Secondo la ricostruzione riportata da Il Sole 24 Ore, il presidente ha annunciato la decisione in un videomessaggio dopo l’intervento della banca centrale. La crisi coinvolge un istituto con 2,94 milioni di clienti e fondi della previdenza pubblica.
Il presidente del Paraguay, Santiago Peña, avrebbe annunciato le dimissioni dopo il commissariamento di Ueno Bank, istituto di credito digitale al centro di una crisi che ha portato i correntisti a protestare ad Asunción. Secondo la ricostruzione de Il Sole 24 Ore, le autorità di vigilanza avrebbero rilevato una grave carenza di capitale e pratiche di concessione del credito giudicate rischiose.
Nel videomessaggio riportato dal quotidiano, Peña ha motivato la decisione con la necessità di preservare la stabilità del Paese, la pace sociale e le istituzioni democratiche. Si è scusato con la popolazione e ha indicato la restituzione dei fondi come una priorità. Nel messaggio, secondo il resoconto, non si è attribuito responsabilità per la crisi bancaria.
L’annuncio arriva mentre i manifestanti chiedono di poter tornare a usare i propri risparmi e in Parlamento si discute di impeachment. Il passaggio istituzionale da chiarire è ora l’esito delle dimissioni annunciate. Per chi ha un conto presso Ueno Bank, la questione più immediata è sapere quali operazioni siano sospese e quando potranno riprendere.
Ueno Bank, cosa sappiamo sui conti e sui fondi dei pensionati
Ueno Bank conta 2,94 milioni di clienti, secondo i dati riportati nella ricostruzione. Il totale descrive la dimensione dell’istituto. Per stabilire quante persone siano effettivamente rimaste senza accesso al denaro occorre conoscere l’estensione delle restrizioni, distinguendo tra prelievi, bonifici e pagamenti. Il quotidiano riferisce di difficoltà anche per enti pubblici che avevano affidato risorse alla banca.
Tra questi figura l’Instituto de Previsión Social (IPS), l’ente previdenziale paraguaiano, la cui esposizione verso Ueno Bank ammonterebbe a circa 380 milioni di dollari. L’IPS, secondo il resoconto, ha assicurato la continuità dei pagamenti a circa 32.000 pensionati. La prosecuzione delle erogazioni e il recupero dei fondi investiti nella banca sono due questioni distinte.
Le proteste si sono concentrate davanti alla sede di Ueno Bank e nei pressi della residenza presidenziale. Il quotidiano riferisce inoltre di code ai bancomat e di problemi con i servizi bancari online, mentre molti clienti cercavano di accedere contemporaneamente ai propri conti. Per capire se le difficoltà si siano estese stabilmente ad altri istituti servono comunicazioni della vigilanza.
La misura descritta è un commissariamento. Per parlare di liquidazione o indicare tempi e modalità di restituzione delle somme occorre conoscere il contenuto dei provvedimenti adottati dalla banca centrale.
L’intreccio con la politica e i prossimi passaggi
Il caso ha assunto un peso politico anche per i rapporti tra Ueno Bank e le istituzioni. Secondo Il Sole 24 Ore, Peña figurava tra i soci fondatori dell’istituto. Il quotidiano ricorda inoltre il percorso di Carlos Carvallo, passato nel 2023 dalla presidenza di Ueno Bank alla guida del Banco Central del Paraguay, e riferisce che si sarebbe dimesso durante la crisi.
Le decisioni sull’impiego dei fondi pubblici e l’operato della vigilanza sono al centro delle contestazioni. Alcuni manifestanti accusano Peña e il suo partito di corruzione. Il resoconto riferisce anche di fermi e contestazioni di frode a carico di esponenti della banca. Le accuse dei manifestanti e le eventuali responsabilità penali individuali vanno tenute distinte.
Sul piano istituzionale, resta da verificare la risposta del Parlamento all’annuncio di Peña. La ricostruzione prospetta possibili conseguenze sul suo status, compresa l’ipotesi del senatorato a vita. L’applicabilità di questo passaggio e le eventuali prerogative connesse dipendono dall’esito dell’iter e dalla disciplina costituzionale paraguaiana.
Per i correntisti, i prossimi aggiornamenti decisivi riguardano l’accesso ai conti, le modalità di eventuale restituzione e i tempi di ripresa dei servizi. Per i pensionati, il riferimento è la conferma del calendario dei versamenti da parte dell’IPS. Sono questi gli atti che permetteranno di valutare le conseguenze concrete della crisi, al di là dell’annuncio politico.









