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ANCONA – La Società regionale di Garanzia Marche lancia l’allarme sull’aumento delle sofferenze delle imprese, con la contestuale “stretta creditizia”, che si trasferisce ai “portafogli dei Confidi, erodendo progressivamente il loro patrimonio”. La Srgm e i Confidi sottolineano come, oltre al pericolo di chiusura per le aziende, senza interventi di sostegno rischia di venire meno “lo strumento dei Confidi, che in questi anni è stato il più efficace contro il credit crunch”.

LA RICHIESTA ALLA REGIONE – Circostanza per cui Giorgio Cippitelli, presidente di Srgm, e i presidenti dei Confidi marchigiani (soci di Srgm) hanno chiesto a Regione, Province e Camere di Commercio di rifinanziare, se possibile con maggiori risorse, le strutture di Confidi, come è avvenuto tra il 2008 e il 2010 (23 milioni di euro). La richiesta alle banche è invece di aprire il rubinetto del credito, e di valorizzare il ruolo dei Confidi. “Il sistema delle imprese – ha detto Cippitelli – non può essere lasciato solo, e Confidi essere disintermediato dalle banche”.

LE PREOCCUPAZIONI – Preoccupano casi in cui gli istituti di credito respingono pratiche anche se mediate dai Confidi e li bypassano nelle condizioni e procedure dei prestiti. Molte aziende già alle prese con la crisi economica (un migliaio quelle a rischio di chiusura), hanno dovuto rivedere i loro programmi per i danni causati dalla neve a capannoni e attrezzature, ha ricordato Learco Bastianelli (Confartigianato Fidi). Oliviero Rotini (Confidi Macerata) ha ricordato i vantaggi prodotti dalla mediazione dei consorzi per imprese (facilità di ottenere linee di credito aggiuntive, prestiti meno cari con convenzioni, protezioni da variazioni unilaterali di clausole) e banche (meno rischi, più conoscenza degli imprenditori, meno ammortamenti chiesti da Basilea).

GLI INTERVENTI – Occorre dunque, ha aggiunto, che le banche riconoscano il ruolo dei Confidi e questi devono migliorare, collaborare di più tra loro e con Srgm “sempre più baricentrica e importante”. Alla crisi, ha sottolineato Graziano Mariani (Confidicoop Marche), si è sommata una carenza di risorse finanziarie. “Si intravedono segnali di ripresa – ha proseguito – ma questa deve essere sostenuta dalle banche. Noi non siamo controparti delle banche, dobbiamo fare politiche insieme per aiutare le imprese”. “Le garanzie spese attraverso i Confidi sono quelle spese meglio e noi stiamo facendo pesantemente la nostra parte, ha ricordato Alberto Barilari (Fidimpresa Marche). Le imprese – ha aggiunto – devono essere collocate al vertice del sistema economico, tutto il resto, anche le banche, viene dopo”.