imprese, il consolidamento delle attività esistenti e la crescita occupazionale. È un contesto nel quale l’agroalimentare può contribuire a collegare attività agricole, trasformazione e commercializzazione. Le politiche regionali dedicate alle filiere agroalimentari offrono un ulteriore riferimento per leggere il rapporto tra produzioni e organizzazione del territorio. 

Per Ama le Marche, il prossimo passaggio sarà trasformare il debutto in una presenza commerciale stabile, portando la pasta prodotta a Comunanza oltre il mercato locale e mantenendo riconoscibile il legame con la regione.

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