Il Nasdaq Composite ha chiuso il 5 novembre con la perdita più forte da 19 mesi. Le vendite hanno colpito i titoli legati all’intelligenza artificiale e si sono estese alle criptovalute, mentre gli investitori valutano gli effetti della vittoria democratica alle elezioni di metà mandato.
Il Nasdaq Composite ha perso il 5,5% nella seduta di giovedì 5 novembre 2026, chiudendo a 24.315 punti contro i 25.736,51 del giorno precedente. È il calo giornaliero più forte dall’aprile 2025, quando gli annunci sui dazi dell’amministrazione Trump avevano scosso i mercati. La serie storica della Federal Reserve di St. Louis, che pubblica i dati di Nasdaq, conferma il livello di chiusura.
Le vendite hanno coinvolto anche il resto di Wall Street. L’S&P 500 ha ceduto il 4,4%, mentre il Dow Jones ha perso il 3,4%, lasciando sul terreno oltre 1.800 punti. Il ribasso ha cancellato il rialzo di mercoledì dell’S&P 500, che aveva appena registrato la sua migliore seduta in tre mesi. Per il Nasdaq Composite, il bilancio da inizio anno restava comunque positivo, a +4,6% dopo la chiusura di giovedì.
A guidare le perdite sono state le società coinvolte nella costruzione dei data center per l’intelligenza artificiale, a partire dai produttori di chip. Nvidia ha perso il 9,3% e l’indice dei semiconduttori di Filadelfia è sceso del 12%. Il Nasdaq 100, più concentrato sui grandi gruppi tecnologici rispetto al Composite, ha ceduto il 6,4%. La differenza tra i due indici aiuta a capire perché i portafogli più esposti ai grandi titoli tech abbiano potuto subire ribassi superiori a quello del Nasdaq Composite.
Perché la vittoria dei democratici pesa sui titoli dell’intelligenza artificiale
Le elezioni di metà mandato del 3 novembre hanno consegnato ai democratici il controllo di Camera e Senato. Il partito ha strappato ai repubblicani sette seggi al Senato e ne ha guadagnati almeno 39 alla Camera, conquistando anche cinque governatorati. Per gli investitori il risultato conta sia a Washington sia nei singoli Stati, dove il dibattito sui nuovi centri dati può incidere sui tempi dei progetti.
Il timore emerso sul mercato riguarda possibili restrizioni o moratorie sui nuovi data center. Un rinvio nella costruzione di questi impianti può spostare in avanti gli ordini di chip, server e altre infrastrutture. Per le società valutate sulla base di una crescita rapida della domanda, anche un semplice slittamento può cambiare le aspettative degli investitori. Il voto si è aggiunto a dubbi già presenti sull’entità degli investimenti necessari per espandere l’AI e sui ritorni attesi.
Donald Trump ha attribuito il crollo ai risultati elettorali in alcuni messaggi su Truth Social. Il presidente ha chiamato in causa i democratici e ha sostenuto che le perdite abbiano colpito i 401(k), i piani di risparmio previdenziale statunitensi legati al lavoro. La sua lettura è arrivata dopo due sedute di segno opposto: mercoledì le azioni erano salite mentre emergevano i risultati del voto, giovedì sono precipitate con le vendite sui titoli dell’intelligenza artificiale. L’andamento delle due giornate mostra quanto rapidamente sia cambiata la reazione del mercato.
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Bitcoin ed Ether in calo, cosa è successo alle criptovalute
La pressione si è estesa anche alle criptovalute. Bitcoin, che mercoledì era tornato sopra 80.000 dollari, si è portato appena sotto 76.000 dollari in prossimità della chiusura di Wall Street di giovedì. In quel momento, perdeva il 5,2% nelle 24 ore. Ether segnava un calo del 7,5%, mentre XRP e Solana cedevano circa il 5,5% ciascuna.
Le percentuali vanno lette su intervalli diversi. Il −5,5% del Nasdaq confronta due chiusure di Borsa consecutive. La variazione di Bitcoin si riferisce invece alle 24 ore precedenti la rilevazione, perché le criptovalute si scambiano anche quando Wall Street è chiusa. Nella giornata del 5 novembre, entrambe le misure indicano che le vendite hanno coinvolto anche gli asset digitali mentre scendevano i titoli tecnologici.
CoinDesk ha inoltre riportato oltre un miliardo di dollari di liquidazioni su posizioni crypto a leva. Quando il prezzo si muove contro una posizione e il margine disponibile scende sotto la soglia richiesta, la piattaforma può chiuderla automaticamente. Se più posizioni rialziste vengono liquidate in poco tempo, le chiusure forzate possono accentuare la pressione in vendita. Il dato riguarda il valore delle posizioni coinvolte e va quindi distinto dalla variazione del prezzo di Bitcoin.
Cosa cambia per i risparmiatori e cosa può muovere i mercati
Per chi detiene ETF sul Nasdaq o fondi tecnologici, l’effetto sul portafoglio dipende dall’indice replicato e dal peso di questi strumenti sul totale. Per un risparmiatore italiano conta anche il cambio euro-dollaro se l’investimento è esposto alla valuta americana e privo di copertura. Lo stesso vale per Bitcoin: la variazione riportata in dollari può differire da quella che un investitore vede sul proprio conto in euro.
I prossimi sviluppi riguardano le eventuali proposte sui data center a livello federale e statale, oltre agli aggiornamenti delle grandi aziende tecnologiche sui loro piani di spesa. Tempi di costruzione, ordini di chip e investimenti annunciati aiuteranno a capire se il nuovo quadro politico sta già modificando i progetti su cui il settore ha costruito le proprie aspettative di crescita.









