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Carla Braccialini si è spenta a Firenze il 3 novembre 2026, a 95 anni. Dal laboratorio fondato nel 1954 con il marito Roberto alle collaborazioni internazionali, la storia di un’imprenditrice che rese riconoscibili le sue borse attraverso forme, colori e dettagli. I funerali si terranno sabato 7 novembre a San Miniato al Monte. 

Una casetta da portare al braccio, una macchinina al posto della classica borsa, fiori e farfalle che occupano la scena. Carla Cecconi Braccialini ha costruito il suo marchio intorno a un’idea semplice da vedere e difficile da realizzare: dare alla borsa una forma così particolare da renderla riconoscibile a colpo d’occhio. La stilista e imprenditrice fiorentina è morta a 95 anni nella città in cui aveva avviato la sua attività. 

Il 4 novembre la sindaca di Firenze Sara Funaro ha espresso il cordoglio dell’amministrazione, ricordando Braccialini come una «grande pioniera del Made in Italy». Nel suo messaggio ha legato la notorietà internazionale della maison alla capacità di valorizzare un sapere artigiano radicato nel territorio fiorentino e toscano. 

La famiglia ha annunciato che le esequie si terranno sabato 7 novembre alle 11, nella basilica di San Miniato al Monte, a Firenze. L’annuncio è firmato dal marito Bernardo e dai figli Riccardo, Massimo e Lorenzo, che negli anni avevano affiancato la stilista nella conduzione dell’azienda. 

La sua vicenda è raccontata anche nel libro biografico La ragazza che non sapeva fare le borse. Il volume ripercorre l’infanzia a Ponte a Mensola, gli anni della guerra e il percorso che la portò a diventare madre e imprenditrice, partendo senza una formazione tecnica nel mondo della moda. 

Chi era Carla Braccialini e come nacque il marchio nel 1954

L’attività cominciò nel 1954, quando Carla e il primo marito, Roberto Braccialini, aprirono a Firenze un piccolo laboratorio artigianale. Le prime borse erano in paglia. La lavorazione della pelle si aggiunse alla fine degli anni Cinquanta, ampliando le possibilità di sperimentare con materiali, colori e forme all’interno di uno dei distretti storici della pelletteria italiana. 

Il primo grande arresto arrivò con l’alluvione di Firenze del novembre 1966, che distrusse il laboratorio sul Lungarno. La ricostruzione dell’attività passò anche attraverso una scelta creativa. Secondo la scheda biografica della Federazione nazionale dei Cavalieri del Lavoro, dopo l’alluvione Braccialini si concentrò sullo sviluppo del design, destinato a diventare uno dei tratti distintivi dell’impresa.

Dopo la morte di Roberto, negli anni Settanta, fu Carla a portare avanti l’azienda. Continuò a seguire personalmente il lavoro dalla creazione alla produzione e nel tempo coinvolse i tre figli. La sua presenza nelle diverse fasi aiuta a capire il legame tra i due aspetti del suo percorso: il gusto per le forme insolite e la necessità di trasformare ogni idea in un accessorio da produrre e da indossare. 

La crescita passò anche attraverso le collaborazioni. Nel 1986 Braccialini firmò un accordo di licenza per la produzione di accessori con Vivienne Westwood. Le collezioni a marchio proprio e il lavoro con la stilista britannica furono due vie attraverso cui l’azienda fiorentina si fece conoscere all’estero. Negli anni Novanta si ampliò anche la rete di distribuzione, tra boutique e negozi monomarca. 

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Dalle borse a forma di casetta all’eredità nella moda italiana

Nelle prime sperimentazioni, fiori, animali e farfalle comparivano come decorazioni. In seguito, il soggetto arrivò a determinare la forma della borsa. Una casetta poteva suggerire il profilo del modello, un’automobile dettarne i volumi. Il salto creativo stava proprio lì: l’immagine che prima si vedeva sulla superficie diventava parte della struttura dell’accessorio.

Le forme ironiche e i colori accesi portarono nella pelletteria fiorentina un modo diverso di intendere l’eleganza. Una borsa poteva farsi riconoscere per la sagoma o per un dettaglio che richiamava una scena quotidiana. Per dare corpo a quell’idea serviva la manualità del laboratorio: anche il modello più giocoso doveva funzionare come oggetto da portare con sé. 

Il percorso imprenditoriale ebbe anche un riconoscimento istituzionale. Il 30 maggio 2009 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nominò Carla Cecconi Braccialini Cavaliere del Lavoro. Nell’elenco del Quirinale, il suo nome figura per la Toscana nel settore dell’industria dell’abbigliamento. 

Il marchio è stato acquisito nell’aprile 2017 dalla società aretina Graziella Holding e prosegue la sua attività come Graziella Braccialini. La sperimentazione su materiali, forme e colori resta parte dell’identità con cui l’azienda si presenta. È il tratto che lega le collezioni di oggi a quel laboratorio del 1954, dove Carla e Roberto avevano cominciato cucendo borse di paglia.

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